Gianfranco MIGLIO PICCHETTO- Il corsivo. Osare la speranza (o “detestarla”, come Pasolini)?

Il corsivo


 

OSARE LA SPERANZA?

Non abbiamo strumenti né la forza delle idee chiare per combattere la spietatezza che ci circonda, che ci prende alla gola mentre ceniamo o leggiamo il giornale sul divano e sotto l’ombrellone.
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Il sangue scorre a fiotti fin dentro le nostre mura, sembra schizzare nelle nostre pareti come nei film di Dario Argento mentre leggiamo o ascoltiamo di questi attentati senza senso, le decapitazioni di innocenti, gente in fuga da paesi in guerra annegata coi propri figli , “industriali” maciullati a colpi di machete (Dakka), ma anche di aggressioni al “diverso” di varia natura, di latitudine, rossi neri verdi gialli violacei, di gusti sessuali capovolti o comeglipare, e questo nel nostro civilissimo paese (‘dopato’ dall’ottimismo coatto del suo premier)

E mentre si fanno sempre più lunghe, interminabili le code ai negozi Tim/Vodafone ecc., i negozi commerciali risultano sempre più vuoti, l’artigianato praticamente scomparso: solo i grandi Centri commerciali, templi del finto benessere, sono stracolmi di questo flusso di gente dispersa e sognante, un via vai di perditempo -molti con passeggino al seguito- alla ricerca di quella frescura che un tempo l’andavi a cercare nei parchi di cui Roma è piena.

Questo discorso un po’ sconnesso può apparire bizzarro, ma in realtà è la nauseabonda fotografia del nostro tempo, dove “pietà l’è morta” e dove sperare non basta più (Don Andrea Gallo (nella foto in alto) diceva “osare la speranza”, ma Pasolini la detestava quale ‘impostura’ per disperati). Comunque: Andrea che sei lassù o chissàdove, la verità è che siamo stanchi di “osare” ed anche di sperare! Dobbiamo trovare da subito il modo di reagire (e tu saresti il primo), di combattere l’apatia, la rassegnazione, l’indifferenza delegando ad altri, al primo venuto, al solito Salvatore della Patria (antico ricorrente vizio italico) il compito di cambiare le cose.

Dobbiamo imparare a riaprire il nostro orticello, abbattere o almeno abbassare i muri proprio nel momento i cui la Bestia della violenza economica, religiosa e classista vorrebbe che ci rinchiudessimo: Seduti comodi ad invecchiare rattrappiti, con un computer ed uno smartphone davanti, con accanto ragazzi appena nati rincitrulliti da giochetti giapponesi o coreani, col rischio di dare vita a nuove generazioni con un cervello ridotto ad un fico secco e delle falangi sviluppate in maniera abnorme e tunnel carpale gratis per tutti.

Autore: admin

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