Renata MATTINA- Anime ad assetto variabile (“Diamoci del tu” al Teatro Parioli di Roma)


Lo spettatore accorto



ANIME AD   ASSETTO   VARIABILE

Anna Galiena e Enzo De Caro Diamoci del tu al Teatro Parioli Peppino De Filippo

“Diamoci del tu” di Norman Foster, regia di Emanuela Giordano. Con Anna Galiena ed Enzo Decaro. Roma, Teatro Parioli

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“ Raccontiamo per segni netti e non descrittivi. Un mondo di ricchezza elegante, fredda, formale, da casa di prestigio ma senza anima. L’anima, il calore ce lo regalano le sottili tessiture di sguardi e svelamenti, di bisogni non dichiarati. In una partitura preziosa per due attori professionalmente maturi, laddove la regia si concentra nel costruire un rapporto in cui progressivamente l’uno vive nel respiro dell’altro. In cui l’ascolto dell’altro diventa un punto di arrivo; un traguardo che in scena si sente, si tocca, si gode”   Premesse di regia (di Emanuela Giordano) che vanno a sostanziarsi nella commedia  (del 2012) del già  drammaturgo canadese Norman Foster – pluripremiato scrittore di successo  come il ‘suo’ personaggio David .

Questi  ha convissuto per quasi tre decenni con la sua governante ma  non sa assolutamente niente di lei perché non  si è mai interessato a nulla che la riguardasse.  All’improvviso, però, l’uomo  sembra voler come ri.guadagnare il tempo perduto, ponendo alla donna  domande su domande, quasi che assillandola  potesse  sapere  ‘tutto e subito’. Quasi a pretendere, per di più,  di interrompere (ad entrambi)  quel loro rapporto ‘vassallico’, di padrone e di colf,  dettato dai ruoli sedimentati. Dunque  ‘passare al tu’-  come dei veri amici cui l’uno impedisce all’altra di ‘andare via’, quasi al cospetto di un ricatto morale

David  scopre così che, insospettabilmente, ella conosce- di lui-  ogni aspetto della sua vita, della sua  produzione letteraria, esternando una notevole cultura e un imprevedibile   senso critico   nel  giudicare le sue opere. Stupore, incredulità? Man mano che il dialogo si fa pressante, affiorano (come in gioco a scacchi) elementi di sentimento e interiorità –della governate-  che non npossono che turbare le convenzioni comportamentali dell’uomo    La conversazione dotta e brillante , condotta con grande abilità   da due attori in stato di grazia (Anna Galiena ed Enzo Decaro), strappa risate, riflessioni, applausi agli spettatori  del Parioli. Ed è giusto che sia così.

“Le coup de teatre” aleggia palpabilmente, sì che verso nel sottofinale  avviene lo  ‘svelamento’ di un rapporto a due inevitabilmente resosi anomalo.   Con il suo  ritmo vivace, la conversazione tiene desta l’attenzione (il coinvolgimento)  di chi è in sala;  così come il contenuto, la tematica (di formalità e confidenzialità, contrapposte con perizia drammaturgica)  stabiliscono più d’un contatto con  la propria anima, sensibilità, esperienze di vita: tra profondità, delicatezza, ‘normale’ ambivalenza (equivocabilità)  di tematiche e dinamiche interiori più ‘fragili’ del vetro soffiato.  trattati. Un dialogo che, essenzialmente, mette bene in luce  le complementari sensibilità dell’uno e dell’altra.

Si sorride, dicevano, ma si ‘constata’ l’ineludibile di tutto ciò che attiene all’interiorità, al ‘profondo’ :  quello femminile, più speculare,  generoso, denso di sfaccettature; quello maschile , razionale, irrigidito,  e soprattutto pragmatico.   Incredibile – suggerisce “Diamoci del tu” con la sua felpata regia- come  i ‘punti di vista’, le intermittenze del cuore  possano cambiare radicalmente a seconda delle circostanze della vita: che,  ovviamente, possono mutare- e ad esse  è preferibile giungere preparati.

Autore: admin

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