A. Pie.- Il rifiutato mestiere di crescere (“Bad and breakfast” Teatro F. Parenti, Milano)

 

Casa d’altri*


IL RIFIUTATO MESTIERE DI CRESCERE

“Bad and breakfast”,  scritto e diretto da Rosario Lisma

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Gli interni curati ma vecchi di un appartamento borghese ci introducono in questa commedia noir. Siamo alle soglie del capodanno. Antonio e Gaia, due giovani fidanzati in crisi di identità e vicini ai quarant’anni, decidono di “far fuori” i genitori di lui per realizzare un sogno: trasformare l’appartamento di mamma e papà in un bed and breakfast e dare una svolta alla propria vita. Il destino anticipa il piano malvagio, facendo morire i genitori in un attentato terroristico a Sharm el Sheikh. L’euforia sostituisce il lutto. Il sogno può diventare finalmente realtà. Saranno i primi due ospiti della nuova attività, un carabiniere e un notaio, insieme a un ripensamento improvviso della ragazza sul fidanzato, a cambiare le carte in tavola e a ridisegnare il destino esistenziale dei personaggi.

“Bad and breakfast” contiene già nel titolo la tematica che vuole affrontare. Antonio e Gaia rispecchiano pienamente i “giovani” di oggi che anagraficamente appartengono di diritto al mondo degli adulti senza però riuscire a entrarci. Un’interpretazione di questa impossibilità è quella che definisce questi “giovani” con il termine di “bamboccioni”, cioè nell’accezione di giovani adulti che invece di rendersi autonomi, preferiscono stare in casa dai genitori facendosi mantenere da loro. Ma i personaggi di Antonio e Gaia, restituiti dalla drammaturgia di Rosario Lisma, lavorano, anche se in condizioni precarie e insoddisfacenti. Vorrebbero diventare indipendenti e felici ma non possono farlo.

L’impossibilità di crescere, in questo caso, è oggettiva e più riconducibile a dinamiche sociali e famigliari che rientrano nello scontro generazionale fra chi è nato soprattutto nei primi anni ’70 e chi l’ha preceduto. I genitori di Antonio ne sono un esempio. Se la godono in vacanza almeno fino a un certo punto. Ci fanno intuire di essere in pensione dopo una carriera gratificante e ricca mentre il figlio è a casa loro ad arrovellarsi il cervello su come poter cambiare la propria vita e, nell’attesa, a raccogliere le “briciole” di chi ha “mangiato” prima di lui. È uno scontro di potere in cui genitori e figli non si incontrano ma possono scontrarsi come succede ad Antonio con il suo progetto perverso. Sia che i figli non vogliano staccarsi dai genitori sia che non lo possano fare, il bed diventa bad, una sorta di carcere esistenziale con possibili conseguenze pericolose.

Nella commedia si affronta anche il tema, non meno importante, relativo a quell’ “ombra” dell’anima che, secondo Jung, contiene gli aspetti più profondi, inconfessabili e autentici dell’essere umano. Antonio, che ricorda il Pietro Maso delle cronache nere, desidera uccidere i propri genitori ed è ad un passo dal farlo. Gaia è sua complice, ma poi rompe l’alleanza con il fidanzato rinviando il suo crudele destino nel finale dello spettacolo. Il carabiniere rimane a metà del guado non riuscendo a manifestare pienamente la propria omosessualità nei confronti del notaio (e questo aspetto, forse, poteva essere più approfondito). Il personaggio del notaio, disegnato da Lisma, è quello meno “scoperto” e con tratti comici davvero esaltanti. Tutti cercano la propria “verità”. Solo Antonio e Gaia ci riescono pienamente, pagando l’autenticità della loro vita con una sconfitta pesante anche se degna di pietas.

Nel complesso, la drammaturgia accattivante è il punto più forte di tutto lo spettacolo. Ci trascina, senza mai annoiarci, verso un finale, tuttavia, facilmente immaginabile. Gli attori, con la loro bravura, aggiungono qualità alla commedia. Una nota particolare va fatta a Marco Balbi davvero imperdibile. Le musiche danno suspense a una storia diretta egregiamente dallo stesso Lisma e premiata dall’applauso del pubblico.

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Cast

regia Rosario Lisma
con Marco Balbi, Anna Della Rosa, Rosario Lisma, Andrea Narsi
scene e costumi Guido Buganza  musiche Gino Gurrado   luci Luigi Biondi
produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca
Teatro Franco Parenti, Milano


* Ringraziamo Andrea Pietrantoni, critico di Sipario.it

Autore: admin

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