Francesco NICOLOSI FAZIO- Sogni e ragni (uno spettacolo di Laura Giordani e Alfia Liotta ispirato ad A. Christie)

 

Lo spettatore accorto

 

RAGNI E SOGNI

Catania: La tela del Ragno - regia L

“La tela del ragno” di Alfia Leotta (da A. Christie)

Adattamento e Regia: Laura Giordani.

Con: Marcella Alessi, Gino Epaminonda, Daniele Discolo, Laura Giordani.  Assistente Luci: Antonio Nicolosi.   Assistente Audio: Valerio Iudica.

 

Al “Teatro di via Tezzano” – Catania

****

Teatralissima Catania. A futura memoria segniamo, con crescente entusiasmo, la vitalità del teatro della nostra città. Riteniamo che questa è una delle finalità della critica: fermare l’attimo fuggente della rappresentazione teatrale.

Viene da pensare alla Berlino tra le due guerre, con la crisi economica devastante che disgregava la società tedesca, crisi che fu premessa al nazismo. Ma in quel momento storico i teatri erano pieni e la cultura rappresentò un momento irripetibile, che segnò la produzione culturale mondiale di tutto il novecento.

Oggi la crisi è più lunga e più dura di allora, soprattutto negli aspetti morali. Allora il nazismo si affermò, come ci insegna Brecth, “portando i criminali al potere”. Certamente l’era l’odierna si accomuna a quell’epoca per la voglia di gioia e verità, voglia che caratterizza il pubblico che affolla i teatri. Teatro fonte di allegra cultura, altrove quasi estinta.

Sostanzialmente solo nel titolo l’opera di Alfia Leotta si rifà a quanto ideato da Agatha Christie, a riprova di ciò, come nostra doverosa consuetudine, introduciamo la trama: In una sperduta campagna pedemontana dell’Etna vive una giovane coppia: lui militare, lei sempre sola. Una serie di imprevisti in-probabili mettono nel letto della sposina un uomo fascinoso, marito assente.

L’ulteriore imprevisto rientro notturno del militare mette i tre dinanzi al fatto, inspiegabile a loro stessi. Tutta colpa di un guasto e del sonnifero che moglie ed intruso hanno preso in piena notte. Le ambizioni di carriera del marito, le insoddisfazioni della moglie ed il gallismo dell’intruso fanno scattare una serie di meccanismi, che comportano una forzata convivenza tra i tre. Le ambizioni e le menzogne dei tre portano ad un assurdo e tragico epilogo.

Una piece scattante, che corre a zig-zag tra i sentimenti e la morale, in un’epoca che di entrambi è latitante. Grazie anche all’uso simultaneo della Lingua Siciliana e italiana, lo spettacolo offre un ritmo moderno da video-clip, che fa volare i due atti tra le risate del pubblico, risate volutamente amare, che ci fanno pensare (rima involontaria). L’opera, attualissima, che si ricollega alla migliore tradizione europea, viene sapientemente allineata alla tradizione classica, grazie a Laura Giordani  che apre e chiude la vicenda con “la presenza di altri due personaggi, presi in prestito dalla tragedia greca: uno che ‘disturba’, l’altro che ‘conclude’…” (nota di regia).

Un gruppo affiatato di bravissimi attori, che si comportano come i saggi vogatori che, nel rispetto dei tempi e nel dosare delle energie, fanno letteralmente volare lo spettacolo al finale vittorioso, pur se amaro. Marcella Alessi riempie con eleganza la scena, grazie ad una padronanza ormai professionale. Gino Epaminonda travolge allegramente il pubblico con il suo ottimo recitato e la vis di una maschera irrefrenabile.

Bravo Daniele Discolo che si immedesima perfettamente nelle false ambizioni di questa epoca. Laura Giordani padroneggia sia il popolare-grottesco che la visione filosofica dello spettacolo, interpretando magistralmente gli antipodi.

Un raro esempio di una novità teatrale che funziona e diverte, che tramite la risata ci coglie e raggiunge nella nostra più recondita dimensione, nella mistura di ambizioni e sogni che fa della nostra complessa realtà una vera e propria tela di ragni.

Autore: admin

Condividi