Franco LA MAGNA- Esuberanze contadine (“Annata ricca…” di Martoglio al Teatro Brancati, Catania)



Lo spettatore accorto

ESUBERANZE CONTADINE

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Sesso,  corna e sbornie notturne in  “Annata ricca, massaru cuntentu” di Nino Martoglio. Di scena al Brancati di Catania

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Scritta poco prima della tragica morte, avvenuta precipitando nella tromba dell’ascensore del costruendo ospedale Vittorio Emanuele di Catania (1921), dall’eclettico “moschettiere” Nino Martoglio (drammaturgo, regista cinematografico, soggettista, sceneggiatore, poeta, giornalista), la spumeggiante e sapida commedia campestre “Annata ricca, massaru cuntento” è ormai un classico del repertorio (‘dionisiaco’) vernacolare siciliano, divenuta nel tempo indistinto cavallo di battaglia di “storici” mostri sacri del teatro isolano e di decine e decine di compagnie filodrammatiche che hanno contribuito a diffonderne enormemente la notorietà.         

A rinverdire i “fasti” goderecci d’un ormai tramontato mondo contadino ottocentesco, riportando in scena l’irriverente commedia martogliana, arriva ora l’effervescente versione del teatro “Brancati” di Catania, briosamente allestita con la regia di Giuseppe Romani e interpretata (per i ruoli principali) da due colonne del teatro siciliano. Tuccio Musumeci (direttore artistico dello stesso “Brancati”) e Miko Magistro, rispettivamente il ricco massaru Michelangilu (ripetutamente cornificato dalla giovane moglie e segretamente irriso dalla collettività) e mastru Filippu, saggio “giullare” (che sollazza gli astanti con le storie dei paladini di Francia), destinato ad assistere impotente alle tresche notturne che in un gioco d’intrecci e tradimenti deflagheranno come ordigni inesplosi nella calura della notte di S. Michele.

Inebriati dalle abbondandi libagioni, ma ancor più d’irrefrenabile esplosione ormonale e di desideri malamente repressi, i giovani villici daranno così la stura ad una sarabanda di sesso giocosa e passionale, trasformando la saporosa e odorosa masseria catanese, intrisa del forte effluvio del mosto susseguente alla vendemmia, in un luogo di goderecci piaceri carnali. Sottotraccia non è difficile leggere, nei ripetuti adulteri muliebri, la sottile vendetta che le giovani spose riservano agli anziani ma abbienti o più agiati mariti, una sorta di risarcimento di classe al pari dell’esuberanza “antipadronale” espressa nei canti e nei balli di questa bagarre carnevalesca di fine estate. Commedia corale a cui il festoso e numeroso drappello dei giovani e meno giovani attori del “Brancati”, tutti lodevolmente impegnati in defatiganti giravolte, unito al valido uso dei movimenti coreografici e alle briose musiche del compositore Matteo Musumeci, regala una freschezza non scalfita dall’inesorabile trascorrere del tempo.

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“Annata ricca, massaru cuntento” di Nino Martoglio, al Teatro “Brancati” di Catania dal 5 al 22 maggio

Personaggi ed interpreti: Mastru Filippu (Miko Magistro), Massauru Michelangilu (Tuccio Musumeci), Pina sua figlia (Laura Sfilio), Grazia sua moglie (Lucia Fossi), Maurianu carrettiere (Giampaolo Romania), Mastru Vinnirannu insaccatore di mosto (Enrico Manna), Santa sua moglie(Evelyn Famà), Filibertu soprastante (Claudio Musumeci), Filumena servotta contadina (Margherita Mignemi), pigiatori (Roberto Fuzio, Giovanni Strano), pigiatrici (Lorenza Denaro, Marina Puglisi), vendemmiatori (Luigi Nicotra, Alessandro Pizzimento, Giorgia Torrisi)

Regia: Giuseppe Romani; scene: Jacopo Manni; costumi: sorelle Rinaldi; musiche: Matteo Musumeci; coreografie: Silvana Lo Giudice

Assistente alla regia: Francesco Fichera; direttore di scena: Claudio Cutispoto; macchinista: Filippo Tornetta; luci: Antonio Licciardello; fonico: Salvo Torrisi; foto: Dino Stornello; servizi organizzativi: Isabella Costa; servizi amministrativi: Emanuele Condorelli: coordinamento: Rossella Messina

Autore: admin

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