Furio FOSSATI*- Addio giovinezza (“Forever young”, un film di Fausto Brizzi)

 

 

Lo spettatore accorto*


 

ADDIO GIOVINEZZA

Forever Young

“Forever young”, un film di Fasuto Brizzi

on Fabrizio Bentivoglio, Sabrina Ferilli, Teo Teocoli, Stefano Fresi, Pasquale (Lillo) Petrolo, Lorenza Indovina, Luisa Ranieri, Claudia Zanella, Francesco Sole, Pilar Fogliati, Nino Frassica, Emanuel Caserio. Prod. Italia 2016

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Fausto Brizzi prosegue, con buoni risultati, un percorso registico avviato dieci anni orsono con Notte prima degli esami. Molte sceneggiature per la televisione e per il cinema d’evasione – lunga e proficua collaborazione con Neri Parenti per i vari cinepanettoni di Natale – ed ora alla sua nona prova su temi anche seri stemperati negli edulcorati toni di una classica commedia all’italiana da lui interpretata senza cattiveria.

Parte da un’idea semi autobiografica: anche lui ha 48 anni come molti personaggi del film. Parla degli eterni giovani, di quelle persone che non accettano il passare degli anni e, anzi, vogliono sembrare eternamente giovani rendendosi pateticamente ridicoli. Forse una certa mancanza di coraggio, forse certe limitazioni dettate dai produttori, ma quello che poteva divenire un validissimo film, si limita ad essere una buona opera di intrattenimento. Manca la voglia, la capacità di fare quel passo in più verso una struttura più drammatica che avrebbe trasformato Forever Young nel migliore fra i film da lui diretti.

Gli uomini ne escono malaccio, mentre le donne sembrano essere più sagge, più mature e realistiche. Sono ben caratterizzate le figure con l’avvocato interpretato da Teo Teocoli che chiede fisicamente troppo da se stesso, il dj di mezza età a cui dà vita Pasquale (Lillo) Petrolo che non è mai riuscito ad essere realmente adulto, l’estetista animata da Sabrina Ferilli che si trova soffocata in una love story con un ventenne e il manager realizzato da Fabrizio Bentivoglio che tradisce la giovane compagna con una donna più matura. Ognuna di queste vicende vive di luce propria, anche se la vita e la sceneggiatura intersecano le avventure dei vari personaggi.

Teo Teocoli fa leva sull’ironia, Fabrizio Bentivoglio cerca di costruire un personaggio non banale, Lillo dà la giusta, tragica ironia al suo personaggio di perdente. Brava e convincente Sabrina Ferilli, molto equilibrata nel rendere la saggezza di una donna di mezza età che, dopo una sbandata sentimentale, sa ritornare al proprio posto. Molto riuscito il cammeo di Nino Frassica, prete manager di radio cattolica, perfette Luisa Ranieri e Lorenza Indovina. Adrenalinico l’avvocato alla soglia dei 70 anni che sta per divenire nonno ma rifiuta ruolo ed età pretendendo troppo da se stesso e mettendo a disagio figlia e genero.

Un’estetista di mezza età ha una storia d’amore con un ventenne figlio di sua amica, un DJ attempato perde credibilità e lavoro a causa del giovanissimo emergente, un manager cinquantenne vive con una ragazza splendida e giovanissima ma la tradisce con una coetanea che ha le sue stesse priorità di vita. Non un titolo imperdibile, ma la dimostrazione che un buon artigiano può essere in grado di creare qualcosa di interessante, soprattutto se ha a disposizione un cast di buon livello.

 

Ringraziamo F. Fossati collega di Cinemasessanta e coordinatore di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

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