Francesco NICOLOSI FAZIO – Architettura dell’ossimoro (bosco verticale, demenza seriale)

 

Lo stato delle co\ase

 

 

ARCHITETTURA DELL’OSSIMORO

Bosco verticale, demenza seriale-Ma se l’altezza è Potere….(i poveri restino nelle bidonvilles)

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Bosco verticale, urbanistica rurale, ghiaccio bollente, antisismica spaziale. Solo l’ultimo è un ossimoro del tutto inventato da chi scrive. Ghiaccio bollente ha illustri natali (Hitchcock). I primi due non sanno nemmeno di esserlo (ossimori), il secondo è addirittura una disciplina universitaria.

Da diversi decenni la cultura ambientalista condanna la costruzione dei grattacieli come assoluto spreco di risorse: economiche (anche spreco di materiali), energetiche e gestionali. Inoltre risulta evidente l’assoluta mancanza di sicurezza (soprattutto dagli incendi) per gli edifici che superano i 20 piani: come qualunque incendio di grattacieli ci ricorda e come ha definitivamente sancito l’attacco alle torri gemelle.

Ma perché si continua  a costruire grattacieli? Come qualunque psicologo (o psichiatra) potrà dimostrare, la verticalizzazione dell’edilizia è una forma di rappresentazione del Potere. In ogni epoca e cultura si è rappresentato il Potere con elementi architettonici emblematici: obelischi, totem e mehir hanno “marcato” il territorio, come fanno generalmente i mammiferi maschi.

Oggi sceicchi e triadi marcano il territorio con mostruosità altissime, che quasi sempre sono “compensate” volumetricamente con la simultanea crescita di “bidonville”, ciò spesso negli stessi paesi dove nascono i grattacieli, ovvero (peggio) in tutt’altre aree del pianeta: ad esempio un grattacielo a Shangai viene “compensato” dal crescere di qualche enorme baraccopoli in Africa, terra di conquista cinese. Forse vige un dimostrabile principio dei “vasi comunicanti”, tra volumetrie edilizie di opposta destinazione sociale: ai grattacieli per ricchi equivalgono  pari quantità di volumi di bidonville.

Per risolvere questa mostruosità architettonica e sociale si è corso ai ripari, ma con una ulteriore aberrazione: il miglior edificio alto al mondo, secondo lo specifico board di valutazione, è appunto il “Bosco Verticale”. che viene incredibilmente proposto come soluzione ambientalista del vero problema costituito dai grattacieli. A nostro avviso è il classico caso della “pezza peggio del buco”, usiamo termini tradizionali per cercare, con semplici termini, di ricondurre alla ragione chi l’ha smarrita.

Si chiede scusa per quella che potrebbe risultare una provocazione ambientalista, ma dovrebbe aprirsi un dibattito serio sul futuro della grande architettura. Un dibattito che possa valutare (per quella che è) l’applicazione di una idea millenaria, che dai giardini pensili  babilonesi giunge sino ai nostri giorni, con le terribili fioriere che spesso “decorano” l’edilizia spontanea (o meno) dove il progettista è soltanto il carpentiere, splendido mestiere, che però non può essere succedaneo del tecnico abilitato.

Ma anche  il più valente dei carpentieri non potrà mai realizzare una fioriera che  possa accogliere, come vediamo nei rendering, alberi di alto fusto, con carichi di diverse tonnellate al metro quadro.

Quando un progettista sbagliava un prospetto proponeva, successivamente e con astuzia, di “arricchire” la facciata con qualche bel rampicante. Per analogia ciò accade anche con gli uomini, che con la barba vogliono aggiungere fascino, ovvero sottrarre superficie ad un volto sgraziato.

Qui il problema diventa letteralmente politico: invece di dare alla cittadinanza i dovuti “Boschi Orizzontali”, rispettando almeno gli standards di legge per il verde, ci troveremo a sprecare ulteriori risorse per fornire gli appartamenti degli sceicchi (che possiedono anche in Italia) di assurdi giardini pensili, con spreco ulteriore di enormi risorse per far finta di pensare alla nostra salute ed all’ambiente.

Il Bosco Verticale è molto in linea con i tempi: chi la spara più grossa è sempre creduto. Ma questo lo pensava Goebbles!…..

Autore: admin

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