Stefania BRAI- Da Sinistra. Emergenza Cultura. In piazza il 7 maggio

Da Sinistra*

emergenza cultura

EMERGENZA CULTURA

Tutti in piazza il 7 maggio- L’adesione del PRC in difesa dell’ar.9 della Costituzione

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Nel nostro paese è “emergenza cultura”, ma lo è ormai da anni: in perfetta continuità con i governi di Berlusconi, tutti i ministri della cultura che si sono succeduti fino ad oggi hanno portato avanti politiche di privatizzazione della cultura e delle sue istituzioni e di dismissione del ruolo dello Stato. Dalla trasformazioni delle istituzioni culturali pubbliche in fondazioni di diritto privato, al “decreto valore cultura” che oltre all’annuncio puramente propagandistico dei “500 giovani per la cultura”, tra le altre cose arriva a prevedere la chiusura di quelle fondazioni lirico-sinfoniche che non riescono a raggiungere il pareggio di bilancio; dalla precarietà e occasionalità delle notti bianche, delle domeniche ai musei e dei “bonus”, fino alla promozione del “mecenatismo” culturale e delle agevolazioni fiscali per i privati in sostituzione del finanziamento pubblico.

Rifondazione comunista aderisce alla manifestazione sull’ “emergenza cultura” per dire no alla dismissione dell’intervento pubblico che fa del mercato l’unico filtro regolatore della produzione  e della fruizione della cultura; per dire no ad una scuola che da strumento fondamentale di crescita individuale e collettiva viene messa al servizio delle imprese e del mercato; per dire no una volta per tutte alle “grandi opere” e alla devastazione del nostro territorio.

Rifondazione comunista sarà in piazza il 7 maggio per ribadire che la cultura, la conoscenza e la formazione sono un “bene pubblico”, un diritto inalienabile sancito dalla Costituzione che solo l’intervento pubblico può garantire; che investire in cultura e in ricerca ha un valore strategico non solo sul piano economico, ma principalmente per l’utile culturale e dunque sociale che produce; che il patrimonio storico, artistico e culturale del nostro paese deve essere sostenuto, tutelato, restaurato e “difeso” dalla Repubblica; che vanno messe in campo politiche economiche e sociali che garantiscano a tutti l’accesso ai luoghi di produzione e di fruizione culturale; per ribadire infine che serve una politica sociale che riconosca ai lavoratori della cultura il diritto fondamentale di poter usufruire degli ammortizzatori sociali come tutti gli altri lavoratori.

 

*Stefania Brai è responsabile nazionale del comparto Cultura del PRC

Autore: admin

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