Francesco NICOLOSI FAZIO- Lo dice la stessa parola (ultras, pallonate, covi fascisti)

 

Europa felix

 

 

 

LO DICE LA PAROLA STESSA

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Ultras, pallonate, covi fascisti. Scontri tra estremisti agli europei di calcio.

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I costanti episodi di violenza fuori dagli stadi, ultimi in Francia, vengono sempre semplificati e depistati dalla stampa più o meno sportiva. Anzi per niente sportiva, in quanto i veri sportivi dovrebbero avere un minimo di lealtà e dignità, per ricordare ancora lo spirito (ectoplasma!) di De Coubertin. Invece i cronisti, anche quelli sportivi, sono sempre dediti al “De-pistaggio”.

Pochi ricorderanno il vergognoso episodio della partita Italia-Serbia quando gli “Ultras” balcanici riuscirono a  bloccare l’incontro. I delinquenti poi consentirono lo svolgimento della partita soltanto grazie alla “mediazione” di un giocatore serbo, che parlamentò con il capo dei facinorosi  pelati slavi. Per calmare gli “Ultras” il giocatore-ambasciatore faceva il segno del numero tre all’europea: pollice, indice e medio, una dichiarazione di appartenenza. Il cronista televisivo italiano ebbe la faccia tosta di spacciare tale gesto come fosse il monito della perdita dei tre punti per la Serbia. Qualunque accorto spettatore TV, che ricordi ancora i tremendi giorni della guerra dei balcani, sa che il gesto del tre con la mano, per i fascisti Serbi era il loro credo: Dio, Serbia e famiglia. In qualche facciata delle piazze italiane, fino a qualche decennio fa, il motto fascista si poteva leggere con un più generico “patria”, come seconda parola. Il gesto dei fascisti serbi ricorda il credo degli aguzzini di Sebreniza. Più recentemente analoga trattativa si è tenuta per consentire lo svolgimento della finale di Coppa Italia del 2015. In questo caso si è trattato con un pelato “ultras” napoletano detto “Jennj ‘a carogna”, che risultò vicino a noti camorristi. Violenza a violenza.

Come per i “black blok”, le frontiere sono facilmente permeabili per i facinorosi sportivi che, come gli inglesi hooligans (letteralmente teppisti, etimologicamente “sacri mafiosi”), in patria sono sotto rigido controllo, mentre all’estero hanno letteralmente britannica “licenza di uccidere” e forse per questo spediti. Certamente a qualcuno gioverà il clima di terrore che tra islamisti deviati, sbarchi in massa e scontri mortali di tifosi, rendono ancor meno sicure le nostre città.

Per la sicurezza tanto fumo  e niente arresto, ad esempio in Italia si è perfettamente dimostrato un notevole spreco l’uso delle passeggiate dei soldati corredati da carabinieri. Non si è venuti a conoscenza di alcun fermo eseguito da questi particolari tutori dell’ordine. Ricordo la cazziata che un sottoufficiale fece ad otto militi (8 = N. 2 gruppi x N. 3 soldati + 1 carabiniere), che nel caldo siciliano cercavano riparo all’ombra: “Visibilità! Visibilità! Visibilità!” gridava il maresciallo, costringendo al sole infernale i poveri militari, con il solo risultato di scurire con altre otto (8) ombre le strade cittadine. Dal particolare si può facilmente risalire al generale: unico scopo (scoop?) è la visibilità, la suggestione. Forse dovremmo noi cittadini arrestare i violenti.

Tornando agli “ultras” di ogni nazione, salta agli occhi l’evidenza delle analogie simboliche e comportamentali dei facinorosi europei: capelli rasati o molto corti; saluti romani; nazionalismi esasperati; uso di armi improprie; caratteri delle scritte in stile dell’estrema destra (gotica o latina), omofobia dichiarata, antisemitismo.

I soliti giornalisti “embedded” italiani qualche anno fa diedero risalto alla notizia che il tifo degli stadi si era politicizzato. Era un vero scoop, perché si parlava quasi esclusivamente dei tifosi del Livorno, e la notizia straordinaria era che erano tifosi di sinistra, unico caso in Italia, dove le tifoserie armate sono esclusivamente di estrema destra, “Jennj ‘a carogna” compreso.

Nella mia città dove si è verificato l’omicidio di un poliziotto per mano di un “ultras” i legami con la criminalità non sono stati rilevati, ma neanche ricercati. Ma ricordiamo che “Jennj ‘a carogna” portava una maglietta nera con l’ordine di scarcerazione di un “ultras” detenuto di Catania.

Infine ricordiamo l’etimologia, dal francese, della parola “Ultras”:estremisti di destra filo borbonici, contrari alla repubblica. Fascisti di Francia.

Autore: admin

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