Cannes a Firenze- Dalla Croisette, alcune anteprime dell’ediziome 2016

 

Cannes a Firenze

 

 

Direttamente dalla Croisette le anteprime dell’ultimo

FESTIVAL DI CANNES

La rassegna è organizzata da France Odeon, in collaborazione con Quelli della Compagnia e Istituto Francese di Firenze

Grande anteprima con il film vincitore della Palma d’Oro,
I, Daniel Blake, di Ken Loach, il 17 sera al Cinema Odeon di Firenze, partner dell’evento d’apertura

17 giugno, ore 21.00, cinema Odeon Firenze (piazza Strozzi)
18 – 22 giugno Spazio Alfieri (via dell’Ulivo, 6)

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Per il terzo anno consecutivo Firenze è tra le poche città europee a presentare, a pochi giorni dalla sua conclusione, una selezione dei film del Festival di Cannes, con la rassegna Cannes a Firenze – France Odeon 2016. Direttamente dalla Croisette, si potranno vedere a Firenze, grazie a France Odeon, festival diretto da Francesco Ranieri Martinotti e presieduto da Riccardo Zucconi, 8 film in anteprima assoluta, di cui 4 del Concorso ufficiale e 4 della Quinzaine des Réalisateurs. Un appuntamento, quello di Cannes a Firenze – France Odeon 2016, imperdibile per vedere i film che usciranno nella prossima stagione e quelli che rimarranno invece un’esclusività di questa rassegna.

A precedere la rassegna ci sarà un evento speciale: l’arena cinematografica estiva in piazza SS. Annunziata a Firenze, Apriti Cinema! proietterà, il 14 giugno, alle 21.30, il film Palma d’Oro a Cannes nel 1966, Un uomo, una donna, di Claude Lelouch, con l’indimenticabile colonna sonora di Francis Lai (ingresso libero).

L’inaugurazione di Cannes a Firenze – France Odeon 2016 sarà venerdì 17 giugno sera (ore 21.00) in partnership con il Cinema Odeon, che ospiterà l’evento: l’anteprima del film vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 69, I, Daniel Blake, di Ken Loach, (Concorso), distribuito in Italia dalla Cinema Srl, con Hayley Squires, Natalie Ann Jamieson, Dave Johns (Regno Unito – 100’ – v.o. Inglese). Il film sarà poi in programmazione al cinema Odeon nella prossima stagione autunnale, quando sarà distribuito in Italia.

Il regista di Bread and Roses, Il vento che accarezza l’erba (film del 2006, anche questo vincitore della Palma d’Oro a Cannes), My name is Joe, Il mio amico Eric, Jimmy’s Hall.- Una storia d’amore e libertà, torna sui temi sociali e di impegno politico, che da sempre gli sono appartenuti.
Siamo a Newcastle. Daniel Blake è un quasi sessantenne che per la prima volta, dopo una vita di lavoro, in seguito ad un attacco cardiaco, si rivolge agli uffici statali per un aiuto.

Di lavorare non se ne parla, e anche la richiesta di sussidio per invalidità viene respinta. Fortunatamente, dove non arriva lo Stato, interviene la solidarietà tra le persone, come quella che si instaura con Daisy, giovane madre di due figli, disoccupata che è stata costretta a lasciare Londra per vivere in piccolo alloggio in un’altra città, a lei sconosciuta. Le politiche sociali sono sempre più esigue e lontane dalla persone nel sistema attuale inglese.

Sabato 18 giugno, Cannes a Firenze si sposta allo Spazio Alfieri, e inizia le proiezioni alle 18.00, con Mean Dreams, di Nathan Morlando, (Quinzaine des Réalisateurs) con Sophie Nélisse, Josh Wiggins, Bill Paxton (Canada – 108’ – v.o. Inglese). La storia di due persone ai margini: stufi delle loro case distrutte e abusive, Jonas e Casey fuggono dopo aver rubato una borsa piena di soldi provenienti dalla droga, affari sporchi del padre di Casey, poliziotto locale. I tre, Wayne Caraway. Casey e Jonas impareranno a lottare e a corrompere per sopravvivere.

Alle ore 20.00 in programma Bacalaureat, di Cristian Mungiu, (Concorso) con Vlad Ivanov, Maria-Victoria Dragus, Ioachim Ciobanu (Romania – 127’ – v.o. rumeno) Premio Miglior Regia a Cannes 69, ex aequo con Personal Shopper, di Olivier Assayas.
Siamo nella lontana regione romena della Transilvania.  Romeo, medico, ha smosso mari e monti per far ammettere sua figlia, Eliza, in una prestigiosa università inglese. Eliza ha ottime probabilità di riuscita, essendo una studentessa modello, ma un’aggressione subita a pochi giorni dal suo Bacalaureat, dal suo diploma di maturità, metterà a rischio la sua carriera scolastica. Romeo sarà quindi costretto ad andare contro i principi morali che da sempre lo hanno ispirato e che ha  trasmesso a sua figlia.

Dopo un film romeno, un film dall’Afghanistan. Alle 22.30 chiude la prima giornata della rassegna Woolf and Sheep, di Shahrbanoo Sadat, (Quinzaine des Réalisateurs) con Ali Khan Ataee, Amina Musavi, Masuma Hussaini (Danimarca/Afghanistan –  86’ – v.o. Hazaragi, dialetto persiano). Il film è stato premiato alla Quinzaine des Resalisateur con l’Art Cinema Award.
Nello sperduto villaggio afgano la vita, per un piccolo gruppo di bambini, scorre immutata tra tradizioni, l’accudimento delle pecore, con l’unico svago consistente, così come avveniva nei secoli scorsi nelle nostre campagne, nel raccontarsi storie, vere o inventate. Shahrbanoo Sadat, prima regista donna afghana ad arrivare al Festival di Cannes, attraverso queste storie, offre un racconto inedito del suo paese, solitamente associato a guerra e morte.

Domenica 19 giugno, sempre allo Spazio Alfieri, dopo una replica di Woolf and Sheep (ore 17.30), alle 19.15 in programma Le Client, (The Salesman, Concorso) di Asghar Farhadi, con Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti, (Iran/Francia – 125’ – v.o.  Farsi) Premio Miglior Sceneggiatura e Premio Miglior Attore a Shahab Hosseini.
Farhadi, dopo l’incoronazione di Una separazione (Premio Oscar come miglior film straniero nel 2012, Orso d’Oro a Berlino 61 e Golden Globe come Miglior Film), continua a raccontare i dissidi della classe media iraniana e di un profondo senso di distruzione e delusione per l’Iran di oggi, simboleggiato dall’inagibilità di un fabbricato.

Emad e Rana sono due giovani che lavorano in teatro, dove stanno adattando una versione di Morte di un commesso viaggiatore, di Arthur Miller (anche questo testo simbolico dell’alienazione del singolo nelle società capitalistiche). L’immobile nel quale vivono è fatto evacuare dopo che dei lavori svolti lì vicino lo hanno reso inagibile. Con l’aiuto di amici Emad e Rana trovano una stanza, che è ancora piena di oggetti della precedente affittuaria, da cui intuiscono che si tratta di una donna dalla morale dissoluta. La seconda parte del film gira intorno alla figura di un altro protagonista maschile, venditore di professione, cliente della prostituta che occupava l’appartamento. Un giorno Rana viene aggredita mentre è sola in casa, ma si rifiuta di denunciare il tutto alla polizia: sarà suo marito a condurre l’inchiesta e a farsi paladino della giustizia per sua moglie.

Alle 21.30 è la volta di Dog Eat Dog, di Paul Schrader (Quinzaine del Réalisateurs), con Nicolas Cage, Willem Dafoe e lo stesso Paul Schrader (USA –  95’ – v.o. Inglese). Il film segna il ritorno al cinema di Paul Schrader, sceneggiatore di Taxi Driver, regista di film si grande successo, come American Gigolò, il remake de Il bacio della pantera e Il nemico invisibile, solo per citarne alcuni.
Dog Eat Dog, ispirato all’omonimo racconto del 1995 di Edward Bunker, è incentrato sulla storia di tre ex detenuti (Troy, Diesel e Mad Dog) che devono ri-adattarsi alla libertà. In una Los Angeles povera e depressa, i tre si dimostrano incapaci di tornare alla “normalità”. Percorso obbligato: tornare a delinquere e progettare il “classico” ultimo colpo che, in realtà, li porterà a diventare tre fuggitivi braccati dalla polizia, pronti a tutto pur di non tornare in prigione.

Lunedì 20 giugno, alle 18.00, Two Lovers and a Bear, di Kim Nguyen, (Quinzaine des Réalisateurs), con Dane DeHaan, Tatiana Maslany (Canada – 96’ – v.o. Inglese).  Dal Canada, ancora storie di giovani irrequieti e di famiglie disgregate, come da qualche tempo racconta Xavier Dolan. I due giovani protagonisti, Roman e Lucy, si amano ma non riescono a vivere la loro storia serenamente: Roman sente un profondo disagio per il padre violento, che lo ha picchiato più volte e dal quale è fuggito. Ma il danno interiore è ancora vivo e il fantasma del padre è presente nella sua vita, impedendogli di andare avanti. Anche Lucy non riesce a vivere pienamente l’intimità con Roman, perché, a sua volta, ha subito violenze da parte di suo padre. A differenza di Roman, però, Lucy vuole andare via, verso Sud, lasciandosi alle spalle la sofferenza e ricominciare a vivere.

Alle 20.00, ancora un film dalla Romania, Sierranevada, di Cristi Puiu (Concorso) con Mimi Branescu, Andi Vasluianu,Bogdan Dumitrache (Romania/Francia – 173’ – v.o. Rumeno).  Un film che traccia i contorni della Romania post-Ceausescu, a partire dal punto di vista di una famiglia di un medico, piccolo-borghese. Dopo la morte di suo padre, Lary, un medico sulla quarantina è in procinto di passare il sabato in famiglia per commemorare il padre defunto. Ma la sua cerimonia privata verrà sconvolta dai fatti di cronaca. Siamo infatti a tre giorni dall’attacco terroristico alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo e Lary verrà portato a raccontare la sua versione della verità. Il film dura 253 minuti ed è ambientato in un appartamento di 100 metri nel centro di Bucarest, affollato di personaggi, cosa che non ha impedito al film di riscuotere un grande successo al festival di Cannes.

Martedì 21 giugno, due repliche: alle 19.00 Bacalaureat, di Christian Mungiu e alle 21.30 Two Lovers and a Bear, di Kin Nguyen.
Mercoledì 22 giugno, due repliche: alle 18.00 Le Client, di  Asghar Farhadi e alle 21.00, Mean Dreams, di Nathan Morlando.
La rassegna Cannes a Firenze si tiene con il sostegno della Banca di Cambiano. Un ringraziamento particolare allo Spazio Alfieri per il sostegno della rassegna Cannes a Firenze.

Autore: admin

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