Franco LA MAGNA- “Revenant” o della vendetta del sopravvissuto (l’ultimo film di Gonzalez Inarritu)

Diverso parere

“REVENANT” O DELLA VENDETTA DEL SOPRAVVISSUTO

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Note critiche sull’ultimo film di Alejandro Gonzalez Inarritu

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Ci si può legittimamente domandare fino a a che punto un essere umano, per quanto potentemente sorretto dall’odio, dal desiderio di vendetta (e da un’insita religiosità), possa sopravvivere squassato nel corpo e nello spirito. Un diritto di revanche  (legittimamente) detenuto e comminato dal corpus delle norme giuridiche, faticosamente elaborate dal lento avanzare della comunità umana e scaturite da una faticosa civile convivenza (quindi mai appannaggio del singolo), che è (o dovrebbe) essere finalmente assioma comunemente accettato, almeno nei cosiddetti paesi avanzati dove la vendetta (definita tale se compiuta individualmente, ma ribattezzata giustizia se compiuta dalla società) sia dunque affidata alle inderogabili e necessarie disposizioni del diritto penale.

Indifferente al concetto stesso di giustizia il rude, primitivo, selvaggio, brutale, mondo dei “trapper” o “frontiersman”  – primi invasori, spesso violenti, delle terre incontaminate d’America (avventurieri postisi a seguito degli eserciti regolari dei conquistatori, eufemisticamente detti “coloni”), assassini dei locali (e a loro volta uccisi), di inermi bambini, rapitori e stupratori delle donne indiane, che sopravvivvono cacciando animali da pelliccia – non conosce e non ammette, però, altre leggi se non quelle della vendetta singola, immediatamente riparatrice.

Il survival  “Revenant” (“21 grammi”, “Babel”, “Birdman”) del messicano Alejandro González Iñárritu (che non rinuncia mai alle accensioni animistiche e oniriche della sua profonda cultura religiosa, altro elemento necessario alla salvezza del “redivivo” protagonista) fornisce di questi primi aggressori di quel paradiso perduto un quadro raccapricciante, lontanissimo dalle “eroiche” visioni di Davy Crockett o Kit Carson, dove l’estrema violenza delle immagini – contrapposte alla selvaggia bellezza dei luoghi, anche quando la natura sembra infierire, interagire con le tragiche vicende umane – non è mai gratuita e dove nel confronto tra la barbarie dell’uomo bianco invasore con il pretesto della civilizzazione e la cultura brutalizzata degli indigeni, costretti ad una disperata e feroce resistenza, a risultare vincente e “umana” inevitabilmente risulta essere quest’ultima.

E sulla quale pietosamente Iñárritu stende una pur momentanea rivincita (qui è chiara la derivazione dal “revenge-movie”), accostandosi ancor più al genere western del quale assimila la lezione inanellando temi tipici del genere, ma superandolo per la straordinaria ampiezza del respiro epico (poche volte raggiunto dal western, Sergio Leone docet), l’insita religiosità (“la vendetta appartiene a Dio” è la frase ricorrente), la stessa sontuosità dell’immagine (vengono in mente sequenze di “Dersu Uzala” di Kurosawa, “Nelle terre selvagge” di Penn, perfino di “Excalibur” di Boorman), l’uso prepotente del piano-sequenza, l’attenzione parossistica al montaggio, il surreale ricorso alle continue apparizioni della moglie morta dell’indomito protagonista.

Più che un genere un multigenere più vicino all’intramontabile western, trattato con straordinaria perizia linguistica (da manuale le due “insopportabili” sequenze mozzafiato dell’iniziale attacco degli indiani ai “trappers” e la lotta del protagonista con il grizzly), tratto da un romanzo di Michel Punke (edito in Italia da Einaudi) che si dice ispirato alla storia vera dell’esploratore Hugh Glass vissuta nel West nel secondo decennio dell’800, il maestoso “Revenant” (135 milioni di dollari di budget) – già onusto di premi e riconoscimenti – conferma  Iñárritu nell’empireo dei grandi cineasti di questo nuovo secolo.

Rilanciando inoltre un intenso, angoscioso, lacerato, ansimante e digrignante Di Caprio, costretto a prove fisiche non indifferenti (il film è stato girato in Canada con 15° sotto zero), tra i migliori protagonisti mondiali (ma l’intero team attoriale assembla una superba interpretazione) e scolpisce una pagina indimenticabile nel librone hollywoodiano della “settima arte”. Appuntamento tra pochi giorni all’attesa “notte delle stelle”. Interpreti: Leonardo DiCaprioTom HardyWill PoulterDomhnall GleesonPaul AndersonLukas HaasBrendan Fletcher Brad Carter Kristoffer Joner Robert Moloney Joshua Burge Vincent Leclerc

Autore: admin

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