Cristiana MARCHETTI- Scarti di passione, tra rifiuti e orrore (“Non sono stata finita” di e con Clara Galante)

 

Lo spettatore accorto



SCARTI DI PASSIONE, TRA RIFIUTI E ORRORE

“Non sono stata finita” di e con Clara Galante- Teatro di Città della Pieve

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La luce sale lentamente,  la scena e’ spoglia , il tavolo nudo.

Sopra, il sacco neroadagiato edimpercettibilmente mobile ,nasconde e protegge un’altra ingenua,

attonita,dolorante nudita’.

L ‘offerta involontaria  e violata del proprio corpo ad un aguzzino familiare,l’ abbandono tradito da una

manospietata, una donna,mille donne,fianchi troppo facili da trafiggere,animefragili su cui infierire,

si celanonel bozzolo nero della violenza e della paura.

Un corpo abusato e ferito ,ungemito sommesso e continuo di una donna privata della sua dignita’,del

diritto alla vita,alla gioia, gettata accanto ad un  cassonetto qualunque, ad immondizia qualunque,in un

giornoqualunque.

Clara Galante ci accompagna per mano conleggiadria , grande maestria, in un territorio buio,un terreno

paludoso ed ovattato di dolore e raccapriccio.

Lasua  voce ,splendidamente modulata, con quell’esile fiato che rimane nell’anima dopo aver accusato un

colpo ferale ,non ha rancore,è sostenuta  solo  da una residua,flebile,ma  accanita forza alla

ricerca di un aiuto  implorato, in un barlume divitalita’ non ancorasoppressa,e disperatamente  in cerca di

salvezza.

Lo scorrere del tempo trasforma il sacco in crisalide,snocciola pensieri,momenti, ricordi,sviscera  i perche’

,analizza le motivazioni,protende le mani verso la vita.

L’eleganza dei gesti ci rapisce,man mano che il racconto dell’accaduto si snoda ,la bravura dell’interprete ci

restituisce ogni dettaglio , ogni movimento ,ogni sussulto che  riecheggia dentro di noi, donne che

apparentemente  siconsiderano affrancate da certi vissuti e che ripiombiano nelle tenebre quando storie

come queste ,vere ,crude ,incomprensibili ,ci si parano davanti come grido di mai superate distanze.

E la vittima pian piano cambia posizione,si erge lentamente, riprende la sua

fierezza,mentre attonita si chiede il perché di quella visita di mattina presto ,di quella busta di cornetti per

la colazione in una mano e nell’altra ,diabolico contrappeso, lo strumento del tradimento,della gratuita

follia,dei colpi sferrati senzapieta’,senza senso.

Quel sacco prima,crisalidedopo,diviene ora ,con la figura in piedi sul tavolo,l’elegante peplo di un

‘orgogliosaEcate od Era o Demetra,lo sguardo fiero ed ilpiglio di un giudice integerrimo,la rinascita di un

‘anima che nulla puo’ soggiogare od annientare.

Presente da diversi anni sulla scena il testo è statopiu’ volte rappresentato con successoin  numerosi

teatri Italiani e dedicato  alla lotta contro la violenza sulle donne.

Oltre ad essere egregiamente rappresentato è stato splendidamente   scritto dalla versatile Clara Galante

fortemente colpita da questa storia vera ed inaudibile dalla quale istintivamente ci si trova a prendere

distanze emotive per la crudezza dei fatti.

L’eventoinfatti non si svolge in un ambiente degradato ,desolante e desolato o di basso livello sociale,ma

accade realmente quando,non un folle,né un drogato,ma un rispettabilissimo direttore di teatro decide di

“finire”la propria ex compagna Francesca con un asse dilegno e di buttarne i resti avvolti in una fredda

plastica nera.

La vittima restera’in coma per un anno ed al suo risveglio rincollera ’coraggiosamente i pezzi incrinati del

suo corpo e del suo spirito,raccontera’ la sua storia all’autrice affermando di essere  ad oggi,nonostante

il pesodel dolorosissimo fardello di angoscianti ricordi, una donna felice e serena, piena di voglia di vivere.

I versi liberi sono splendidi come lo è lo strumento vocale che li cita,li sussurra,lievoca,una voce ,quella

dellaGalante,che sa spaziare da performance canore eccellenti ad interpretazioni intimiste e raffinate come

questa,da sempre apprezzata come una delle artiste piu’ dotate della scena Italiana , con un back ground

di altissimo livello e da poco reduce dai successi al Teatro Greco di Siracusa.

Un pugno allo stomaco iniziale lascia spazio alla speranza finale,quella di un riscatto,della sopravvivenza ad

un male frustrato e malato,ad un ‘esternazione di forza solo  apparente ,ad un accanimento fin troppo

facile su vittime indifese e disarmate.

In nome di chi è stata finita,di quelle che inevitabilmente lo saranno ,nonostante  le mobilitazioni di

massa,le grida di protesta,la storia di Francesca ci rimane accanto,addosso,sulla pelle,perche’ ognuna di

noi sa che che quell’artiglio che stringe e dilania ci puo’ afferrare in qualunque momento,con conseguenze

piu’ o meno drammatiche  e che puo’ finirci in un attimo,in un sospiro unito ad un grido.

Resta ,su quel tavolo nudo ed ormai sgombro, l’augurio  che mai nessuno,avendone terrore,riesca mai ad

annullare la  potenzavitale,procreativa,materna ed accogliente dei nostri grembi.


Ps Lo spettacolo rappresentato il 25 novembre al Teatro Citta’ della Pieve , verrà replicato il 22 gennaio al

centro studi Valeria Moriconi di Jesi  e al Teatro Due di Roma dal 4 al 7 febbraio e trasmesso il primo

febbraio su radio tre per i lunedi’ del teatro.

Sempre nella finalita’ di dar voce alle problematiche femminili ritroveremo Clara Galante venerdi’ 18

marzo a Matelica impegnata in “Intorno a Medea” con la regia di Alessio Pizzech.

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“Non sono stata finita”

Testo interpretazione e regia di Clara Galante

costume Maurizio Galante

piste vocali originali di Clara Galante

Autore: admin

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