Francesco NICOLOSI FAZIO- Lettera aperta. Matteo sei p(i)etoso!

Lettera aperta

 


MATTEO SEI P(i)ETOSO!

Destinatario: ’Accademia della Crusca’    

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Spett. Accademia della Crusca, con la presente il sottoscritto Francesco Nicolosi Fazio, di (sempre più incerta) cittadinanza italiana, chiede che venga inserito il nuovo vocabolo di cui al titolo, ovviamente senza la “i”. Si rappresenta che il termine pet(al)oso, recentemente da Voi analizzato, è una evidente corruzione di altro termine da me coniato negli anni ’80: pedaloso. L’aggettivo era una mia polisemia con la quale classificavo sia lo sfrecciare del ciclista Moser, che l’abitudine di questi, a fine gara, di indossare dei pedalini in lana di capra. Ecco il significato almeno duplice dell’aggettivo pedaloso. Il presiedente del consiglio dell’epoca, persona seria, non colse l’occasione per farsi pubblicità. Il riferimento della lana dei pedalini alle odierne onnipresenti questioni di “lana caprina” è assolutamente casuale.

Nell’avvalorare quanto sopra richiesto, si rappresenta pure che il sottoscritto è insigne enigmista ed attinge la sua cultura, come tanti politici, alle fonti di: “Strano ma Vero!” , “Forse non tutti sanno che…..”, “Spigolature” e “Risate a denti stretti”. Inoltre risolve settimanalmente: “Sciarade”, l’intera rubrica de “La pagina della sfinge” e la sua “Appendice”, oltre a tutti i “Rebus”. Pertanto resta insoluto solo un enigma: chi è il Matteo petoso?

Anche qui per capirci dobbiamo analizzare la petulante polisemia. Non si tratta del presidente, in quanto tutto può muovere il Matteo in questione, fuorché la “pietas” virgiliana. Per gli altri movimenti e suoni, inerenti l’eliminazione della “i”nel titolo, si ritiene che questi possano attivarsi spontaneamente nei cittadini italiani che assistono alle sue manifestazioni, con effetti in ogni ambito, anche in TV.

Altro Matteo potrebbe essere autore di tali espressioni, in tal modo avrebbe meglio sintetizzato il suo pensiero (che riteniamo possegga); invece, giungendo dalla Padania lungo le rive del biondo Tevere, chiese per iscritto ai romani: “cosa devo fare?”. Qualcuno propose e rispose come Totò: “Ma và là!”Indicando un luogo lontano. A Matteo diciamo che a volte un peto sintetizza meglio il pensiero politico di un qualunque questionario, soprattutto se scopiazzato da riviste di pettegolezzi; questo vale per tutti i partiti, purché si agisca con il giusto impeto .

Dai meandri della seconda repubblica potrebbe emettere la sua anche un ulteriore Matteo, grande economista banchiere, che però dicono sia emigrato in Irlanda per dedicarsi al contrabbando delle Arpe, irlandesi appunto. Per quanto concerne le banche italiane si spera che qualcuno dia ascolto alle tante petizioni che chiedono giustizia. Almeno per pietà.

In conclusione credo che la “Crusca”, ricca di fibre, sia l’elemento esenziale per risolvere l’enigma all’oggetto, ovvero al titolo, senza la “i”.

Con osservanza…….

Autore: admin

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