Francesco NICOLOSI FAZIO – Chi ricerca, trova (appunti su “Fatto in casa” di Nino Romeo. Al Canovaccio, Catania)

 

Il mestiere dekl critico


 

CHI RICERCA, TROVA

Graziana Maniscalco e Nino Romeo

“Fatto in casa”  Di Nino Romeo.

Regia, scene e luci: Nino Romeo. Collaborazione scenografica: Gabriele Pizzuto-   Con: Graziana Maniscalco e Nino Romeo.  Produzione GRIA Teatro – Gruppo IARBA. Al Teatro del  Canovaccio di Catania

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Teatro di ricerca, teatro civile, cultura italiana, ghiaccio bollente. Abbiamo elencato quattro espressioni verbali, ovvero definizioni, che possono ormai racchiudersi, più o meno, all’interno del vocabolo: ossimoro. Certamente oggi usare i termini Teatro di ricerca, oppure Teatro civile è quasi come bestemmiare, almeno una eresia, in un momento del tutto votato al divertimento e/o allo stupore inculturale. Il Teatro del Canovaccio invece ci prova ancora, e ci riesce.

Quattrocento repliche. “Fatto in casa” elenca numeri da Broadway. Raramente il teatro italiano raggiunge questi successi. Il teatro di ricerca, in particolare, non ha forse mai assommato un tale numero di rappresentazioni. Nino Romeo e Graziana Maniscalco conoscono la formula: sperimentare e divertire.

Un calcolato cerchio di luci racchiude il talamo. Un uomo ed una donna si scambiano i ruoli: padre-figlia; moglie-marito; amanti; madre-figlio. Vita/morte; morte/sesso; sesso/amore; amore/odio, una intersezione radiale di rapporti, più o meno familiari e claustrofobici, che ruotano (come il letto ruotante, come un sestante) cogliendo nel segno della poderosa Lingua Siciliana, coinvolgendo lo spettatore di tutta Italia, quello accorto, sempre alla ricerca del sentimento e del vero.

Negli oltre venti anni di rappresentazioni lo spettacolo si evolve, restando identicamente uguale a sé stesso, perdendo ogni traccia del grottesco. Come ci confidavano gli splendidi interpreti, anche la minima variazione di tono della recitazione comporterebbe una discrasia, un impercettibile salto interpretativo, all’interno di una macchina scenica che “gira”  perfettamente, che si evolve da sola nel tempo, con il crescente maturare degli artisti, che offrono una recitazione forte e sapiente, a tratti lirica, che affranca lo spettacolo da ogni tortuosità carnale.

Alla fine cogliamo implicitamente, e tra le righe, il variare immoto della scena, con riferimento  all’attuale contesto, nel ventennio trascorso; difatti sia la fluidità della maturata recitazione che il degrado culturale in corso ‘convergono’  nell’evolversi complessivo dello spettacolo. Come se le luci circolari della scena si tramutassero da funebri lumini a stelle, che la rotta ci danno. Ci “ritroviamo” in questo spettacolo.

Il teatro, di ricerca e d’impegno, è speranza.

Autore: admin

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