Francesco NICOLOSI FAZIO- Perfida Albione e caso Regeni

 

Connessioni estere

 

 

PERFIDA ALBIONE

Caso Regeni, la faida tra Servizi dietro la fine di Giulio. Accanto al corpo una coperta militare(reuters)

Caso Regeni: l’Italia tra Egitto e Regno Unito

 

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Già nel marzo scorso, in un articolo contro l’intervento in Libia, denunciavamo, soli in Italia, la mancanza di indagini in direzione del Regno Unito, con le seguenti parole:

“ Su quello che, prima di diventare una colonia italiana, nel 1911 era chiamato lo “scatolone di sabbia”, oggi gli interessi sono convergenti, da ogni punto cardinale. Questo ci offre una considerazione che nessuno ha finora portato. Tra le nazioni che hanno più interesse in Libia troviamo, oltre noi italiani, anche la Gran Bretagna e l’Egitto. Cameron è da sempre pronto all’intervento, mentre Al Sisi mantiene una “dependance” in Cirenaica, contribuendo a destabilizzare la Libia, non facendo riconoscere a Tobruk il nuovo governo di Tripoli.

Forse nessuno ha considerato il fatto che queste tre nazioni: Italia, Regno Unito ed Egitto, sono quelle coinvolte nel caso Regeni. Tutti i cronisti “enbedded” non segnalano il fatto che il ricercatore era italiano di nazionalità, ma lavorava per l’università inglese. Il suo lavoro era quello di fornire dati sulle opposizioni egiziane ai nemici che Nasser scacciò dall’Egitto, riprendendosi il Canale di Suez. Non è solo storia, in quanto il governo egiziano è composto dalla stessa classe militare di allora. Un motivo in più per avere la giusta cautela. La Libia non è la ‘nostra’ guerra.”

La lungimiranza, dimostrata con questa anticipazione, viene recentemente suffragata dal comportamento sconcertante dell’Università di Cambridge e, conseguentemente, del governo britannico. Ad una specifica richiesta da parte italiana, l’università inglese ha risposto che non si possono fornire elementi sulla ricerca che svolgeva Regeni in Egitto perché “di carattere segreto”. A ciò l’aggravante che, tra le spese sostenute dal ricercatore italiano (?)  previste e rimborsate da Cambridge, ci sono state anche quelle sostenute per attingere notizie da informatori egiziani.

Più che una ricerca si prefigura un’attività di “intelligence”, con nota a piè di lista. Anche se questo non corrispondesse al vero, è certamente la versione che i servizi segreti egiziani possono avere interpretato, riguardo all’attività di Giulio Regeni (forse a sua insaputa) presso gli oppositori del regime di Al Sisi. Spunta infine un tabulato telefonico dove le ultime telefonate riguardanti Regeni sono partite da utenze telefoniche di un operatore Britannico……

Anche recentemente abbiamo stigmatizzato il comportamento del “governo” egiziano, ma dobbiamo ancor più allarmarci per il comportamento sprezzante e poco democratico del governo del Regno Unito, che non collabora per far conoscere la verità sulla morte di un dipendente di un’organizzazione inglese, anche se non british citizen. Tutto sta a chiedersi a quale tipo di “organizzazione” partecipava Giulio, possibilmente a sua insaputa.

Già qualche settimana addietro ci siamo augurati la prossima Brexit, questo comportamento “all’inglese” ne avvalora l’auspicio.

Questo articolo viene ufficialmente trasmesso a “L’Espresso”, che ha aperto una doverosa campagna di stampa per conoscere la verità sul “Caso Regeni”.

Autore: admin

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