Francesco NICOLOSI FAZIO- Sogno o son desto (insonnia in casa Shakespeare) Teatro Canovaccio


Lo spettatore accorto


 

SOGNO O SON DESTO

12841348_10206331139090613_6972065354130674520_o

“Sugnu o non sugnu. Una notte insonne in casa Shakespeare…”

Di Francesca Vitale   Regia: Nicola Alberto Orofino  Con:  Francesca Vitale, Francesco Foti  e con Francesco Bernava che introduce lo spettacolo.  Movimenti scenici: Leda Lojodice  Scene e costumi: Carmelo Lombardo.

Al Teatro del Canovaccio- Catania.

****

Una anziana coppia inglese del ‘600 ripercorre la propria vita, ma soprattutto la propria produzione di commediografi, lui un Siciliano immigrato, lei la più vecchia moglie, che ha messo in buon inglese le trovate del marito Michelangelo Florio, che in Inghilterra ha preso il nome e cognome della nonna messinese Guglielma Crollallanza, diventando William Shakespeare. Noi, isolani sfegatati, crediamo fermamente nella sicilianità del Bardo, e ciò da alcuni decenni.

In occasione dei 400 anni dalla morte di Shakespeare, Francesca Messina è riuscita a sintetizzare in uno snello spettacolo l’intero universo shakesperiano, inventandosi una vita familiare del bardo che, sul suo finire, ripercorre gli episodi più importanti, come la perdita del figlio, ma anche e soprattutto la loro vita parallela, inventata e rappresentata nelle loro opere. “La loro vita si intreccia talmente con le loro opere che diventa difficile operare una scissione” (nota dell’autrice).

Nella ricerca dei ricordi, racchiusi in una cassapanca/emporio, i due soffrono una crisi di identità, sintetizzata nel titolo, crisi che nasce e/o si riflette nella crisi di ispirazione del marito. Come le muse nei classici, i due inutilmente evocano i loro personaggi (Macbeth, Cleopatra, Amleto, ecc.) inserendo nei dialoghi familiari i brani delle opere, che vengono puntualmente segnalate, seduto tra il pubblico, da Francesco Bernava, che si accende, brillantemente, a comando.

Obbiettivo raggiunto: portare sulle scene qualcosa di veramente nuovo sul più grande commediografo di tutti i tempi, a 400 anni dalla sua scomparsa. In questa operazione culturale Francesca Vitale (pure brava attrice) si è avvalsa della grande complicità di Alberto Orofino che riteniamo tra i più geniali registi shakesperiani in Italia: “…il più grande uomo di teatro, che ha inventato una quantità gigantesca di personaggi giganteschi, ed in ognuno di questi giganti ha racchiuso la sua vita” (Nota di Regia).

Di Francesca attrice abbiamo già segnalato la bravura, di entrambi segnaliamo la lucente bellezza, soprattutto confrontata con gli originali. Per Francesco Foti, non possiamo che ribadire la stupefacente versatilità, confermata in una prova attoriale non facile, per i continui cambi di registro, tutti brillantemente assolti.

Uno spettacolo moderno, che si fa forte e complice della nostra Lingua Siciliana, che con la parola “Sugnu” intende contemporaneamente e polisemicamente: sono e sogno.

Autore: admin

Condividi