Furio FOSSATI- Alla ricerca dell’immagine d’autore (“Steve Jobs”, un film di Danny Boyle)

 

Lo spettatore accorto*

 

 

ALLA RICERCA DELL’IMMAGINE D’AUTORE

Steve Jobs

“Steve Jobs”, un film di Danny Boyle

Sceneggiatura di Aaron Sorkin, dalla biografia “Steve Jobs” di Walter Isaacson (2011) – Mondadori Editore

Interpreti  Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Michael Stuhlbarg, Katherine Warerson, Sarah Snook, Adam Shapiro, Perla Haney-Jardine, Ripley Sobo, Makenzie Moss, John Ortiz

*****

Steve Jobs, storia difficile da realizzare, nelle mani di Danny Boyle diventa un film interessante e coinvolgente. Girato cronologicamente per consentire agli interpreti una migliore maturazione all’interno dei personaggi, ha richiesto un grande lavoro anche per il direttore di fotografia tedesco Alwin H. Küchler a cui il regista ha chiesto di girare in 16 millimetri la parte iniziale, proseguendo con il 35 millimetri per chiudere in versione HD.

Scelte finalizzate a meglio raccontare il passare del tempo attraverso le diverse tecnologie di ripresa. Il lavoro dello sceneggiatore – premio Oscar per The Social Network (2011), biografia di un altro grande dell’informatica: Mark Zuckerberg creatore di Facebook – è stato duro perché ha dovuto ridurre le oltre seicento pagine della biografia scritta da Walter Isaacson a sole 200. La sua scelta è stata quella di parlare dei momenti salienti della vita del protagonista. Quindi: 1984 con lui e la capo marketing Joanna Hoffman che affrontano i problemi del lancio del Macintosh 128K, 1988 con la preparazione e la messa sul mercato di NeXT Computer a Davies Symphony Hal e, infine, 1998 con la Apple in grandi difficoltà che ha licenziato il suo CEO, ha acquisito NeXT e ha nominato Steve Jos nuovo CEO.

Questa storia professionale si interseca con la sua vita privata, la crisi del rapporto con la ex fidanzata che vuole per la figlia Lisa il riconoscimento della paternità e un cospicuo aiuto finanziario. Seguiamo lo sviluppo di questo rapporto, mentre la bimba diventa ragazzina e poi donna, dimostrando di avere preso molto dal padre naturale. Pur riconoscendo la bravura del regista, sempre attento a dare visivamente il meglio possibile, è proprio nella direzione che il film mostra alcuni punti deboli.

La ricerca dell’immagine d’autore porta a volte il cineasta a tentare tagli originali, magari  belli, ma che allontanano lo spettatore dalla vicenda narrata. Seguendo questo percorso verso la perfezione formale, il regista ha voluto girare le prime immagini nella casa di Jobs, quando era ragazzo, a Los Altos, in California. Michael Fassbender è bravo come sempre, in un film molto basato sui dialoghi. Bravi tutti, con la responsabile marketing straordinariamente interpretata da Kate Winslet. Seth Rogen e Jeff Daniels sono perfetti all’interno dei loro personaggi.

Il film racconta in maniera abbastanza fedele i trionfi e le cadute di Steve Jobs, un genio che ha imposto un nuovo modo di comunicare tanto da essere considerato il motore trainante dell’era digitale. Si parla dei minuti precedenti i lanci dei tre prodotti più rappresentativi nell’arco della carriera del protagonista. Attraverso questo dietro le quinte si tratteggia un ritratto dell’uomo geniale che è stato l’epicentro di questi successi e che ha ottenuto grandi risultati anche a costo della salute e della rinuncia alla felicità nella vita privata.

 

*Ringraziamo Furio Fossasti, collega di Cinemasessanta e condirettore di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

Condividi