A. Su. Eu. – Da Milano. Isabel Allende presenta il suo ultimio romanzo “L’amante giapponese”

 

Da Milano



ISABEL ALLENDE “LA MIA AMANTE GIAPPONESE

L’ultimo romanzo della sccrittrice cilena è pubblicato da Feltrinelli
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La passione clandestina fra Alma Belasco e il giardiniere Ichimei Fukuda diventa la storia di due vite dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri: questo racconta sotto forma di epica personale il romanzo di Isabel Allende “L’amante giapponese”, recentemente pubblicato da Feltrinelli. La scrittrice di origine cilena, giunta a Milano per ricevere  il Sigillo d’oro della città durante l’inaugurazione di BookCity 2015, ha incontrato la stampa e alcuni studenti di scuole superiori milanesi per parlare della sua ultima fatica narrativa.
Fra le pagine del testo la storia privata si specchia nel contesto storico universale, in questo caso raccontando dei 120mila cittadini americani di origine giapponese rinchiusi in campi di concentramento durante il secondo conflitto mondiale, evento che separa tragicamente Ichimei da Alma. «È una storia poco conosciuta anche in America – dice l’autrice da anni cittadina statunitense – ma per me ripercorrere il ventesimo secolo con questo libro non è stato doloroso: scrivere è una catarsi ma non solo del dolore, anche dell’allegria o dei rapporti familiari».
Dentro il romanzo, così, finiscono e si intrecciano temi cari alla Allende, come l’amore, la morte, la perdita e la vecchiaia: «Si può amare a ogni età», dice a proposito della storia che parte a ritroso nella casa di riposo Lark House. Tuttavia questo non implica che fra le righe del testo ci sia un messaggio: «Come scrittrice e lettrice nei libri cerco storie, non prediche». Lo stile di questo nuovo lavoro, secondo la sua stessa autrice, è molto americano e non solo per l’ambientazione (San Francisco) o per le sue più recenti letture (Jonathan Franzen): «Quando scrivo, parto sempre da un tempo, un luogo e un sentimento, e ogni romanzo deve avere la sua voce, in questo caso americana – dice la Allende – ma di fatto ormai io vivo in inglese, ho un piede in America e uno in Sudamerica».
Torna comunque fra queste pagine quel realismo magico tipicamente latinoamericano che fin dai suoi esordi l’ha fatta accostare a Marquez: «Le presenze fantasmatiche che inserisco nei miei libri per me rappresentano il mistero della vita: sono le coincidenze, i sogni profetici e le emozioni a muovere il mondo». Ma torna anche il dialogo fra i tempi, il presente della badante Irina e del nipote di Alma, Seth, che si proietta nel passato di una storia d’amore da ricostruire seguendo le imperscrutabili leggi del fato: «Ma io non voglio vivere nel passato, voglio vivere nel futuro», conclude a scanso di equivoci la scrittrice.

Autore: admin

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