Giuseppe ARDIZZONE- Punti di vista. Meno male che c’è Virzì (note su “La pazza gioia”)

 

Punti di vista




MENO MALE CHE C’E’ VIRZI’

 

In sala, vedendo “La pazza gioia”

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Meno male che ci sei tu!

Dice una delle due protagoniste all’altra che, sorridendo, si schermisce dicendo:  ‘chi io? ” .

Il tenero abbraccio che le unisce suggella la nascita di una bella amicizia.

Si, l’amicizia fra due o più persone , l’unica cosa bella che, come l’amore, ti può accompagnare nella vita per superare le difficoltà.

La cura dell’una per l’altra che, per la prima volta, regala ad ognuna di queste due giovani donne l’esperienza dell’attenzione di qualcuno nei loro confronti .


Loro, la cui unica esperienza fino a quel momento è stata l’abbandono , l’utilizzo per interesse dei loro sentimenti, la privazione di ciò che c’è di più caro, la sofferenza sorda ed infinita dentro il cuore. Tutte cose che poi infieriscono ancora su di te, facendoti stare male,  deprimendoti ed, alla fine , facendoti diventare così debole ed incapace di controllare il tuo dolore, da renderti  socialmente inaffidabile .

Si, la società le sta curando, fortunatamente, all’interno di strutture che non sono più solo gli OPG; ma, quanta difficoltà e quanta mancanza di mezzi mantengono  una sproporzione fra ciò che bisognerebbe fare e ciò che si fa!
Paolo Virzì ci regala con ” La pazza gioia” uno dei suoi più bei film; anche se, per me, il più amato rimane “La prima cosa bella”.

Che dire delle due interpreti ? Magnifiche

Micaela Ramazzotti è una delle attrici italiane che amo di più; ma, da oggi, assieme a lei aggiungo Valeria Bruni Tedeschi, che  avevamo già apprezzato nel ” Capitale umano” dello stesso regista.
“La pazza gioia” è il titolo del film, ma è anche la frase di felicità e liberazione che esclamano le due protagoniste quando, dopo aver sottratto l’auto ad un squallido corteggiatore, capiscono di potersi muovere verso la gestione della propria vita, l’una insieme all’altra, verso la pazza gioia.

Gioia per l’attesa di felicità, pazza perché solo vivendo la propria pazzia, conclamata dagli altri ma vissuta a modo proprio, c’è una speranza di libertà.
La società in cui viviamo, che è l’ambiente in cui è cresciuta e si è sviluppata la sofferenza delle due donne, non è certo molto equilibrata.

Di sicuro, potremo dire che le due donne non sono riuscite a crescere, assumendo dentro di se il principio di realtà. Potremo dire che la loro reazione alla sofferenza  è incontrollata , pericolosa per se e per gli altri.
Poi, potremo dire mille altre cose; ma, di certo, non  ci possiamo esimere dall’osservare lo squallore, l’interesse,la prepotenza,l’indifferenza che è presente in molti comportamenti normali e prevale all’interno di molte relazioni.
Un film importante, quindi , ben diretto, pensato e realizzato, con due attrici bravissime che rimangono nella nostra mente e nel nostro cuore.

Autore: admin

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