Roberta RONCONI*- Una guerra di sbieco (“Perfect day”, un film di F. Leon De Aranoa)

 

Lo spettatore accorto*



UNA GUERRA DI SBIECO

 

“Perfect day”, un film di F. Leon De Aranoa

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Il trailer gioca sull’assurdo, con toni giovanilistici e tarantini ani. Ma non è così, non è modaiolo né blasfemo “Perfect Day”. Quattro operatori umanitari sparsi nell’inferno della guerra in Bosnia (1995, siamo alla fine, alle ceneri) cercano di fare il poco che possono.

Per esempio, liberare un pozzo da un cadavere in putrefazione per permettere alla popolazione di quelle terre di usare l’acqua senza doverla comprare dagli sciacalli del conflitto. Ma ci si mette di mezzo la politica, i trattati, i codici, i caschi blu, i caschi verdi, i confini, gli accordi sotto banco e anche un gesto di semplice buon senso diventa impossibile. Perché in guerra vince sempre l’imbecillità.

Mentre seguiamo il gruppetto sempre in cerca di qualcosa di buono da fare, noi guardiamo le tracce della guerra, così, di sbieco, dai finestrini delle loro gip scalcagnate.  Non in faccia, ma con sguardo obliquo, impreparato, indifeso. E l’orrore arriva spietato.

Il regista spagnolo Fernando Leon De Aranoa è poco o nulla conosciuto in Italia, ma è decisamente un regista di primissima fila in Spagna. “Perfect Day” mette voglia di andare a recuperare tutta la sua filmografia, pluripremiata in patria. La colonna sonora di Arnau Battaller segue le orme del film, distorcendo mirabilmente pezzi musicali di uso comune (a partire dal brano di Lou Reed che dà il titolo al film), il cast internazionale (capeggiato dai grandi Benicio Del Toro e Tim Robbins) serve i personaggi di questa dark comedy in un piatto d’argento.

Presente quest’anno al Festival di Cannes, Aranoa – alla sesta pellicola – si cimenta per la prima volta con un film di respiro internazionale e il suo centro buca in pieno lo schermo. (*Articolo21.org)

Autore: admin

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