Umberto ROSSI- Tre film (“Un mercoledi di maggio”, “Segreti di famiglia”, “La canzone del mare”)

 

 

Cinema     Recensioni brevi

 

 

TRE FILM RECENTI

 


Un mercoledi di maggio

 

Un merceledì di maggio

Interpreti
Niki Karimi, Amir Aghaei, Shahrokh Forootanian, Vahid Jalilvand.

Prod. Iran 2015

Vahid Jalilvand è un cineasta iraniano attivo in più ruoli, da quello di attore, che ora affronta anche la regia. Il film che ha diretto s’intitola Un mercoledì di maggio e racconta due storie di donne che s’intrecciano in un episodio singolare.

Un membro della buona borghesia di Teheran, oppresso dalla morte di uno dei figli per una grave malattia che lui non ha potuto far curare in quanto all’epoca non disponeva dei denari necessari e nessuno lo ha aiutato, decide di liquidare una parte consistente del suo patrimonio per ricavarne diecimila dollari da regalare a una persona bisognosa. Mette un annuncio su un quotidiano e il giorno fissato si presentano centinaia di questuanti, tanto da richiedere l’intervento della polizia per ristabilire l’ordine pubblico.

Gli agenti tentano di arrestare l’estensore dell’annuncio, ma devono desistere per la pressione della folla. In tutto questo caos il responsabile dell’offerta individua due donne: una è una sua ex fidanzata, ora sposta a un paraplegico che porrebbe riacquistare l’uso della gambe con un’operazione, la seconda è una donna incinta orfana di genitori e sposata segretamente, con il solo rito religioso, a un giovane sgradito ai suoi tutori. Lei ha bisogno di quei soldi per far rilasciare il marito ingiustamente detenuto in carcere in seguito a una rissa con la famiglia dei tutori, scontro di cui lui non ha nessuna colpa.

La decisione sarà salomonica e prevedrà la concessione di metà della somma a ciascuna del donne, ma non potrà essere applicata in quanto l’ex – fidanzata non si presenterà a ritirare quanto assegnatole. Ciò significa che i diecimila dollari andranno per intero all’altra. Il film fa parte di una lodevole iniziativa della distributrice Academy Two che comprende quattro film iraniani premiati ai maggiori festival e segue fedelmente le strade imboccate dal cinema di questo paese dopo i gelo seguito alle speranze suscitate dalla rivoluzione komeinista. Una ventata censoria che ha spinto all’esilio o, addirittura, condannato al carcere, i migliori registi di quella stagione. Sono stati obbligati al silenzio o spinti nella semiclandestinità cineasti come Abbas Kiarostami, Mohsen Makhmalbaf, Jafar Panahi. Quanti sono rimasti sul campo si sono rivolti a temi non direttamente politici, ma non per questo meno significativi.

Ne è nato un filone che ha posto al centro dello schermo i problemi familiari e quelli della vita quotidiana, facendo risaltare di scorcio, come nel caso di questo film, i gravi temi che affliggono il paese: sanità insufficiente, rigida divisione fra ricchi e poveri, autoritarismo del potere in tutte le sue forme, corruzione e, soprattutto, drammaticità della condizione delle donne, vero e proprio anello debole di una struttura sociale maschilista e anacronistica dominata da una concezione religiosa arcaica e oppressiva. Un film da non perdere.

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Segreti di famiglia

Segreti di famiglia

Interpreti
Jesse Eisenberg, Isabelle Huppert, Gabriel Byrne, Amy Ryan, Ruby Jerins, David Strathairn, Rachel Brosnahan. Prod. Francia, Norvegia, Danimarca, Usa 2015

Isabelle Reed è una celebre fotografa i cui scatti compaiono spesso sul New York Times perciò l’agenzia per cui lavora la tiene in gran conto. Dopo aver documentato gli orrori delle guerre asiatiche e mediorientali decide di lasciare il lavoro per restare con marito e figli.

Poco dopo muore in un incidente d’auto che ha molti tratti di un suicidio. Tre anni dopo l’agenzia che l’impiegava affida a un suo compagno d’avventure e amante, ma solo durante le spedizioni di lavoro, il compito di allestire una mostra delle sue migliori foto. Lui accetta, ma decide di scrivere un pezzo in cui si svela la vera caratteristica della morte della donna. Vedovo e orfani vanno in crisi davanti a quest’improvviso bagno di verità, il rampollo più giovane, in particolare, vacilla pericolosamente, rifiuta di parlare con il padre e scrive lunghi brani in cui rivive il rapporto con la madre.

Dopo varie turbolenza, collegate anche alla relazione segreta che il vedovo intrattiene con un’insegnate del figlio minore, le cose si sistemano e il piccolo nucleo di superstiti ritrova una parvenza di serenità. Segreti di famiglia porta la firma del norvegese Joachim Trier ed è una storia familiare con abbondanti venature melodrammatiche che sbandiera, come fiori all’occhiello, le interpretazioni – per ha verità entrambe piuttosto piatte – di Isabelle Huppert e Gabriel Byrne. E’ uno di quei film falsamente anticonformisti, in realtà prevedibili dalla prima all’ultima inquadratura.

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La canzone del mare

La canzone del mare

da un’idea originale di Tomm Moore.
Voci nella versione italiana: Lorenzo D’Agata, Anita Ferraro, Alessio Cigliano, Lorenza Biella, Francesca Fiorentini, Antonella Giannini, Giorgio Lopez

Prod. Irlanda, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Francia 2014
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Bel film d’animazione candidato al Oscar, è diretto dal trentanovenne irlandese Tomm Moore che aveva debuttato col molto interessante The Secret of Kells (2009) in cui parlava di un giovane al centro di incursioni barbariche, e della saggezza di un maestro illuminato.

Nato a Newry, Irlanda del Nord, ha co-fondato lo studio di animazione Cartoon Saloon e ha scritto, prodotto, animato e diretto cortometraggi e spot pubblicitari. La canzone del mare arriva sui nostri schermi con un paio di anni di ritardo ed incassi non certo gratificanti. La ragione è che siamo di fronte ad una vera opera filmica, non ad un’animazione ad uso esclusivamente familiare; questo provoca un certo disagio ad un pubblico popolare. Il film prende ispirazione del soggetto dalla mitologia delle Selkies del folklore irlandese, che vivono come foche in acqua, ma acquisiscono sembianze umane sulla terra.

Poco conosciuta al di fuori dell’isola e che è tramandata di generazione in generazione. Racconta la storia di Ben e della sua sorellina Saoirse – l’ultima bambina foca – che si avventura in un viaggio fantastico attraverso un mondo sbiadito di antiche leggende e magia nel tentativo di ritornare nella sua casa vicino al mare. E’ il ragazzo a raccontare alla bimba le avventure di Mac Rir, la cui triste espressione si può vedere seppellita sul lato dell’isola vicino alla loro casa. L’idea della mitologia e la narrazione è centrale per il film. Tanta poesia, fondali di grande bellezza, un’animazione senza inutili fronzoli, personaggi che si ricordano volentieri, un sapore europeo che rende ogni cosa più personale e bella.

Il tratto è essenziale ma da grande emozione, con visi geometrici nelle costruzioni ma incredibilmente umani. E’ un’opera molto personale, assolutamente originale e capace come poche di entrare immediatamente in sintonia con lo spettatore non occasionale. E’ vero, evoca i capolavori di Hayao Miyazaki, ma questo non è un difetto.

Autore: admin

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