Francesco NICOLOSI FAZIO- A che punto è la notte. Per i morti che nessuno piange

 

A che punto è la notte

 


LAGRIME

Per i morti che nessuno piange.

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Strabiliante.       Uomini fatti. Anche un quarantenne. Uomini sani, anche belli, molto ricchi e fortunati, piangono. Piangono perché non possono più giocare, si è rotto il giocattolo. Il giocattolo sono i campionati europei e gli uomini che piangono, davanti alle telecamere e senza ritegno, sono i giocatori della nazionale di  calcio. Mentre, molto più giustamente, si piangeva in Italia per motivi molto più gravi. Forse nel mondo falso e dorato del calcio (fasce di lutto a parte) non giungono al cuore le notizie che angosciano noi comuni mortali. La strage di italiani a Dacca.

E certamente non mancava la copertura mediatica all’evento. Un fatto straordinario che ha colpito il mondo intero, in cui abbiamo colto, sin dal primo momento, un motivo ulteriore di angoscia: era il terzo attentato che colpiva noi italiani in Bangla Desh. Speriamo che, come al solito, non cali un velo di silenzio sulla tragedia. Il presidente nostro Mattarella, ha trovato pure uno spunto per stigmatizzare l’evento: “Colpire imprenditori che operavano per la crescita economica di un paese povero!”

Ma dobbiamo segnalare che su una enorme strage di italiani è caduto, e da subito, un compatto e tenebroso velo di silenzio. Tutti i giornalisti italiani all’unisono hanno depistato l’informazione su un dato molto allarmante, o meglio di una gravità inaudita: nel 2015 sono morti 100.000 italiani in più rispetto al 2014. Il dato ISTAT  è di questo ordine di grandezza e indicava che non era mai accaduto. Se poi consideriamo che il 2015 dal punto di vista climatico è stato certamente mite, possiamo immaginare cosa accadrà quando le condizioni metereologiche saranno peggiori.

Non abbiamo dubbi nell’affermare che lo sterminio di 100.000 italiani è dovuto alla crisi economica che ha, innanzi tutto, determinato l’abbandono di cure per grandi fasce sociali. Inoltre molte medicine sono state eliminate tra quelle a carico del S.S.N. e molte analisi sono esclusivamente a pagamento. Un esempio per tutti: le analisi per il controllo del colesterolo sono gratuite solo per i cardiopatici. Per cui l’analisi regina della prevenzione medica, non viene riconosciuta come tale: puoi conoscere il tuo rischio cardiaco solo dopo il manifestarsi del fenomeno. Certamente dopo un infarto. Se poi l’evento è letale, pazienza.

Siamo sicuri che il presidente nostro Mattarella non si pone il problema del ticket, e gli auguriamo una ottima salute, complessiva. Ma avremmo gradito un commento su questo strabiliante fenomeno, riteniamo che ciò sarebbe doveroso per un politico tanto sensibile e raffinato, chissà cosa ne pensa sul fatto che 100.000 italiani circa sono passati a miglior vita per colpa della politica. E lui è un politico.

Autore: admin

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