Francesco NICOLOSI FAZIO- Famiglie e famigli. No-Famiy Days


Famiglie e famigli

 

 

NO-FAMILY DAYS

La crisi contro tutte le famiglie, di tutti i generi, di tutti i giorni    

****

Nulla da eccepire sul motivo dello scontro in atto sulla proposta di legge in discussione in Parlamento sulle unioni di fatto. Destra e sinistra (per quello che sopravvive) fanno il loro lavoro nel segnare una concreta differenza di vedute. E di valori. La chiesa, non si sa bene perchè,  scende in campo in difesa dello stato di fatto: la famiglia deve restare quella tradizionale. Purtroppo per questo tema, come pure per quello della limitazione delle nascite, il Papa non può far altro che dare spazio alla dottrina che, consolidata ai tempi di Gesù, non poteva prevedere le nuove famiglie e gli anticoncezionali

Ma il fatto allarmante è che i contendenti non si rendono conto che quella che combattono è una guerra di retroguardia, quasi di altri tempi. Come se oggi Guelfi e Ghibellini si scontrassero ancora sulla supremazia tra Papa ed Impero, per le investiture, oppure se debba essere il Papa a mettere la corona in testa all’imperatore o viceversa. Questioni che si sono esaurite diversi secoli fa. Il ritardo culturale, lamentato in Italia in tutti i settori,  comporta uno sterile attardarsi in discussioni fuori dal tempo; anche in questo, in Europa, siamo gli ultimi, anche economicamente.

La Germania gode invece di una costante ripresa, anche in virtù del fatto che i lavoratori hanno qualche euro da spendere in quanto il salario minimo garantito è di 8,50 euro l’ora. Tale dato determina  paghe mensili che si avvicinano ai 1.500 euro, mentre in Italia siamo quasi ad un terzo. Pare inevitabile che i nostri giovani debbano diventare la generazione “500 euro”.

I ragazzi, quando lavorano, riescono a sopravvivere soltanto perché vivono nelle case dei genitori, case comprate quando questi avevano stipendi decorosi, che gli consentirono “anche” di sposarsi. Ecco il nocciolo della questione: i giovani “working poors” (letteralmente  lavoratori poveri) sono i nuovi paria della società, destinati,  per casta, a non avere nessuna possibilità di una vita decorosa, neanche una vita propria, altro che famiglie e figli. Ringraziamo le ultimissime ed utilissime riforme.

Ma anche chi può permettersi un matrimonio e figli (sembrano lussi!) si trova di fronte ad infinite difficoltà economiche e logistiche causate da uno stato (con la s minuscola) che non aiuta in nulla i giovani genitori, tutti impelagati in impossibili lotte contro il tempo, in quanto inevitabilmente entrambi impegnati in lavori estenuanti. Unica possibilità, per i super fortunati tra i fortunati, è quella di rivolgersi ai genitori/nonni che sopperiscono alla assoluta carenza di strutture adeguate, molte lucrosamente in mano alle organizzazioni cattoliche.

Un riferimento cinematografico ce lo danno Michelle Pfeiffer e George Clooney in “Un giorno per caso”, dove gli attori vivono in modo drammatico la difficoltà di poter svolgere quella che dovrebbe  essere l’occupazione più bella e gratificante: il genitore. Pensiamo pure a Virzì di “Tutti i santi giorni”.

L’incredibile è che quelli che pensano di manifestare e lottare per la famiglia (tradizionale o meno) non si rendono conto che la crisi poliennale, programmata dalla finanza internazionale, ha nei suoi obiettivi anche la disgregazione della famiglia che, come la cultura, portava elementi di forza ai cittadini dell’occidente. Senza famiglia e senza cultura l’individuo è assolutamente in balia del vero potere mondiale, che ci porta alla sudditanza.

Come i polli di Renzo (Manzoni) conservatori e progressisti si beccano, mentre tutti assistiamo alla demolizione della famiglia, in ogni senso intesa. Il risultato di tale cicaleccio e marasma è soltanto quello di operare con “armi di distrazione di massa”, facendo parlar d’altro e portando sempre e comunque acqua al mulino del potere assoluto, che nei territori diventa sempre più mafioso-feudale.

Ecco che il titolo di questo articolo, come dovrebbe sempre la buona letteratura, può intendersi  contemporaneamente, in due modi, diversi e convergenti, a meno del trattino: NO FAMILY-DAYS vuol poter affermare un diniego di queste manifestazioni obsolete sulla “famiglia”. NO-FAMILY DAYS vuol pure metter sull’avviso gli italiani che, proprio grazie al potere (più o meno criminale), stiamo vivendo giorni di concreta negazione della famiglia, da anni.

Autore: admin

Condividi