Francesco NICOLOSI FAZIO- Teatro Civile (“Morte di un Giudice”, Teatro del Canovaccio, Catania)

 

Lo spettatore accorto


 

TEATRO CIVILE!

Morte di un Giudice di  Giovanni Coppola  Adattamento e regia: Laura Giordani-  Con Saro Pizzuto (nella foto), Laura Giordani, Riccardo Vinciguerra.  Scenografia e realizzazioni scenografiche: Gabriele Pizzuto – Elisabetta Censabella.  Assistente alla regia: Fiorenza Barbagallo.  Foto di Scena: Gianluigi Primaverile.

Al Teatro del Canovaccio, Catania

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Un pugno allo stomaco, addirittura un’eresia. Il termine “Teatro Civile”, oggi, è una clamorosa notizia, un evento inaudito. La cultura e l’arte, dove sopravvivono,  sono tristemente obbligate allo stupore, allo straniamento. Dal cinema alle arti figurative si  susseguono rappresentazioni esplosive, nel cinema letteralmente, con vicende sempre più digitalizzate ed alienanti. Nel 2016 far pensare è quasi un atto eversivo.

La morte del Giudice Rocco Chinnici, nel luglio del 1983, fu il primo attentato in stile “libanese” in Italia; tritolo poi fu, pure per Falcone e Borsellino. La strage di via Pipitone Federico coinvolse ovviamente la scorta del giudice ed il portiere dello stabile, uomo di origini contadine, che si intratteneva spesso, amichevolmente, con Chinnici. Giovanni Coppola fa così parlare due vittime non illustri, il portiere, appunto, ed un giovane poliziotto della scorta.

Dal “mondo della verità” i due raccontano  la loro vicenda, ma anche quella del giudice e la realtà, senza tempo, della mafia. Sulla scena incombe una “creatura” Morte/Mafia/Kronos. Convitato di pietra che scandisce il tempo ed i suoni della scena, mutandosi nel finale in mater misericordiosa, ponendo il sudario sulle vittime, placandone almeno il dolore. La donna chiude la scena, varca la quarta parete e si incammina tra il pubblico, come per passare il testimone, la testimonianza.

Testo impervio ed impegnativo, teatralizzato e diretto sapientemente da Laura Giordani ed interpretato con sapida ricchezza attoriale da un Saro Pizzuto saggio e maturo, forte di una ricchissima maschera espressiva, che meriterebbe primissimi piani su ogni schermo. Ottimo Riccardo Vinciguerra, fresco nella sua lucida recitazione intensa, come fosse bagaglio di decennali esperienze. Anima della scena Laura Giordani, forte della soave musicalità della voce e perfetta padrona dei tempi e delle espressioni….

Uno spettacolo forte, bello e necessario, che incolla il pubblico alla perfetta scena, sobria e sconvolgente, anche grazie all’invenzione della “creatura”, immagine della mostruosa banalità  del male, che resta incombente sulla scena. come nella storia, e ancora, e più, nei nostri giorni.


P.S. Di “Teatro Civile” si sente tanto bisogno. Lo spettacolo è “sold out” e si sono rese necessarie due repliche straordinarie il 30 e 31 p.v..

Autore: admin

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