La memoria. Per Giampiero Fortebraccio (a un anno dalla morte)


La memoria



GIAMPIERO FORTEBRACCIO

Ad un anno dalla morte- Una vita difficile, ma professionalmente intensa

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Giampiero Fortebraccio morì -quasi dimenticato- a Roma, esattamente un anno fa (complicazioni di un intervento chirurgico su una salute compromessa da tempo, anche a causa di familiari amarezze). Grande attore teatrale, cinelatografico, doppiatore – di forte temperamento drammatico\introspettivo  e dall’indole profondamente fragile, introversa. Aveva 78 anni.

Fortebraccio era nato a Milano il 27 luglio 1937. Si era diplomato all’Accademia dei Filodrammatici con Esperia Sperani. Debutta allo Stabile di Bolzano con Fantasio Piccoli per approdare poi allo Stabile di Genova dove lavora con Luigi Squarzina e Carlo Quartucci.In seguito passerà al Teatro stabile di Torino dove lavorerà con Franco Enriquez e De Bosio (La devozione alla croce con Corrado Pani, I dialoghi del Ruzante con G. Mauri) e poi al Teatro Stabile dell’Aquila dove interpreta ben 26 spettacoli tra cui maggiori successi di Calenda, Trionfo e Cobelli. Partcllare la sua interpretazione di Gesù Cristo nella Passione di Calenda rappresentato dal 1978 al 2000 a fianco di Elsa Merlini, Pupella Maggio e Piera degli Esposti.

Nel 1972 era  anche al Piccolo di Milano dove lavorava  con Patrice Chéreau. Con Calenda prenderà parte allo spettacolo “La passione” per il giubileo del 2000. Nel 2010 aveva scritto con Maria Monti la commedia “Il Testimone” (solo poche repliche). Nel 1994 aveva ricevuto il premio Fondi Lapastora nella categoria protagonisti del Teatro

Lo ricordiamo con ritardo colposo, ma con sincera ammirazione e solidale rispetto ai tanti travagli della sua vita di uomo e artista.

Autore: admin

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