Maria LOMBARDO- Migranti senza tempo (“!Cucì…cucì!” di Nino Romeo. Piccolo Teatro di Catania)

 

Lo spettatore accorto*

 


MIGRANTI SENZA TEMPO

“!Cucì…Cucì!” di Nino Romeo  Di scena al Piccolo Teatro di Catania

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Amore, violenza e mafia: “Cucì cucì” di Nino Romeo, Premio Fava 1993, in scena con la regia dell’autore, produzione Gruppo Iarba, prima nazionale per il Brancati al Piccolo di Catania,può sembrare una sorta di “Cavalleria rusticana”. Nella Sicilia contadina di Romeo invece, il reale è trasposto in dimensione metastorica, nel caso di “Cucì cucì”, quasi metafisica. Geniale la soluzione di articolare i personaggiprincipali in più corpi. Filippo e Vannina, innamorati e in attesa di un figlio, costretti a subire vendette e angherie fino alla tragedia finale, sono affidati a tre coppie fisicamente somiglianti che vestono in nero, bianco e rosso: candore, passione, lutto.

I due giovani si rifugiano nella masseria di don Calò, un padre-padrone.Migranti di ritorno senza tempo, né spazio fra valigiesparse sulla scena. Su una pedana, in penombra, l’autorità, la mafia. Anche la famiglia è potere, oppressione, mafia.La spersonalizzazione dei ruoli (due o tre personaggi per gli altri interpreti) funziona da moltiplicatore del dramma. Suggestiviil frinire dei grilli e il ronzìo delle mosche.  Effetto straniante, regia magistrale,efficaciinterpreti: i tre Filippo (Cocuzza, Incognito e Longo), le tre Vannina (Calabrese, La Bua e Militello), e poi Puglia, Costa, Sanguedolce, Emmolo,Colaiemma e tutti gli altri. Grandissimo successo di pubblico. (*lasicilia.it)

Autore: admin

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