Franco LA MAGNA- Cinema. Il documementario. “I ricordi del fiume” di G. e M. De Serio

 

Cinema    Il documentario



LO SMANTELLAMENTO DEL PLATZ

 

“I ricordi del fiume” di Gianluca e Massimiliano De Serio- Opera di forte pregnanza figurativa che ‘pedina’ la realtà senza sovrapporvi parole

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Una oggettività “verghiana”. Uno sguardo “discreto”, non invasivo, sull’effimero d’una realtà disturbante, ormai solo un ricordo.

Lo smantellamente del Plaz – uno dei più grandi campi abusivi d’Europa d’una comunità di reietti rumeni, posto alla periferia nord di Torino sulle rive del fiume Stura – chiude, sui passi d’un bimbo che attraversa velocemente il ciarpame e la sporcizia del campo ormai abbandonato, il quarto documentario dei due fratelli torinesi Gianluca e Massimiliano de Serio (“Sette opere di misericordia” l’esordio nel lungometraggio del 2011).

Presentato a Venezia (particolarmente prodiga di aperture al documentarismo) lo scorso anno, “I ricordi del fiume” prosegue il percorso d’esplorazione del reale dei due registi piemontesi che hanno fatto del documentario la loro materia narrativa privilegiata, contribuendo al rilancio d’una tipologia filmica per troppi anni abbandonata ed ormai da oltre un decennio tornata prepotentemente in auge (anche grazie ai meritati successi internazionali di Gianfranco Rosi)

L’assenza di commento e delle tradizionali interviste (come nel recente “Fuocoammare” del suddetto autore), il “pedinamento” degli abitanti nell’espletamento della quotidianità, la muta gimcana della m.d.p. all’interno del campo e delle misere baracche, paradossalmente conferisce all’immanenza dell’immagine una straordinaria pregnanza esplorativa, pur nella voluta distanza con cui la misera vita d’ogni giorno è indagata.

Una dissolvenza, un’evanescenza, che i De Serio hanno voluto fissare nel ricordo collettivo; una denuncia non gridata, ma proprio per questo ancor più dolorosa, nei confronti di un sistema sociale che inevitabilmente genera emarginazione e miseria.

Autore: admin

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