Francesco NICOLOSI FAZIO – Mammamia! (“Figli maschi” di Camillo Mascolino. Catania, Teatro del Canovaccio)


Lo spettatrore accorto

 

MAMMAMIA!……..

Figli Maschi Testo e Regia di Camillo Mascolino.

. ferrante criscuolo

Con Valentina Ferrante, Giovanna Criscuolo  (foto in alto, da sinistra)- Al Teatro del Canovaccio – Catania

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La gran madre giganteggia tra i grattacieli di New York. I suoi “consigli”al figlio sconvolgono la folla sulla Quarantaduesima Strada. Epico finale dell’episodio diretto da Woody Allen nel raro film USA ad episodi “New York stories” (episodio “Edipo re-litto”). Una “mamuska” ben oltre che incombente, figura che è stata abilmente ripresa in teatro in esilaranti scene da Moni Ovadia. Da anni sosteniamo che la dodicesima tribù (smarrita) d’Israele sia rimasta da noi in Sicilia. Non sarà  solo un caso che ci uniscono agli Ebrei sia la grande capacità affabulatoria, che il dominante ruolo delle madri nelle famiglie, che forse anche per questo diventano “famiglie”; le “famiglie” di New York erano siciliane, ma ce n’erano anche di ebree.

Necessario e quasi dovuto riferimento ad alte forme di spettacolo per l’originale opera di Camillo Mascolino, che tra esilaranti scene ci conduce per mano nei meandri della psiche di tante madri-padrone che infestano, particolarmente, le lande della nostra isola. Ma, anche per questo fenomeno, come diceva Sciascia, la “linea della Palma” sta rapidamente risalendo la penisola.

Essendo una prima nazionale necessita la trama. Due amiche “godono” anche del fatto che i due figli maschi adolescenti sono amici. Ciò serve soprattutto per consentire un doppio controllo incrociato sulle vite dei ragazzi. Anche se sembrerebbe che il carattere delle due donne sia molto diverso, il risultato del loro ruolo materno è identico: un attaccamento morboso al figlio maschio. Le pulsioni edipiche (inverse) sono oltremodo evidenti. Un finale “alla Samperi” (regista cinematografico siciliano n.d.a.) ferma il quasi compiuto incesto, anche se traslatamene concepito, per interposta persona.

Solo con la leggerezza, il riso e il garbo si possono affrontare tematiche così penetranti nella psiche collettiva. Un testo intelligente con due attrici belle, bravissime ed affiatate, che fanno trascorrere in un lampo l’atto unico, che comunque supera abbondantemente, e di slancio, l’ora canonica in genere stabilita. Uno spettacolo bello e snello, facilmente trasportabile che ci auguriamo possa effettivamente “girare”, almeno per l’intera Sicilia. Suggerisco di cercare anche contatti con teatri ebrei che, come i siciliani, sono in tutto il mondo. E’ uno scherzo, ma non del tutto.

Grazie! Veramente bravi.

Ps -Dopo questo spettacolo, oausa di fine anno: ci ritroveremo a gennaio.

Autore: admin

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