Francesco NICOLOSI FAZIO- Smog globalizzato (fino all’ultimo respiro)

 

Fino all’ultimo respiro


 

SMOG GLOBALIZZATO


Il disastro ambientale figlio della crisi.

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Finalmente i nostri governanti saranno contenti: abbiamo raggiunto la Cina! Non certo nell’impossibile percentuale di crescita del PIL ma in altri dati essenziali: suicidi ed inquinamento. Entrambi gli eventi sono “merito” dei potenti del mondo, perchè possono attribuirsi alla crisi.

Mentre che per le centinai di suicidi per questioni economiche la relazione con la crisi è pressoché evidente, vorrei inerpicarmi in un’altra e più ardita tesi: anche il livello di particolato nelle grandi città italiane è un effetto della crisi. Alla fine, nell’insieme, si tratterà comunque di computare una ecatombe, perché, in ogni caso, bisognerà aggiungere ai morti suicidi i tanti morti per somatizzazioni da crisi (tumori, cardiopatie, depressione con autoabbandono…) ed infine, se confluiranno ipotesi e tesi,  i circa 60.000 morti all’anno per inquinamento. Una strage dirompente, uno degli effetti della terza guerra mondiale, la guerra economica in atto, la guerra dei potenti contro noi tutti.

Molti fattori politici hanno  determinato l’innalzarsi dell’inquinamento, oltre il  mancato rispetto dei protocolli sottoscritti, da Kioto in poi. Innanzitutto la assoluta carenza di mezzi pubblici che costringe tutti ad usare il mezzo proprio, nell’assoluta stragrande maggioranza veicoli a motore a combustione. Anche quando esistono i mezzi pubblici le attese sono dell’ordine di grandezza dell’ora, il che comporta un tragitto medio complessivo di circa tre ore, per cui, considerato il “valore” del tempo di ogni cittadino in età attiva, risulta economicamente conveniente (30 euro di tempo perso contro 20 euro di costi con un veicolo privato) utilizzare un mezzo proprio, ed utilizzarlo al massimo per ammortizzare le spese fisse. Tra queste quelle stratosferiche delle assicurazioni, in Italia tra le più alte al mondo.

L’abbandono dei centri urbani e la creazione di città a “misura d’automobile”, con periferie senza servizi  e centri degradati, impone a tutti l’uso dell’autoveicolo. Questa è una politica che nacque quando i politici affermavano che “quello che va bene alla FIAT, va bene all’Italia”. In Italia, abbandonata al suo destino da Marchionne, tutto ancora viaggia su gomma.

E la crisi? La crisi, montata ad arte, non consente, con i bilanci in rosso dei comuni, neanche la manutenzione dei mezzi pubblici, altro che politiche della mobilità sostenibile!

Ma anche la crisi si manifesta in un aspetto impensabile: non esistono più i pendolari che determinavano una programmabilità dei flussi di trasporto, non esistono i pendolari perché è scomparso il lavoro stabile. Una marea di non occupati… occupa le strade in ogni ora del giorno e della notte: meno lavoro più inquinamento. Basta guardare il comportamento degli automobilisti alla guida, magari incolonnati in sterminate file: la serenità dell’assoluta maggioranza al volante è indice di un uso voluttuario del mezzo. I pensionati, le casalinghe, i “neet “, i disoccupati cronici si intrattengono tranquillamente lungo le strade. Raramente si nota qualche  automobilista che è veramente infastidito dal blocco del traffico, quello è uno dei pochi che ha qualcosa da fare realmente.

In ogni caso il parco macchine circolante, soprattutto dai nullafacenti. è vecchissimo, in quanto nessuno si può permettere auto da Euro 4 in su; inoltre i mezzi pubblici inquinano circa il quadruplo di quanto dovrebbero, per vetustà e per pessima manutenzione. Ecco che si raggiunge l’assurdo che un autobus inquina come trenta autoveicoli Euro 6.

Il governo è intervenuto con un finanziamento: 12 milioni di euro per i mezzi pubblici di tutta l’Italia. Una cifra che raggiunge e supera il ridicolo, in quanto si può paragonare ad una tangente media di un grosso appalto. Consideriamo che per l’Expo si è speso quasi un miliardo, si può indicare che la cifra destinata ai mezzi pubblici di tutta l’Italia è circa un decimo delle mazzette ipotizzabili per l’Expo, in quanto si viaggia sul 10 per cento circa.

Ecco la sintesi: per ripulire l’aria delle nostra città bisognerebbe ripulire la nazione dai corrotti. Ma non ci riesce neanche Babbo Natale.

Comunque vada, Auguri!

Autore: admin

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