Piccolo Teatro di Catania- Di scena “Il topo della città e il topo della campagna” da Esopo. Regia G. Salvo

 

 

Teatro della Città

 

IL TOPO DI CAMPAGNA E IL TOPO DI CITTA’

di L.M.Ugolini, da Esopo. Regia di Gianni Salvo

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Il Topo di campagna e il Topo di città , con la regia di Gianni Salvo, andrà in scena al Piccolo Teatro della Città (Via F. Ciccaglione, 29, Catania) domenica  3 Gennaio ore 17.30, nell’ambito della Stagione Ragazzi (fuori abbonamento). Interpretato da  Giuseppe Carbone, Evelyn Famà, Nicola Alberto Orofino.  Musiche di Pietro Cavalieri, scene e costumi  di Oriana Sessa, luci e fonica di Simone Raimondo.

Le fonti storiche della favola del Topo di campagna e del topo di città sono antichissime. Risalgono al VI secolo a. C, al mondo greco di Esopo, alla civiltà latina di Fedro, fino ad arrivare alla riscrittura, di gran parte delle favole classiche, redatta in Francia, nel Seicento, da La Fontaine.

L’efficace e sintetico nucleo narrativo di questa favola è dunque arrivato fino a noi e si presta, ancora oggi, ad essere rinarrato e interpretato alla luce del tempo presente, un tempo in cui il naturale divario tra la città e la campagna suggerisce di trattare l’argomento inserendo ulteriori implicanze e divergenze culturali e sociali. Niente di più facile allora che conferire al topo di città le abitudini e i vizi della nostra era telematica e digitale, così come delegare al cugino campagnolo, i pregi della naturalità di un ambiente che oggi più che mai appare salutare e biologico. La nostra era avverte un bisogno diffuso di genuinità, una necessità che convive con la dipendenza degli esseri umani dalle macchine, dagli smartphone, da facebook e da Internet.

Riscrivere questa fiaba per la scena è stato estremamente divertente. Ha permesso soprattutto di  poter giocare con le pedine eterne del teatro, un gioco da commedia che da sempre trae vitalità dal contrasto di mondi opposti, un contrasto che è fondamento d’azione e garanzia per l’invenzione dei  caratteri. Rodolfo, topo tecnologico, rapido nell’usare il suo telefonino ma pigro nel mettere in moto zampe e testa. Berto, umile topo di campagna, dal ragionare semplice e poetico come acqua di fonte. A due topi di così chiaro effetto caratteriale, non si poteva che affiancare un gatto di nome Gedeone, un carburante d’efficace risultato scenico, un micione che si erge a giudice delle sorti dei  due cugini, un don Giovanni felino che nel corso della sua carriera ha collezionato nella pancia topi e topolini, un predatore che vuol beffare le sue vittime ma che finisce beffato.  Alla velocità del nostro tempo postmoderno si è voluto infine accostare la lentezza di una lettrice d’eccezione: Lise La Lumac, una creatura che trascorre il suo tempo tra i prati in compagnia del silenzio e di tanti buoni libri, libri di carta e non certo virtuali.

La morale di questa nuova favola è ricca e composita. Invita il pubblico a seguire la scelta di un giusto equilibrio, ad apprezzare la campagna, a non abusare della tecnologia cittadina, a leggere con attenzione i libri e il mondo circostante, suggerisce soprattutto di provare stupore acerbo davanti  alla varietà preziosa della vita.

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Piccolo Teatro di Catania Via Federico Ciccaglione, 29 tel. 095447603 fax 095 552083 piccoloteatro.ct@tiscali.it www.piccoloteatroct.com

Autore: admin

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