Franco LA MAGNA- Torino Film Fest. Dalla adolescenza alle ‘mille e una notte’ lusitane

 

Da Torino


DALLA ADOLESCENZA IN POI

Manifesto del Torino Film Festival

Si segnala anche una ‘Mille e una notte’ di marca lusitana

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Storie di (stra)ordinaria adolescenza. Abbondano di tematiche giovanili i film in concorso o presentati in altre sezioni alla 33.a edizione del TorinoFilmFestival, che soddisfa così fedelmente l’originaria impostazione strutturale del “cinema giovani” (vecchia e storica denominazione) d’una kermesse partita in sordina nel lontano 1982 e diventata poi uno degli appuntamenti cinematografici più amati e ormai proiettata verso una dimensione sovranazionale. Pescando quasi casualmente nella giornata dei mercoledì 25 a partire da “Keeper” (2015) di Guillanime Senez (p. Belgio/Svizzera/Francia) l’indagine sull’altalenante equilibrio di una coppia di appena quindicenni alle prese con una gravidanza, dapprima indesiderata e poi difesa con ostinazione, entra senza inutili ornamenti in una condizione esistenziale tutt’altro che gioiosa e irresponsabile, problematicizzando fino ad inaspettate conseguenze la realtà d’una età tradizionalmente ritenuta di passaggio e qui invece profondamente già penetrata nel mondo adulto.

E ancora “John From” (2015) del portoghese Joao Nicolau, surreale commedia con accensioni bunueliane, indaga con sorprendente leggerezza l’innamoramento d’una quindicenne per un fotografo adulto che organizza una mostra sulla Melanesia, spericolando tra realtà e fantasia fino all’ottimistica e “moralistica” conclusione, mentre il delicatissimo americano “Lamb” (2015), secondo lungometraggio dell’attore Ross Partrige, affronta il tema scabroso dell’impossibile amore tra un quasi cinquantenne in crisi esistenziale e una bimba di undici anni, costruendo un’opera di rara poesia e bellezza. Maladolescenza, droga, omosessualità tra due giovani skaters predominano nel duro messicano “Te prometo anarquìa” (2015) di Julio Hernandez Còrdon, proiettato come il precedente nella sezione “Festa mobile” che ingloba anche la straordinaria trilogia del portoghese Miguel Gomes, ispirato alle “Mille e una notte” e ai racconti di Sherazade per rappresentare la notte portoghese e quella dell’Europa contemporanea. Tutti film, probabilmente, destinati a non godere di distribuzione o, nel migliore dei casi, a     d usufruire d’uscite pressoché clandestine a causa della solita miopia che da sempre contraddistingue la tristemente nota “censura di mercato”

Chiusura del Festival domani, sabato 28, con la premiazione delle opere partecipanti alle varie sezioni.

Autore: admin

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