Cristiana MARCHETTI- Un Almodovar italiano (“Thank for vaselina” al Piccolo Eliseo, Roma)

 

Lo spettatore accorto


UN ALMODOVAR ITALIANO,”THANKS  FOR YOUR GENIUS”

Carrozzerie Orfeo al Piccolo Eliseo. Regia di Gabriele Di Luca

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Non c’è necessità alcuna di vaselina nel dissacrante e geniale spettacolo della Carrozzeria Orfeo perché tutto scorre, sguscia, si snoda con  assoluta e levigata maestria,   priva di ostacoli e di inceppature.

Questi ragazzi divertenti,  coraggiosi ed intelligenti   lasciano nel cuore e nella testa citazioni amare,profonde e verissime in un altalenarsi di momenti comici adorabilmente trash, tra episodi  surreali e grotteschi.

Li avevo già conosciuti nella loro pièce “Animali da bar”trovandoli talmente dolcemente scorretti   e romanticamente cinici da apprezzarli immediatamente.

Il testo di Gabriele De Luca(“Tanks for vaselina”)  , interessantissimo ed emergente autore, nonché  energico interprete , è  crudo e talmente attuale che  permea gli anfratti piu’ profondi ed induce ad esplosioni ridanciane, facendoci risuonare frasi su cui riflettere a lungo.

Il carlino pieno di ovuli di marijuana come corriere della droga fermato ed intercettato per la protesi metallica all’anca è già di per sé esilarante.

Ma ogni figura che si aggiunge è uno spaccato in piu’, una pennellata di colore grottesca e tragicamente credibile al tempo stesso.

Una madre  col vizietto del gioco che, con voce bassa,  questua spicci senza ritegno da qualunque avventore,che si fa canne con i figli,discorrendo di un passato “alternativo”, ben distante da  torte e manicaretti è interpretato con maestria da un’eccezionale  Beatrice Schiros, dal ritmo incalzante, dotata di una vis comica straordinaria.

E’proprio lei che, parlantina sciolta e guanti in lattice, riempirà le confortevoli  ed accoglienti terga di Wanda, la brava ed autoironica Francesca Turrini,di nuovi ovuli pieni di droga da “esportare”, mentre le impartira’  imperdibili lezioni di vita.

La tenera e sprovveduta principessa oversize in tulle rosa e bacchetta magica alla mano sarà designata, in quanto insospettabile, quale nuovo corriere dall’Italia al Messico, inversione di rotta geografica  con velleità politiche di rivolta al sistema del consueto spaccio internazionale.

Sul finale Wanda verrà messa incinta da Charlie,uno stralunato e divertente  Massimiliano Setti, impegnatosi nell’ amputare le alette di pollo a migliaia di poveri volatili in nome di un’inutile  guerra contro le multinazionali americane.

Il papa’ di Fil ,Ciro Mastella , accento straniero perfettamente eseguito,varca la soglia di quella casa sconnessa e scardinata  dopo aver vissuto per anni all’estero una vita di donna ai limiti  tra violenze fisiche e depravazione ed essere stata “salvata “ da una setta delluogo.

Tenero e delicato il bacio tra i due sgangherati genitori di Fil , ritrovata intimità al di là del tempo, del drammatico vissuto, semplice riavvicinamento di fragili esseri umani.

Bello,  cosi’ come l’accordo musicale e corale  dei personaggi insieme sul palco , tazzina alla mano , ad impreziosire con un cameo di percussioni e ritmo tra il metallo dei cucchiaini e la porcellana  uno spettacolo pieno di sorprese e mai banale.

Una ventata di aria fresca in mezzo a  testi contemporanei che arrancano e che difficilmente spaziano con tale maestria tra cinismo,delicatezza, sarcasmo, profondita’.

Un approccio a trecentosessanta gradi della condizione umana,fatta di dolore, di ironia, di abbandono, di rabbia, di ideali traditi e spesso ridicoli,di amori improbabili.

Non si avverte il fluire degli accadimenti come un ‘esasperazione, perché la vita stessa spesso esaspera la propria essenza,tutti i parossismi non ci appaiono mai come eccessivi, anzi quel prendere le distanze da una “normalità “ che per i piu’ è solo apparente , ci fa venire voglia di assistere a qualcosa di sempre piu’  eccessivo e fuori da ogni schema.

Possiamo dire dunque di aver trovato il nostro Almodovar italiano e teatrale,specchio dei tempi, accoglienza di qualunque bizzarra, eppur credibilissima storia di vita.

Un messaggio rincuorante dunque quello che in ognuno di noi possa sempre brillare una luce che nessun evento tragico o doloroso puo’toglierci, che ci puo’ far amare cosi’come siamo,buffi, grotteschi o doloranti,chepuo’allontanarci, ma anche riunirci dopo incredibili esperienze.

Grazie  dunque per queste due piacevolissime ore trascorse a ridere e a riflettere sul nostro balzano, bislacco passaggio su questo pianeta e di cui mi ha colpita e divertita una frase soprattutto”allontanarsi dalla linea gialla, verso la parte interna o esterna?? E’ questo che non ho mai compreso….”.

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drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
interpreti Gabriele Di Luca  (Fil), Massimiliano Setti (Charlie), Beatrice Schiros (Lucia), Ciro Masella (Annalisa), Francesca Turrini (Wanda)
musiche originali Massimiliano Setti
luci Diego Sacchi
costumi e scene Nicole Marsano e Giovanna Ferrara
disegni e locandina Giacomo Trivellini
organizzazione Luisa Supino
ufficio stampa leStaffette
coprodotto da Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria

Autore: admin

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