Cinzia BALDAZZI – Se due anni vi sembran pochi… (al Caffè Letterario Mameli27, Roma)

 

 

SE DUE ANNI VI SEMBRAN POCHI…


Applausi al taglio della torta (foto Linda Talentoni)


Con una jam session di musica live dedicata ai cantautori italiani, il Caffè Letterario Mameli27 festeggia due anni di attività e annuncia la prossima stagione tra poesia, fotografia e canzone d’autore.

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Si può cantare e suonare per svariati motivi: da soli, o in “coretto” con i presenti; accade di farlo di professione, magari per diletto; eseguendo canzoni proprie o altrui. Ma cantare vuol dire sempre celebrare e, nella maggior parte dei casi, è una celebrazione cultuale, rievocativa, niente affatto nostalgica nel senso vero della parola perché in atto. Ieri sera, dunque, al Caffè Letterario Mameli27, con la sala piena, ne abbiamo festeggiato il compleanno “cantandolo”, in una passerella di musica live dedicata ai maggiori cantautori italiani.

Ho apprezzato al massimo la serata, l’atmosfera di solidarietà e di scambio artistico, anche se – e chi mi conosce lo sa – personalmente ero troppo giovane di età per partecipare alle session della musica anglo-americana amata sin da bambina. E quando i folksinger e i rocker “storici” mettevano piede per la prima volta in Italia, e organizzavano qualcosa di paragonabile alle jam, io non c’ero. Ieri sera ero quindi, senz’altro, una neofita. In certo senso, descrivendo per voi l’evento, un particolare del genere potrebbe comportare qualche difficoltà, del tipo: “Con quale strumento di paragone giudicare?”.  In mancanza di standard adeguati, e mantenendomi nel clima, ho dovuto improvvisare.

Come in tutte le realtà culturali e di comunicazione, ecco il rovescio della medaglia. Seduta accanto all’amico poeta Concezio Salvi, alla moglie Luciana Rambotti, a mio marito Claudio Camerini, dopo aver salutato alcuni musicisti conosciuti alla Maratona Dylan Jam di maggio, mi sono ritrovata quindicenne, libera dai condizionamenti successivi, dalle illusioni e dalla sconfitta delle avanguardie, ignara del terrorismo, con il cuore aperto e in mano: semplicemente per ascoltare. La vera storia da raccontare sarebbe, in realtà, il mio incontro con il Mameli nel giugno dell’anno scorso, che tuttavia, alla Marcel Proust, ricordo solo per sapori e colori: troppo confuso nelle immagini per essere ricostruito. Di certo, sono in grado di confermare che stava cambiando qualcosa nella mia vita e io non ne percepivo ancora l’entità e i dettagli concreti per poterla registrare nella memoria riconoscibile.

Cinzia Baldazzi, Concezio Salvi, Luciana Rambotti

È però indispensabile un passo ancora indietro. All’inizio dell’estate del 2014, un comunicato stampa così sintetizzava la missione e il traguardo del Caffè Letterario Mameli27, pronto all’inaugurazione: “Far risorgere, proprio nei luoghi che hanno visto germogliare gli ideali della nostra Repubblica, quel flusso artistico e culturale degno della nostra Capitale”.

Siamo a Roma, nella zona di confine dove Trastevere si inoltra su verso il Gianicolo. Cinquanta metri a sud, la piazza irregolare di San Cosimato; proseguendo per via Goffredo Mameli, si arriva a via Garibaldi, da una parte in discesa verso la Lungara, dall’altra con i tornanti in salita fino ai monumenti equestri di Anita e Giuseppe, protagonisti del Risorgimento.

Entrando nel civico 27 di via Mameli, una scala conduce nel cuore della grande sala centrale dal soffitto incurvato a mattoni, coperta alle pareti da scaffali di libri nuovi e usati, quadri, fotografie, long playing e 45 giri d’epoca in vinile. Tutto intorno, e in mezzo, sedie, tavolini, poltroncine, divani, tappeti, cuscini. Tutto molto rassicurante: lì dentro, c’è tutto quello da desiderare in un ambiente così.

L’altra sera, le luci del locale affollato di musicisti e amici si sono spente per l’ingresso della torta con due candeline: gli iniziali ventiquattro mesi di attività sono stati festeggiati, come ho anticipato, con una serie di esibizioni dedicate a De Andrè, Guccini e De Gregori, poi allargate alle cover di Dalla, Gaber, Battisti, Capossela, Cocciante, Jannacci, Gaetano.

“Il termine che meglio riassume la sensazione provata nell’entrare al Mameli27 è “nido”, spiega la poetessa Veruska Vertuani, habitué e “storica” collaboratrice. “Questo Caffè Letterario è capace di armonizzare l’atmosfera che vi si respira e farsi casa di performance di nicchia oppure dalla grande eco partecipativa. Ho vissuto questi due anni da posizione privilegiata, incrociando una varietà del tutto inaspettata di artisti: scrittori, cantanti, fotografi. Ogni volta una scoperta, ogni volta un arricchimento”.

L’ingresso del Mameli27

Tra queste mura si alternano, nel corso della settimana, attività diverse tra loro: dai reading poetici alla musica dal vivo, dalle presentazioni di libri alle degustazioni eno-gastronomiche, dalle performance storico-critiche dove si accosta Dylan a Leopardi agli esperimenti di beer & fish, secondo un calendario tanto fitto quanto vario. “Il primo anno di attività”, confessano al Mameli27, “si è concluso con molta fatica e sacrificio. Il secondo ha fatto conoscere il locale tra la gente di Trastevere e in molte altre parti di Roma”. Riguardo alla prossima terza stagione, sono annunciati due appuntamenti di rilievo: il Corso di Scrittura Creativa dal 6 ottobre, la diffusione del secondo bando di “Divagazioni d’Arte”.

Avviato con vocazione di libreria – per acquisto, scambio e lettura di volumi, nonché ascolto di dischi in vinile – il Mameli27 ha ben presto effettuato due importanti precisazioni di rotta. Intanto verso la poesia, aprendo i microfoni ad autori meno conosciuti e costituendo un gruppo “fedele”; poi, la seconda in direzione della musica, con eventi rigorosamente live e la partecipazione di gruppi emergenti e singoli artisti: “Ci siamo avvalsi, in questo campo, di collaboratori eccezionali come il polistrumentista Roberto Petruccio, il quale da tempo porta avanti un progetto di jam cantautorale che non trova pari sulla piazza di Roma”.

Gli incontri più seguiti si sono rivelati sicuramente quelli con la Canzone d’Autore e i seminari sulla Poesia Cantata, ovvero sulla produzione che, per qualità e livello artistico, merita di essere considerata vera e propria forma di “poesia”. Il palco aperto del Mameli27 – con il coordinamento di Petruccio nonché con  i suoi interventi personali al pianoforte elettrico, chitarra e armonica – ha visto così alternarsi le riproposizioni di brani di Fabrizio De André, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori, spesso replicate. Senza dimenticare, del resto, la tradizione romana con i concerti dedicati a Gabriella Ferri, gli omaggi-tributo a David Bowie, Pino Daniele, Giorgio Gaber e Gianmaria Testa, le occasioni speciali come l’open day dedicato al settantacinquesimo compleanno di Bob Dylan, con un nutrito gruppo di giovanissimi musicisti a cimentarsi fino a notte sulle note e i testi del menestrello di Duluth.

”Di certo, la musica ‘in diretta’ è la più frequentata”, commenta lo staff: “E se dovessimo fare un identikit, diremmo che il nostro frequentatore è mediamente sopra i trenta anni, amante della musica e della cultura”.

Daniele Savelli, Roberto Petruccio

Sul versante letterario, la domanda di uno spazio dedicato al reading ha trovato risposta nei Mercoledì da Poeti, serate aperte a chiunque voglia declamare le proprie poesie o ascoltare quelle degli altri. Momenti particolari, di volta in volta, hanno preso spunto da ricorrenze o date significative: l’8 marzo dedicato a Oriana Fallaci, i quarant’anni dalla morte di Pierpaolo Pasolini, la Giornata Mondiale della Poesia, la Giornata della Memoria, San Valentino con la poesia d’amore. I rendez vous con la scrittura in versi, ma anche con la prosa, sono proseguiti con la presentazione di libri, tra i quali ricordiamo, per singolarità e originalità, Federica la ragazza del lago di Massimo Mangiapelo, Frammenti di crisalide di Veruska Vertuani, Passi nel tempo di Maurizio Minniti e Cinzia Baldazzi.

Le porte del Mameli27 sono sempre aperte, anche se “l’arte non paga”: sarebbe il caso di invitare l’inquilino del Campidoglio a “dare più spazi non a pagamento a chi vuole intraprendere questo tipo di attività; i gestori, contro la loro volontà, sono spesso costretti a chiudere; in un momento di crisi come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, il nostro è un vero e proprio atto di coraggio”.

Se l’arte non paga, con la poesia non si mangia, recita un luogo comune. In questi due anni, il Mameli27 ha però cercato metaforicamente di smentirlo organizzando, spesso a lato della lettura di liriche, appuntamenti enogastronomici: “Tra questi”, spiega Valter Tinari, “la recente Eros & Oinos, recital di poesia erotica abbinata ad assaggi di vino rosato”. Hanno avuto ottimi riscontri i seminari sulla birra artigianale, le degustazioni di vini regionali, le cene a tema, i laboratori per l’autoproduzione di marmellate e liquori. “Sono stato coinvolto nel progetto Mameli27 per la mia esperienza in campo enogastronomico”, racconta Valter Tinari, “e anche perché amante della buona cucina e del buon vino”.

Ma l’attività del Mameli27 ha numerose altre ramificazioni: laboratori per la divulgazione e l’apprendimento delle Arti (scrittura, teatro, fotografia, pittura, musica); pianificazione di visite guidate al patrimonio artistico, monumentale e  paesaggistico; lezioni di pianoforte con il M° Francesco Paniccia, presente fin dall’esordio. “Molte persone che sono ‘scese’ al Mameli27”, precisa Tinari, “dicono che si respira un’aria familiare e vintage, tanto che si sentono come a casa loro. Ed è il motivo per il quale, con molto sacrificio, continuiamo a portare avanti il progetto”.

Il fotografo Giovanni Mura, trasteverino, definisce gli amici del Mameli 27 “inguaribili affamati di stimoli nuovi”. Nel corso dell’anno, in sinergia con il gruppo facebook Fotoforum Attimi nel Tempo, Mura vi ha esposto la personale fotografica Atmosfere Romane, seguita da Il Cuore delle Donne a supporto della presentazione di Federica la ragazza del lago. Nell’ultimo, recente evento, è stato accanto a Tony Gentile, fotografo di Reuters.

A metà stagione, nel mese di febbraio, il Mameli27 è stato pacificamente invaso, restituendo un colpo d’occhio di alto impatto emotivo: il locale si è riempito fino all’ultimo angolo per la cerimonia di premiazione del concorso letterario e fotografico “Divagazioni d’Arte”, in collaborazione con l’editore Luna Nera e con poeti e scrittori provenienti da ogni parte d’Italia.

Posti come il Caffè Letterario Mameli27 meriterebbero ogni giorno di essere affollati di persone: perché, spiega Veruska Vertuani, per la quale il Mameli 27 è uno spazio familiare, “ogni casa merita di essere piena per darsi un senso e dare senso”.

Del resto, Roberto Petruccio ha dichiarato: “Quando suono il piano al Mameli27, è come se fossi a casa mia”.

 


Jam Session Mameli27 – Happy 2° Birthday

coordinamento Roberto Petruccio

con la partecipazione, in ordine sparso, di Andrea Alfani, Emanuele Inserto, Francesco Rinaldi, Daniele Savelli, Mario Renna, Marco Maurelli, Fabio Pratesi, Paola Antonelli, Roberto Astolfi, Marcello Canzoniere e molti ancora, altrettanto bravi….

 

al Caffè Letterario Mameli27

via Goffredo Mameli, 27 – ROMA

Autore: admin

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