Redazionale- Vivibilità del centro storico e clima acustico (un convegno a Catania)

 

Catania  convegni

 


VIVIBILITA’ DEL CENTRO STORICO E CLIMA ACUSTICO

A cura di Francesco Nicolosi Fazio


Il Simbolo.

La fontana dell’Amenano a Catania (foto in alto), scelta come immagine del convegno, simboleggia quel “Clima acustico” che i progettisti del centro storico di Catania vollero per noi eredi. Le fontane, oltre che per motivi estetici, offrivano un elemento che favoriva la quiete notturna, fornendo un gradevole rumore di sottofondo che inglobava gli eventuali altri rumori notturni (passanti, miagolii, carrozze) che, solo per pochi decibel, sormontavano il lieve scroscio, come di cascata, delle fontane antiche. Dobbiamo cercare di riavvicinare le condizioni attuali a quelle “di progetto”.

Il metodo.

Il Presidente Kennedy affermava: “Non chiedere cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese!” Se cinquant’anni fa era quasi una battuta, oggi è attualità. Il crollo economico, funzionale e morale delle istituzioni pubbliche rimanda ai singoli cittadini la soluzione dei problemi. Singoli cittadini che, se riuniti in associazioni, possono reagire al degrado ed alle difficoltà oggettive, mettendo insieme esperienze e risorse per trovare soluzioni. Qualche decennio fa si cercava la “concertazione”, oggi, ai massimi vertici istituzionali, il termine è scomparso. Uomini soli al comando! Al limite circondati da qualche cerchio più o meno magico.

Le problematiche.

Il centro storico di Catania (patrimonio UNESCO) è tra i meno degradati della Sicilia, San Berillo escluso. Dal recente studio redatto dal Comune di Catania esistono comunque  circa 20.000 vani disabitati. Ma è il fenomeno dell’abbandono di tutto il centro abitato di Catania (verticalizzazione del terziario) che è di dimensioni veramente preoccupanti. Partendo dal dato demografico del calo della popolazione catanese pari a circa 100.000 unità, negli ultimi 30 anni, se si considera pure  la migrazione interna verso Librino, l’abbandono dell’intero centro abitato sfiora le 150.000 unità. Questi ex abitanti del centro gravitano comunque su Catania e determinano un carico urbanistico che si manifesta, pure, in modo molto tangibile con il fenomeno del pendolarismo.

Partendo dal centro storico dobbiamo creare le premesse per far tornare i catanesi nei loro quartieri di origine. Oggi purtroppo dobbiamo ancora arginare la fuga dal centro storico di chi ancora vi abita, nonostante.

Dobbiamo pure pensare all’immediato futuro, a tra qualche anno, quando i  catanesi emigrati nei passati decenni, al raggiungimento della terza età, non potranno sostenere il modello di vita “pedemontano”, fondato su abitazioni singole e lontane dai servizi, che impongono l’uso dei veicoli privati più che quotidianamente.

Nel centro storico di Catania la terza età potrebbe riavere un ruolo sociale del tutto smarrito nella fascia pedemontana. Fascia pedemontana che è stata quasi del tutto devastata da una mancata pianificazione sovracomunale, che ha consentito e  tollerato una edilizia a pelle di leopardo, che ha causato la fine dell’agricoltura e la mancanza di attrezzature e servizi efficienti.

Salvando il centro storico delle nostre città, si potrà ridare un senso agli interland sconnessi e mal serviti da cui molti abitanti intendono ritornare in città, riequilibrando la demografia provinciale.

L’incredibile è che due patrimoni UNESCO come il Centro Storico e l’Etna, soffrono per una mancata pianificazione ed un uso distorto del territorio.

La Libera Associazione Ingegneri ritiene che i due temi siano collegati e per questo motivo farà seguire alle iniziative per il rilancio del centro storico, di cui questo convegno è il primo step, anche iniziative per la tutela della fascia pedemontana. Il prossimo tema urbanistico verterà sulla rinascita del “Boschetto Etneo”, un polmone verde, devastato da un’edilizia miope che ha pure portato, come precedentemente affermato, all’emigrazione forzata di migliaia di cittadini catanesi.

Il Passato ed il futuro.

Questa associazione esiste da quasi quarant’anni ed ha sempre creduto nel dialogo e nel confronto con le istituzioni e tra le istituzioni. In questi ultimi mesi si sono affrontati temi importanti, oltre quello odierno del centro storico: La piazza delle tre culture; L’utilizzo delle acque del canale di gronda; La proposta di recupero di termini tecnici in Lingua Siciliana; in programma: Un convegno sull’energia; Il Bosco etneo; La previdenza per tutti i professionisti.

Autore: admin

Condividi