Franco LA MAGNA- Una indimenticabile “Sonnambula” (Irina Dubrovskaya al Bellini)

 

Lo spettatore accorto



UNA INDIMENTICABILE SONNAMBULA

l'immagine del profilo di Irina Dubrovskaya - Soprano

Irina Dubrovskaya al Teatro Massimo Bellini di Catania

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Resterà a lungo nei cuori (e nella mente) dei catanesi (tradizionalmente pubblico melomane) il nuovo allestimento de “La Sonnambula”, in questi giorni rappresentata al “Bellini” (dal primo turno del 25 maggio all’ultimo dell’1 giugno), tempio della lirica della città etnea che al genio del melodramma nazionale, così prematuramente strappato alla vita, diede i natali nel 1801. E se questa edizione di pregio resisterà più di molte altre all’inevitabile usura del tempo, merito particolare va innegabilmente attribuito proprio alla protagonista, la russa Irina Dubrovskaya (diplomatasi appena ventitreenne presso il Conservatorio di Stato di Novosibirsk), giovane soprano di altissima scuola lirica, che svetta incontrasta su tutti gli altri attori della vicenda (dai sottili e ascosi risvolti psicologici) della povera orfanella Amina, vicenda che Bellini giunto all’apice della gloria epurò (fin dove potè) degli elementi di comicità derivanti dalla pantomima francese, rappresentata solo tre anni prima, modificando anche la frivola caratterialità originaria del conte Rodolfo, la sciocca credulità degli abitanti del villaggio e la retorica dell’agnizione, che vuole il conte genitore di Amina.

TEATRO BELLINI, PRIMA DE “LA SONNAMBULA”

Al centro dello sviluppo narrativo ancora una figura di donna innocente (Bellini resta cantore di “quella patologia dell’amore infelice – scrive Mila -…immensa variazione sul tema di Giulietta e Romeo”) ingiustamente accusata di tradimento e disperatamente legata al proprio amore, eroina languidamente soccombente e mai ribelle, il cui canto sconsolato culmina alla fine nell’aria più famosa dell’opera (“Ah non credea mirarti”), appartenente a quella tipologia di “melodie  lunghe, lunghe lunghe, come nissuno ha fatto prima di lui”, dallo stesso Verdi profondamente ammirate.

Ora struggente, ora dolcissima, ora impennandosi in toni altissimi per poi spegnersi in accorati sussurri, la voce e l’interpretazione di Amina-Dubrovskaya (“schietta, ingenua, innocente, e nel tempo istesso appassionata, sensitiva, amorosa…”, proprio come al tempo auspicato dal librettista Felice Romani), domina il melodramma belliniano con modulazioni, sfumature di colore (e accorati slanci di sentimento), che affermano in questa difficilissima e per questo poco eseguita opera lirica (scritta da Bellini per Giuditta Pasta, “angiolo” a cui molto si deve per il successo delle opere del catanese) il primato della voce umana “come mai era accaduto nelle precenti opere belliniane…a volte lasciata senza accompagnamento”(Rosselli). Applauditissima la bionda e deliziosa Dubrovskaya, ormai affermata a livello internazionale, suggella autorevolmente la conquista del pubblico della città del “Cigno”.

Buona la prova (per quanto su livelli differenziati) dell’intero primo cast (tra cui spicca quella dell’imponente basso Dario Russo), mentre la briosa direzione d’orchestra di Sebastiano Rolli, supporta egregiamente la misurata e già apprezzata regia teatrale dell’eclettico Alessandro Londei. Riaperti alcuni tagli, non eseguiti in altre edizioni. Nel 1952 l’opera belliniana è stata oggetto di una modesta trasposizione cinematografica per la regia di Cesare Barlacchi, primo film- opera tratto dalla produzione del catanese, interpreti Gino Sinimberghi e Paola Bertini (voce di Fiorella Ortis). L’aria “Ah, non credea mirarti” è stata più volte utilizzata da registi italiani (Gallone, Visconti, De Sica, Mercanti).

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“La Sonnambula”

Melodramma in due atti di Vincenzo Bellini

Libretto di Felice Romani dal ballet-pantomime La Sonnambule ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Pierre Aumer.

Direttore Sebastiano Rolli; Regia e scene Alessandro Londei; Maestro del coro Gaetano Costa; Costumi Veronica Patuelli; Luci Salvatore De Campo.

Personaggi e interpreti: Dario Russo (il conte Rodolfo), Amina (Irina Dubrovskaya), Sonia Fortunato (Teresa), Jesus Leon (Elvino), Giulia Semenzato (Lisa), Alessandro Vargetto (Alessio), Riccardo Palazzo (un notaro).

Autore: admin

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