Francesco NICOLOSI FAZIO- De Merito (note su un libro di E. Schillaci e A. La Rosa)

 

 

Scaffale

 


DE MERITO

Merito(fobia)

“Merito (fobia) – No thanks!”   di Elita Schillaci e Assia La Rosa Rubbettino Editore

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Le splendide pillole di saggezza (da Leopardi ad Hugo), incipit ai singoli capitoli, dimostrano che, storicamente, il merito è una faccenda complessa, già nella sua affermazione nella società, ma anche nel difenderlo dai veri e propri storici rapinatori dell’altrui operato. Nonostante la secolare tradizione sancisca il costante disconoscimento delle vere capacità utili, di milioni di donne e uomini, Melita Schillaci ed Assia La Rosa si impegnano, ancora e di più, in uno splendido pamphlet che si divora in pochi fiati.

Volendo fare i “critici” ci togliamo subito il velo di bontà che potrebbe deviare il giudizio imparziale e lanciamo una frecciatina; essendo questa scoccata “in primis” non può essere la classica “freccia del Parto”, né la ancor più classica “in cauda venenum”, anzi dopo questa considerazione il giudizio parrà più forte ed obbiettivo. La considerazione è (ahimé) politica. Il libro si correda di un garbato elenco di giovani “guerrieri” che, eccezionalmente, sono riusciti a vedersi riconosciuto il merito.

Mettendo da parte il dubbio dell’effetto consolatorio che potrebbe ridurre l’impatto del libro, ecco che, dalle loro esperienze narrate, si evince che quasi nessuno di questi giovani, molto capaci, può mai appartenere alle classi subalterne. In fondo sappiamo tutti che il cosiddetto “ascensore sociale” in Italia è stato sempre rotto. Se questa è la considerazione negativa, vi potete immaginare ciò che segue!

Probabilmente le professioni delle due autrici (professoressa universitaria di economia e giornalista imprenditrice della comunicazione) hanno consentito di fornire un “prodotto” snello ed efficace che è al contempo esattamente corretto nell’approccio scientifico e umanamente coinvolgente nella presentazione. Anche perché, a volte, dare voce all’evidenza dei fatti è lavoro difficile, quando si vuole evitare il vicolo cieco dell’ovvio. La novità del libro è proprio questa, dimostrare scientificamente e tecnicamente del perché di una sconfitta annunciata del merito. La realtà si sintetizza con una considerazione Darwiniana: l’involuzione delle popolazioni italiote determina la inesorabile scomparsa delle persone capaci, che vengono considerate come delle vere e proprie anomalie da combattere e, conseguentemente, eliminare.

Si può sintetizzare la profondità del libro con la certezza che, tra le citazioni storiche sul merito accennate in precedenza, si potrà serenamente inserire questa delle due autrici: “L’Italia contrasta il merito. Lo svilisce, lo mortifica, lo isola, lo svaluta, lo combatte, lo uccide”. Ma, come ogni opera degna di menzione, il libro non si limita all’invettiva ed all’analisi della realtà. Essendo scritto da due personalità preparate ed affermate, l’opera raggiunge una meta ambiziosa, mediante l’elencazione di un vero e proprio “Decalogo delle Regole” da seguire per cercare di far risalire la china ai devoti del merito. Una elencazione di impegni da seguire  per ottenere un risultato veramente difficile, ma non impossibile.

Il decalogo proposto ci rimanda al libro dei libri, che ci ricorda che non c’è “Nulla di nuovo sotto il cielo”, partendo dal biblico Giuseppe (quasi eliminato per eccesso di merito, dai fratelli) e giungendo a Meucci (inventore disconosciuto del telefono), l’umanità odia le vere capacità e tifa per la mistificazione e l’intrallazzo. Ecco che non solo a “guerrieri” ma a veri e propri eroi bisogna appellarsi, magari soltanto per lasciare in vita un termine de-sueto: il Merito. Un dibattito da tenere acceso su questa espressione verbale, affinché non si trasformi in De-merito.

Autore: admin

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