Franco LA MAGNA- Torino Film Fest. Canto di libertà per il popolo palestinese (domani la conclusione)

 

Da Torino


CANTO DI LIBERTA’ PER IL POPOLO  PALESTINESE

Manifesto del Torino Film Festival

La rassegna si avvia alla conclusione- Domani i premi ufficiali

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Romanzato biopic dell’idolo palestinese dall’ugola d’oro Mohammad Assaf (residente nella tormentatissima striscia di Gaza) proiettato ieri al TorinoFilmFest, sezione “Festa Mobile”, che sabato 28 chiude questa 33.a edizione, a quanto pare (dai primi dati comunicati) ancora in crescendo di pubblico rispetto alle passate kermesse. Dopo un’infanzia non proprio vellutata e la morte in giovanissima età dell’amata sorellina, il giovane ostinato Assaf  giunto all’età di 24 anni nel 2013 riesce rocambolescamente, questo almeno racconta il film, a partecipare al “Talent Arab Idol”, la più prestigiosa rassegna canora del mondo arabo, sbaragliando migliaia di concorrenti e piazzandosi al primo posto assoluto dopo una defatigante selezione. Per produrre ”Ya Tayr El Tayer/The Idol” (2015) di Hany Abu-Assad (regista di “Paradise now”) ci è voluto un poker d’assi di nazioni (UK/Palestina/Quatar/Olanda), ma il risultato è un film fresco e spontaneo, vera e propria metafora canora sulla “revanche” dell’infelice popolo palestinese, riversatosi in massa sulle strade di Ramallah per festeggiare la vittoria del giovane cantante. Un canto di pace contro gl’infiniti conflitti di quelle terre martoriate, voluti dalle voraci fauci delle superpotenze mondiali che ne hanno creato le premesse spartendosi dapprima i territori e successivamente le zone d’influenza.

Dal “Guest Director” del Festival, l’inglese Julien Temple (selezionatore di quattro remake dal titolo “Questioni di vita e di morte”), nella stessa giornata il Festival ha proposto “The ecstasy of Wilko Johnson” (2015), straordinario documentario psichedelico sul vecchio chitarrista dei DR Feelgood, colpito da un cancro ritenuto incurabile ed oggi (dopo un’operazione che gli ha asportato dallo stomaco un bubbone grosso come un’anguria) ancora in vita ed in piena attività. Trascinante montaggio con inserimenti extradiegetici, spezzoni di vecchi film, riff blues-rock e pillole d’acquisita saggezza del “mobilissimo” Wilko (sul palco si faceva notare per gl’incessanti spostamenti), “…un esorcismo musicale che sbeffeggia, suonando e ridendo, l’ineluttabilità della morte”. Da non perdere…distribuzione permettendo.

Autore: admin

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