Franco LA MAGNA- Vecchie ipotesi per un nuovo film (una “macchinazione” vs Pasolini?)

 

Il mestiere del critico


 

VECCHIE IPOTESI PER UN NUOVO FILM

 

Un’ infernale “macchinazione” contro Pasolini?

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Da molti anni ormai la morte violenta di Pier Paolo Pasolini, è diventata oggetto di bailamme e grancassa mediatica, per indagare – nel migliore dei casi – alla ricerca d’una verità divenuta (o da sempre) “impossibile” o forse troppo banale, che tale probabilmente continuerà a restare. Un ginepraio, una girandola di ipotesi, tutte prive di riscontri certi. L’ignobile vituperio ideologico sull’appartenenza politica dello scrittore, poeta, drammaturgo e regista, da parte di coloro che furono in prima fila in quella “strategia del linciaggio”, non ha avuto e non ha in Italia riscontri similari. Una strategia persecutoria, martellante, ossessiva, iniziata quand’egli ancora in vita, intellettuale solitario aveva già dato alle stampe la sua “poetica” dell’annientamento della diversità del sottoproletariato a favore di una omologazione voluta dal potere, mentre contestualmente andava elaborando la disperata coscienza della inconsistenza sociale del letterato-umanista.

E’ noto, infatti, come ormai il citazionismo pasoliniano sia da tempo divenuto quasi uno sport nazionale che dagli “Scritti corsari” e “luterani”, apparsi sul Corriere della Sera allora diretto da Piero Ottone, giunge fino alla scandalosa poesia “Il PCI e i giovani” ed altri scritti. Un citazionismo, becero e banale, divenuto anche appannaggio di quella stessa stampa e parte politica che coniò perfino l’aggettivo “pasolinoide” per coacervare significati quali  “un cantore del sordido” , un “pornografo”, un “vate delle “marrane”, un “apologeta dei magnaccia e delle peripatetiche”.

Sostanzialmente le tesi sull’efferato massacro di Pasolini restano due. Quella (ufficiale) “sessista”, del delitto omosessuale (oggettivamente credibile) provocata da un balordo bulletto di borgata diciassettenne, Pino Pelosi (forse insieme ad altri “ragazzi di vita”, di cui non è stata provata la presenza), avvenuta a seguito d’una ferale lite (provocata? casuale?) all’idroscalo di Ostia (un tentativo di rapina degenerata? come confessato da un altro misterioso testimone, subito dileguatosi) e la tesi “complottista”, appunto della macchinazione contro l’intellettuale scomodo. Il film del discontinuo Davide Grieco ”La macchinazione” mescola la clamorosa ritrattazione di Pelosi – che nel 2005 ha incredibilmente dichiarato di non essere lui l’assassino, riversando le responsabilità su un’eterogenea e misteriosa banda di siciliani, calabresi, romani e di aver taciuto (qualche nome Pelosi ha fatto in seguito) temendo di mettere a rischio la vita dei familiari (anni dopo deceduti) – con quella del “complotto” ordito da poteri occulti, in testa Eugenio Cefis (allora a capo della Montedison e fondatore della P2), protagonista insieme a Mattei del romanzo-saggio “Petrolio” che Pasolini in quegli anni andava scrivendo.

Nel fluviale e mai ultimato “Petrolio” s’ipotizza un ruolo del capo della Montedison nello stragismo di matrice italiana,  attingendo anche da un lavoro – subito scomparso dalla circolazione – di un enigmatico personaggio (ucciso?) che avrebbe addirittura scritto sconvolgenti rivelazioni sotto dettatura del senatore Verzotto, fuggito all’estero perché entrato in conflitto con Cefis. Il furto delle bobine del film “Salò” (secondo una testimonianza di Sergio Citti), di cui si parla nel film, sarebbe stato dunque un tranello per attirare Pasolini all’idroscalo di Ostia da parte della banda incaricata da ignoti (o troppo noti) poteri (politici, Cefis e chissà chi altri) di massacrare il regista, scaricando poi la colpa su un ingenuo e sprovveduto capro espiatorio, appunto Pino Pelosi. Tutto già ampiamente svelato in sede giudiziaria. Tutto rimasto indimostrato.

La Procura della Repubblica di Roma dopo aver riaperto l’ennesimo fascicolo lo ha definitivamente chiuso nel 2015. Il DNA di elementi sconosciuti rinvenuto sul corpo di Pasolini non è stato ritenuto probatorio (questa la motivazione ufficiale) perché impossibile stabilire se lasciato prima o dopo l’omicidio.  Nulla pertanto è stato aggiunto (salve ipotesi su ipotesi, avanzati anche dai film di Giordana e Grimaldi) al giudizio di primo grado emesso da Alfredo Carlo Moro,  Presidente del Tribunale dei Minori di Roma, il 21 maggio 1976, che ha condannato Pelosi come il solo autore dell’omicidio. Un film che non manca di momenti fortemente emotivi, efficace nella mostrazione di elementi giudiziari rimasti poco conosciuti (o non abbstanza attenzionati) dai più. Inutile?

Forse, ma solo nell’impossibilità di trovare il bandolo della matassa dell’omicidio, ormai troppo ingarbugliata e sommersa da una congerie di supposizioni. Di contro, utile a mostrare ancora una volta l’estrema pericolosità dei poteri occulti nazionali, tornando sulle nequizie e le anomalie della storia recente del paese e di una parte consistente della classe dirigente invariabilmente “anomala”, votata a trame oscure, intrighi di palazzo, collegata a mafia, ‘ndrangheta, delinquenza organizzata, servizi segreti “deviati”, spie, eversione rossa e nera. Eterni mali d’una nazione mai divenuta pienamente democratica.

Nell’impossibilità di accettare una verità che sottrae irrimediabilmente la conclusione eroica ad una “vita violenta”, scissa, riportata a dimensioni troppo umane, visto dunque in un’ottica che travalica la verità storica, il film di Grieco assume una sua dimensione epica, incarnando simbolicamente Pasolini la vittima predestinata d’un sistema aberrante di potere, un destino cui egli lucidamente va incontro frequentando i suoi assassini e “programmando” così la propria morte. Intensa e misurata prova di Massimo Ranieri, scelto anche per la straordinaria somiglianza con il regista-scrittore. Paolo Bonacelli (già protagonista di “Salò”) appare in un cameo. Musiche dei Pink Floyd.

Interpreti: Massimo RanieriLibero De RienzoMatteo TarantoFrançois-Xavier DemaisonMilena VukoticRoberto CitranAlessandro SardelliCatrinel MarlonPaolo BonacelliToni Laudadio.

Autore: admin

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