Umberto ROSSI e Furio FOSSATI- Cinema. Recensioni brevi (“Nahid”, “The cell”, “Kiki …”)

Cinema    Recensioni brevi*
TRE FILM RECENTI
Nahid
“Nahid”

Regia di Ida Panahandeh

Interpreti: Sareh Bayat, Pejman Bazeghi

Prod. Iran 2015

Nahid è primo lungometraggio narrativo dell’iraniana Ida Panahandeh. Il titolo cita una giovane divorziata che lotta con le unghie e con i denti per mantenere la custodia del figlio affidatole dalla sentenza di divorzio a patto che non si risposi.

Costantemente in lotta per gli affitti non pagati, le marachelle del ragazzo e le proposte di matrimonio avanzate dai parenti, la giovane vorrebbe accettare la corte del suo datore di lavoro, ma teme di perdere il figlio. Quest’ultimo, non mostra né rispetto né affetto verso la madre preferendo la compagnia del padre naturale che continua a frequentare pessime compagnie e a non pagare i debiti di gioco. Il film racconta questa lotta fra le necessita e l’attrazione sentimentale con un tratto sottile e rispettoso che non dimentica le difficoltà anche suk versante della nuova, possibile relazione.

E’ il ritratto di una condizione femminile disperata e marginale, la precisa radiografia di uno dei punti di frattura di una società in bilico fra integralismo religioso e anelito alla modernità. Il ruolo delle donne è un punto dolente di una società che conserva ancora forti connotati maschilisti. Il cinema iraniano sta uscendo a fatica dalla cappa oppressiva che l’opprime dai tempi della presidenza (2005 – 2013) dell’integralista Mahmud Ahmadinejad, quello che teorizzava la scomparsa dello Stato di Israele dalla carta geografica e ha di fatto emarginato le migliori forze del cinema iraniano.

Oggi quel percorso sta mutando e film come questo, a cui vanno aggiunti vari altri titoli presenti e passati – da Lavagne (2000) di Samira Makhmalbaf, a Melbourne di Nima Javidi – indicano un punto dolente della struttura sociale del paese. Un punto di rottura che non può più rimanere in silenzio.

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Cell

“Cell”  Regia di Tod Williams

Dall’ omonimo romanzo di Stephen King  9,90)

Interpreti: Samuel L. Jackson, John Cusack, Isabelle Fuhrman, Stacy Keach, Griffin Freeman. E. Roger Mitchell, Alex ter Avest, Catherine Dyer, Rey Hernández, Joshua Mikel, Wilbur Fitzgerald, Clark Sarullo, Aja Wooldridge, Michael Beasley, Anthony Reynolds, Elizabeth Davidovich, Ethan Andrew Casto.

Prod. Usa 2016

Il timore che gli questi amici-nemici della nostra vita quotidiana possano essere molto dannosi per la salute, è tema dibattuto su cui studiosi di tutto il mondo cercano di fornire approfondimenti. Ovvio che anche al cinema prima o poi venisse trattato in maniera terrorifica, soprattutto considerando che Stephen King ne aveva fatto un lungo romanzo. Quello che stupisce, semmai, è che ci sia voluto tanto tempo dal momento in cui la Dimension Film ha acquisito i diritti nel 2006 di questo testo.

Affidato ad Eli Roth, già autore dei noti horror Cabin Fever (2002) e Hostel (2005), che lo avrebbe realizzato quando terminava le riprese di Hostel: Part II (2007). Affidata la sceneggiatura a Larry Karaszewski, due anni dopo Eli Roth rinuncia al progetto per differenze di opinioni con la produzione. Sempre quel anno, Stephen King prende in mano la sceneggiatura e cambia il finale del libro poiché non era stato gradito dal pubblico, Il lavoro di Larry Karaszewski è dimenticato e lo script è ulteriormente rimaneggiato dal giovane Adam Alleca, convincente ne L’ultima casa a sinistra (The Last House on the Left, 2009).

Girato in soli 25 giorni nel febbraio del 2015, è divenuta produzione poco gradita che ha cambiato tre distributori prima di uscire on demand su Internet all’inizio di giugno. Dopo le pesanti stroncature oltreoceano, la vita del film appare sempre più difficile. Diretto con mestiere ma senza originalità da Tod Williams – Paranormal Activity 2 (2010) – risente dei vari problemi che ha dovuto affrontare. Primo fra tutti l’esigenza di lavorare con un budget limitato, secondo che il soggetto e in parte la sceneggiatura erano scritti dall’intoccabile Stephen King, terzo ma non meno importante che John Cusack – protagonista che aveva aderito al progetto già nel 2010 – è uno dei produttori esecutivi. L’attore è più zombie dei morti viventi che popolano il film. Viso inespressivo, mai riesce a divenire credibile nelle sofferenze di un padre, per di più divorziato e assente da un anno, che non sa nulla del figlioletto.

Sono battute dette ma non vissute in maniera drammatica che fanno giusta simbiosi con l’inesistenza della ex moglie – che nel finale si dirà essere divenuta una di loro – e l’invisibilità recitativa del televisivo Ethan Andrew Casto degno figlio della coppia. I personaggi sono pochi e quasi invisibili; per il resto massacri di morti viventi, esplosioni, effetti visivi che dovrebbero raccontare la drammaticità di un film che, a tratti, fa ridere. Come fossero nuovi vampiri, gli zombie di notte sono tranquilli tanto da potere essere arsi senza porre un minimo di resistenza. Il film potrebbe essere definito più che horror, catastrofico.

Poche speranze per il genere umano, tetro in ogni suo sviluppo, pessimista ad oltranza (anche il finale apparentemente ottimista). Catastrofico anche per la qualità narrativa, per l’incapacità di offrire scene ben realizzate, per attori che si sono impegnati ai minimi contrattuali, per John Cusack che ha vissuto in maniera ridicola una figura che aveva tutte le potenzialità per divenire interessante. Oltre a questo, in fase di scrittura è stato dato poco sviluppo al personaggio creato da lui per i videogiochi: si capisce possa essere importante ma non perché.

Nella tranquilla Boston, di colpo tutto si trasforma in un inferno: i cellulari iniziano a squillare e un misterioso impulso annienta la volontà di chi risponde al telefono, trasformando le persone in creature sanguinarie. Un grafico-fumettista è in aeroporto, chiama l’ex moglie ed il figlioletto, si interrompono le comunicazioni e, da quel momento, cercherà di raggiungerli in tutte le maniere.

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Kiki & i segreti del sesso
“Kiki e i segreti del sesso”  Regiadi Paco Leon

basato sul film “The Little Death” (2014) diretto da Josh Lawson.

Interpreti: Paco León, Natalia de Molina, Álex García, Ana Katz, Belén Cuesta, Candela Peña, Luis Callejo, Luis Bermejo, Alexandra Jiménez, Jacobo Sánchez, Silvia Rey, Eduardo Recabarren, Blanca Apilánez.

Prod. Spagna 2016

Col taglio molto gradito al pubblico di Sesso, bugie e videotape (Sex, Lies, and Videotape, 1989) di Steven Soderbergh, ma visto in chiave più latina con in più qualche apertura all’ironia e a innocenti scene di sesso, l’attore e regista andaluso Paco León racconta di perversioni presenti in una società in cui la normalità è (quasi) considerata un’anormalità.

Pedro Almodovar ed il suo cinema sono presenti nel film, ma quasi come omaggio obbligatorio a un autore che della trasgressione ha fatto la sua cifra stilistica. Il regista è anche il protagonista dell’episodio principale nel quale il marito in una coppia che va dallo psicologo per cercare di superare la stanchezza del loro ménage sessuale e a cui è consigliato di esplorare nuove frontiere – le proveranno tutte, con l’attiva collaborazione della spregiudicata amica Belen – compresi rapporti lesbici.

In Kiki & i segreti del sesso non si affrontano vizi sessuali inaccettabili né per tipo di casistica né per forza invasiva all’interno della vita dei soggetti che li subiscono, ma tendenze a volte poco note raccontate con allegria e, nello stesso tempo, senza romanzarle troppo. Ci si diverte, si conoscono sessualità diverse, si seguono con lievità i dialoghi e, alla fine, non si esce delusi: sempreché, ovvio, non ci si attenda un film ricco di situazioni pruriginose. Il film in Spagna è stato campione di incassi con oltre sei milioni di Euro, a dimostrazione che l’esigenza di sorridere è presente un po’ in tutto il mondo.

La sceneggiatura non è originale – è remake del recente australiano The Little Death (2014) diretto da Josh Lawson – ma questo regista la fa sua creando un prodotto superiore a quello a cui si ispira. Oltreché l’episodio da lui interpretato, il film si sviluppa in altre quattro storie d’amore e di bizzarre fantasie sessuali. Una donna è affetta da dacrifilia e si eccita vedendo il partner che piange, un’altra è affetta da efefilia e prova piacere quando sfiora dei soffici tessuti, una ragazza soffre di arpaxofilia e raggiunge l’orgasmo quando viene derubata (per questo il marito inscena una rapina), un chirurgo plastico è affetto da sonnofilia con ha strani desideri mentre la moglie dorme.

Quest’ultimo è forse l’episodio più riuscito, con la donna disabile che il marito narcotizza per poterci giocare e la cameriera complice per ottenere un paio di seni nuovi al prezzo scontatissimo di 1000 euro. Bravi tutti gli interpreti, scelti con attenzione e dotati della giusta ironia, che rendono credibili le problematiche dei loro personaggi, tra cui alcuni veramente border line: uno per tutti, la telefonista porno che risponde da casa dando voce a qualsiasi perversione, mentre accudisce ai lavori domestici.

 

*Ringraziamo U. Rossi e F. Fossati, colleghi di Cinemasessanta e curatori di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

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