Re. Ma.- Taormina Film Festival. 62a edizione (dal 10 al 18 giugno)

 

Taormina Film Festival


LA 62a EDIZIONE

Dal 10 al 18 giugno al Teatro Antico- Richard Gere, presidente onorario

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Forte attesa per l’inizio del Taormina Film Festival 2016, kermesse cinematografica giunta alla sua 62esima edizione, prodotta e organizzata dalla Associazione Agnus Dei. Inizierà sabato pomeriggio, giorno 11 giugno, e si protrarrà fino al sabato successivo, giorno 18, con un parterre di star nazionali e internazionali del mondo cinematografico. Grande spazio al cinema indipendente e al nuovo che avanza con un particolare riferimento per le web-series, diventate ormai un punto di riferimento per i nuovi artisti della macchina da presa.

Tra gli ospiti internazionali da citare, senza alcun dubbio la presenza di Jeremy Renner e di Jacqueline Bisset mentre il Presidente Onorario del Festival sarà Richard Gere, volto noto di Hollywood: celebre per il suo ruolo in “Beatiful”, la star americana, in occasione del Taormina Film Festival 2016 presenterà il suo progetto “Invisibili.” Spazio anche per Oliver Stone che, invece, sarà in Sicilia per presentare “Ukraine on Fire”, di cui è co-produttore: si tratta di una pellicola realizzata da Igor Lopatonnol e che tratta la rivoluzione del febbraio 2014 in terra ucraina.

Ma la rassegna cinematografica del Taormina Film Festival 2016 si aprirà con una delle anteprime più attese: il nuovo lavoro della Pixar, ovvero “Alla ricerca di Dory”, sarà proiettato sabato 10 giugno 2016. Il film, sequel del celebre “Alla ricerca di Nemo”, sarà presentato dal regista Andrew Stanton; grande attesa anche per “Tutti vogliono qualcosa” di Richard Linklater senza dimenticare la proiezione di “Angry Birds – Il film”, altro film di animazione atteso per la sua uscita nelle sale cinematografiche.

Per quanto riguarda i film in concorso, invece, si segnala “L’attesa” di Roland Sejko e “Junction 48” di Udi Aloni. Nel corso del Taormina Film Festival 2016, inoltre, diverse rassegne con volti noti del mondo cinematografico: oltre a Oliver Stone e Susan Sarandon, ci saranno anche Marco Bellocchio e Rebecca Hall. Per quanto riguarda, invece, i campus che verranno svolti nel corso della giornata tanti nomi di giovani volti del nostro cinema: Salvatore Esposito e Gabriele Mainetti saranno tra i più attesi.

Particolare menzione, al Taormina Film Festival 2016, per la presenza di Marco Giallini e la giovanissima Matilde De Angelis (recentemente impegnata con Veloce come il Vento) mentre un’altra delle attrici più attese risulta essere Iain Glen, ovvero Jorah Mormont de “Il Trono di Spade.”

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Non c’è mai stato nella storia del cinema un periodo così fertile come la stagione che abbiamo vissuto in Italia tra gli anni ‘50 e l’inizio dei ‘70, nessuno può vantare un periodo così lungo, così innovativo, variegato, potente e di successo sia in patria che nel resto del mondo. Un trionfo di pubblico e critica.

Con gli anni ‘60 a fare da cuore pulsante della profonda mutazione del cinema, l’Italia ha giocato il ruolo più importante di tutti nel traghettare i film dalla prima alla seconda parte del Novecento. È stato il cinema italiano a formare la Nouvelle Vague francese (erano Rossellini e Visconti le figure che Truffaut e soci volevano imitare), è stato il cinema italiano a cambiare la maniera in cui il cinema racconta se stesso (con Otto e mezzo di Fellini), è stato il cinema italiano ad inventare una figura di “regista artista” che poi è diventata quella di riferimento per tutti anche ad Hollywood (Scorsese, Coppola e tutti gli autori americani emersi negli anni ‘70 desideravano avere il controllo ed essere artisti come Antonioni o De Sica).

Vendutissimo all’estero, amati da ogni appassionato sia nella versione più alta che in quella di serie B, i film italiani sono stati un prodotto d’esportazione fondamentale per decenni, lungo quelli che noi e il resto del mondo considera gli “anni d’oro” della settima arte, quelli delle grandi rivoluzioni e dei film evento.

Al centro di tutto ciò per moltissimo tempo c’è stato il Festival di Taormina, luogo d’elezione del consuntivo di ogni stagione cinematografica, sito in cui a lungo si sono consegnati i David di Donatello e in seguito i Nastri d’Argento.

Sul palco del Teatro Antico è passato qualsiasi grande attore, grande produttore e grande regista italiano, al pari di incredibili star internazionali che all’epoca facevano a gara per essere diretti o collaborare con qualche talento nostrano. Da Cary Grant a Marlon Brando, Charlton Heston e Gregory Peck per non dire Elizabeth Taylor e Richard Burton, tutti sono stati ospitati a Taormina nei medesimi anni di Monicelli, Gassman, Sordi e Monica Vitti.

A Taormina si è cementato quel rapporto con il pubblico di massa (le serate al Teatro Antico contano gli spettatori in diverse migliaia fino ad un massimo di 5.000) che fa sì che tutt’oggi la produzione nazionale nel nostro paese incida sul totale degli incassi italiani per circa il 30%, caso (quasi) unico in Europa. Negli altri paesi del continente il prodotto nazionale incide in media per il 5 o il 10%.

Se l’Italia è in assoluto uno dei paesi più affamati e bisognosi di produzioni nazionali un motivo c’è e va ricercato nella maniera in cui i nostri film parlano del mondo che viviamo. Le eccellenze italiane non sono solo il nostro vanto all’estero ma il nostro pane in patria. Di cinema italiano si nutrono tutti e, specie a partire dagli anni 2000, le sale hanno ricominciato ad affollarsi di spettatori. Merito di una politica più intelligente e di strategie commerciali precise e ambiziose, il cinema italiano è tornato quello che tutti desiderano sia: un riferimento per il pubblico e da poco anche per gli appassionati.

Sono circa 7 anni infatti che la parte più autoriale e innovativa del nostro cinema trionfa ovunque, da quella doppietta del 2008 con Il Divo e Gomorra premiati a Cannes si è aperta una stagione fatta di Coppe Volpi (Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Elena Cotta), Premi per il miglior attore a Cannes (Elio Germano), Orsi d’Oro (Cesare deve morire) e infine anche l’Oscar a La grande bellezza. La presenza quest’anno di ben 3 film italiani nel concorso del festival francese nemmeno stupisce più ma sembra la logica conseguenza di un percorso preciso.

Più forti in casa, più amati all’estero i film italiani odiano solo una cosa: l’estate. Sale chiuse e pubblico al mare, nel momento in cui più di tutti il paese si riempie di manifestazioni festivaliere il cinema non riesce ad attirare pubblico per le normali proiezioni.

Il Festival di Taormina nei suoi 62 anni di storia è passato così indenne attraverso tutte queste mutazioni del consumo e ancora oggi, che David e Nastri hanno trovato le loro collocazioni autonome, Taormina unisce scoperta a celebrazione. Le edizioni di Laudadio, Ghezzi e Deborah Young negli anni ‘90 e 2000 hanno costruito un “recente passato” che a partire dal 2012 Tiziana Rocca, come General Manager e Mario Sesti come Direttore Editoriale, hanno continuato a valorizzare, creando una precisa identità al festival tra cinefilia e celebrazione dell’industria.

Anche le grandissime star straniere hanno ricominciato ad arrivare. Tom Cruise come Russel Crowe, Ben Stiller, John Turturro e Robert De Niro, accompagnati dai loro film sono stati i nuovi protagonisti di queste edizioni, i quali, proprio come nella stagione d’oro erano affiancati dai nomi del rinascente cinema italiano, autori, attori ed emergenti

Autore: admin

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