U. Ro. F. Fo.- Miscellanea Cinema (“La corrispondenza”, “La grande scommessa”, “Revenant”)

 

 

Miscellanea Cinema *

 

 

TRE FILM RECENTI

La corrispondenza

La corrispondenza
Regia e sceneggiatura di Giuseppe Tornatore
Interpreti
Olga Kurylenko, Jeremy Irons, Shauna Macdonald, Simon Meacock, James Bloor, Darren Whitfield, Colin MacDougall, Anna Savva. Prod. Italia 2015
****

Questa volta Giuseppe Tornatore, comunque lontano dalle atmosfere alienanti e progressivamente morbose del suo ultimo “La migliore offerta”,    racconta un storia d’more bella e terribile. Ed Phoerum è un famoso astrofisico inglese che vive a Glasgow e gira le università di tutto il mondo facendo conferenze e partecipando a seminari, Amy Ryan e una studentessa universitaria fuori corso, ex sua allieva, che vive a Londra e sopravvive facendo la cascatrice in film d’azione.

Si amano a distanza e s’incontrano solo poche volte l’anno, ma si tengono in contatto quotidianamente tramite chat e SMS. Qualche volta riescono a passare un’intera settimana assieme in una casa di un villaggio, il fantomatico Borgo Ventoso, che sembra collocata in una delle Isole Borromee sul Lago Maggiore. Un giorno lei apprende in modo del tutto casuale e inaspettato che l’amato è morto e la famiglia ha dato notizia del decesso solo qualche giorno dopo i funerali. Inaspettatamente il suo computer e la sua posta le riversano, a scadenze regolari ma imprevedibili, una lunga serie di messaggi e di video quasi che lui fosse sempre in vita. Inseguendo questa traccia elettronica la donna scopre che l’uomo sapeva da mesi di essere affetto da un tumore al cervello che lo avrebbe portato alla tomba. Il film gioca le sue carte migliori su questa alternanza di speranze, delusioni e sulla costruzione di un percorso esistenziale che sfocia, passo dopo passo, nell’elaborazione del lutto e in una ripresa (forse) della vita di relazione.

E’ una storia in cui rifulge sia la maestria professionale del regista, sia la perizia del direttore della fotografia (Fabio Zamarion), sia la bravura di Olga Kurylenko che dimostra, senza ombra di dubbio, di essere un’attrice vera e non un semplice abbellimento del decoro. In altre parole è un film forse vecchia maniera, ma solido e ben costruito. Una di quelle opere che riconciliano con la voglia di andare al cinema. (u.r.)

 

La grande scommessa

La Grande Scommessa
Regia di Adam McKay

Sceneggiatura
Charles Randolph, Adam McKay tratto dal romanzo The Big Short – Il grande scoperto di Michael Lewis (Rizzoli Etas Editore)

Interpreti
Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Brad Pitt, Marisa Tomei, Melissa Leo, Tracy Letts, Hamish Linklater, John Magaro, Byron Mann, Rafe Spall, Jeremy Strong, Finn Wittrock, Max Greenfield, Karen Gillan, Selena Gomez, Billy Magnussen, Al Sapienza. Prod. Usa 2915

****

Il film è basato su vicende realmente accadute anche se con licenza di riletture da parte degli sceneggiatori. Arrivato sui nostri schermi dopo il pesante crack di quattro realtà creditizie italiane, dimostra come nel mondo di Internet e delle informazioni messe in rete che diventano automaticamente vere, non esista più una verità assoluta. Se chi dovrebbe controllare le banche è loro complice, per i poveri (dopo il fallimento) risparmiatori c’è ben poco da fare.

Il big bang della crisi mondiale, registrato a Wall Street nel 2008 è stato al centro di molti film: da Margin Call (2011) di J.C. Chandor a The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese, senza peraltro dimenticare Inside Job (2011) di Charles Ferguson. Il film diretto da Adam McKay non è il migliore, ma la militanza del regista nel mondo più sereno della commedia dà a queste oltre due ore (quello di Scorsese era di tre ) di proiezione una certa lievità nonostante il continuo snocciolare di termini finanziari di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. Il film tiene con il fiato sospeso raccontando di un meccanismo apparentemente assurdo nel quale la vittima sacrificale è il risparmiatore. Protagonisti tre diversi gruppi di analisti che sin dal 2005 intuiscono che il sistema non potrà reggere, e, a dispetto di chi li sbeffeggia, agiscono prevedendo il collasso del sistema, diventando ricchissimi quando ci sarà veramente il crollo. Obbligazioni basate sui mutui ipotecari considerati sicurissimi dagli analisti ma che spesso non sono onorati dai debitori. Un sistema economico corrotto e pronto a saltare in aria all’improvviso travolgendo i risparmiatori senza che per loro ci sia possibilità anche solo di capire cosa è successo. Qui i buoni non esistono, tutti si muovono inseguendo un proprio tornaconto e considerano inutili pedine le persone che, in tutti i casi, perderanno i risparmi di una vita.

Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, sempre più bravo in ruoli drammatici, e Brad Pitt, anche coproduttore, risultano simpatici nonostante il comportamento dei loro personaggi. E’ una buona commedia che farebbe sorridere se non si sapesse che ogni cosa ha un riscontro nella realtà di tutti i giorni. Siamo nel 2005 e alcuni investitori visionari – al contrario di quanto mostrato dalle grandi banche, dai media e dal governo stesso – intuiscono che l’andamento dei mercati finanziari porterà alla crisi mondiale e mettono in atto una scommessa contro le sicurissime obbligazioni basate sui mutui immobiliari. I loro coraggiosi investimenti li porteranno nei meandri oscuri dei sistemi bancari, facendoli dubitare di tutto e tutti ma lasciando l’amaro in bocca anche a chi da questa speculazione otterrà ricchezza. (f.f.)

 

Revenant – Redivivo

Revenant  –  Redivivo

Regia di A. Gonzalez Inarritu

Sceneggiatura
Mark L. Smith, Alejandro González Iñárritu, basato (in parte) sul romanzo Revenant – La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta di Michael Punke – Giulio Einaudi Editore – Collana Supercoralli – pagg. 304 – € 20,00.

Interpreti   Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Will Poulter, Domhnall Gleeson, Brad Carter, Paul Anderson, Lukas Haas, Brendan Fletcher, Kristoffer Joner, Dave Burchill, Kory Grim, Joshua Burge, Robert Moloney, Vincent Leclerc, Christopher Rosamond, McCaleb Burnett, Grace Dove, Forrest Goodluck, Melaw Nakehk’o, Duane Howard. Prod. Usa 2015

****

Il film inizia coi giusti ritmi e uno scontro tra i trapper (cacciatori di pellicce)  e i nativi, in cui questi ultimi utilizzano le tecniche di combattimento ereditate dai loro antenati riuscendo a nascondersi agli occhi dei malcapitati che cadono uno dopo l’altro colpiti dalle frecce. Alejandro González Iñárritu ci trasporta in pochi minuti nell’atmosfera di un film drammatico in cui chi non muore lo fa a scapito di altri che subiscono questa sorte.

Un duello, soprattutto nei primi minuti, continuo in cui abilità e fortuna aiutano a non soccombere di fronte a sempre nuovi avversari ma anche davanti ad un clima difficile da sopportare. Glass, il protagonista di questa storia basata su vicende autentiche, ha il volto del sofferto Leonardo DiCaprio che offre una prova magistrale già dalla scena in cui viene assalito da un’orsa mentre cerca di tracciare una via sicura per il rientro al Forte dei suoi compagni, da lui convinti ad abbandonare l’imbarcazione mentre solcava il fiume assediato dai nativi. Tuttavia la violenza vera la subisce da Fitzgerald, un compagno a cui è affidato dal Capitano perché stia con lui fino al momento della morte e poi gli dia degna sepoltura: in tutte le maniere cerca di accelerare i tempi della dipartita e gli uccide anche il giovane figlio meticcio. Questo regista è autore di grande valore che ci ha dato film difficili in cui la violenza delle immagini si coniugava con quella di vicende umane difficili. E’ stato contattato dai proprietari dei diritti del libro, pubblicato nel 2003, di Michael Punke, da cui il film è liberamente tratto, comprati un anno prima che il volume uscisse nelle librerie. Inizialmente, c’era stata scritta una sceneggiatura scritta da Dave Rabe, pensata per la regia di Park Chan-wook, con Samuel L. Jackson come protagonista.

Abbandonato il progetto, nel 2010 Mark L. Smith scrisse una nuova sceneggiatura, inizialmente affidata a John Hillcoat che rinunciò dopo pochi mesi. Nel 2011 la regia passò all’autore messicano che, accettando di lavorare per la New Regency, ha provocato nel 2012 l’ulteriore sospensione del progetto spostato al 2015 poiché l’anno precedente il regista era impegnato nella realizzazione di quel Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) (Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance), 2014) che ha vinto quattro premi Oscar, compreso quello per la regia e la fotografia. Il cineasta messicano per realizzare questo nuovo film, ha riconfermato alla fotografia Emmanuel Lubezki, da molti considerato coautore di entrambi i titoli. La scelta del bravo connazionale che aveva vinto il primo Oscar l’anno precedente con Gravity (2013) di Alfonso Cuarón, è stata vincente, permettendogli di avere un perfetto collaboratore nella costruzione visiva dell’opera. Gli splendidi piani-sequenza, l’utilizzo della macchina da presa in maniera invasiva che non da tregua agli attori con primi piani devastanti, è parte importante della cifra narrativa del film.

Leonardo DiCaprio vive da dentro il personaggio soffrendolo assieme a lui, Tom Hardy è spregevole al punto giusto, il ventiduenne inglese Will Poulter è molto bravo nel ruolo dell’ingenuo, straordinario il debutto nel cinema di Forrest Goodluck convincente figlio meticcio di Glass. L’opera è stata insignita di tre Golden Globe e ha ricevuto 12 nomination ai Premi Oscar 2016. Il trapper Hugh Glass è assunto da una società che commercia in pellicce come guida per un gruppo di cacciatori. Siamo nel Nord Dakota e l’anno è il 1823. Lui sventa un attacco degli indiani Ree, chiamati sprezzantemente selvaggi, ma nello scontro muoiono trenta americani. Subito dopo è brutalmente attaccato da un’orsa mentre cerca di tracciare una nuova via verso il Forte. Ferito gravemente, è affidato al compagno Fitzgerald che lo tradisce abbandonandolo. Nella lotta per la sopravvivenza sopporta inimmaginabili sofferenze. Mosso da una profonda determinazione, dal desiderio di vendicare la morte del figlio meticcio, lo sventurato dovrà superare un duro inverno nell’implacabile tentativo di sopravvivere e trovare la sua redenzione ma anche di portare avanti il desiderio di giustizia. (f.f.)

 

– Ringraziamo Umberto Rossi e Furio Fossati, colleghi di Cinemasessanta e Curatori di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

Condividi