Cristiana MARCHETTI- Tra malinconia e vaghi rimpianti (“I blues” di Williams. Sala Umberto di Roma)

 

Lo spettatore accorto

 

TRA MALINCONIA E VAGHI RIMPIANTI

I “Blues” di T. Williams

Schiavitu’ reali e fittizie dell’America anni 40. Elena Sofia Ricci alla Sala Umberto di Roma

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Tutto quello che la parola” blues “sottende Tennessee Williams lo esprime,lo snoda,lo sottolinea in questi tre atti unici interpretati da un Elena Sofia Ricci che ritorna emozionata, dopo molti anni di fortunate stagioni televisive ,sulle tavole pulsanti di vita,di passioni  e di fascino che l’interpretazione teatrale accende nello spettatore e ancor piu’ nell’attore che si trova a mettere a nudo parti di se’ come raramente  accade davanti ad una telecamera.

Una trave d’equilibrioposta  lateralmente  accoglie sulla sua superficie i passi lenti ed incerti di  Willie,un’ adolescente che stringe tra le mani una bambola bionda,malconcia ed inanime e su cui primeggia la figura ingombrante di una sorella bellissima e corteggiata, morta precocemente di tisi.

Le mani aperte,la ricerca di un baricentro costantemente inseguito, sottolinea laprecarieta’ e l’equlibrio instabile della normalita’ affiancata da una strisciante follia,ilsottile filo che divide il  ricordo reale dalla mitizzazione degli eventi passati,la nostalgia dal dolore dell’ineluttabile.

In un ‘atmosfera sospesa ,uno schermo di colore  non casuale,blu,note di morbido jazz(piacevoli fraseggi musicali scaturiti dal talento  di Stefano Mainetti),echi di  un ‘America anni 40 ,di vagoni su interminabili ferrovie,di piantagioni di cotone  gremite di schiavi di colore,che ritorneranno poi nel secondo atto unico in cuiFlora irrompera’in una scena aperta, senza quinte ,dove un’ altalena dall’alto ed un cambio di luci soltanto ,scarno ed essenziale, ci trasporteranno nell’atmosfera  di una casa nella quale la “bambolina”,chee’ quasi impossibile non accostare alla Nora  di Ibsen,dovra’ sottostare agli ordini perentori di un marito padrone e reo.

Lo schermo si infiamma di  rosso,incendio reale e simbolico ,groviglio di emozioni che rincorrono amore,sottomissione,desiderio di liberta’ e paura di affrancamento di una donna ancora  incredibilmente lontana dal femminismo anni 70, ma gia’ piena di  conflitti interiori e tormenti.

E ancora la condizione esistenziale nell’ultima donna di questo trio di diversi aspetti di dolore e follia femminea ,Lucrezia,donna matura ed in stato di abbandono che convive con il fantasma della madre morta da 15 anni in una lucida follia che verra’ interrotta solo dall’intervento esterno di un medico sollecitato dall’amministratore del palazzo testimone delle stranezze ormai incontenibili ed inaccettabili della signora Collins.

Le scelte registiche di Armando Pugliese sono di estrema semplicita’,diprorompente crudezza,tutto quello che è sul palco è in vista,come lo sono i cambi di scena quasi a mostrare che quella vita che sembrerbbe frutto di immaginazione  è in effetti  vera e concreta,umanamente riscontrabile nelquotidiano.

Tre storie,tre ritratti di donne dall’adolescenza alla vecchiaia con un unico filo conduttore,la manipolazione della realta’ come fuga da sè stesse e dal dolore del ricordo,dalla sofferenza della sopraffazione e della perdita che Elena Sofia Ricci ripercorre con empatia e delicatezza.

A tratti forse esiste una leggerezza interpretativa eccessiva che offusca la drammaticita’ del testo,stemperandola in quella tristezza che gli e’ propria ,forse per la solarita’(che noi adoriamo in altri ruoli) della protagonista che trascende un testo cosi’ tragico e malinconico.

Un pezzo di America comunque interessante e ben descritto da uno dei geni del teatro che tante opere meravigliose ed intramontabili regalera’al grande cinema dello star system,richiami probabili alla follia della sorella di Tennesse ancora una volta sezionata e “drammatizzata” quasi ad invocare l’esorcismo dal male e dai propri sensi di colpa.

Efficace e ben condotta l’interpretazione di Mimmo Mignemi,Mimmo Mancini e Lorenzo Ciambrelli le tre figure maschili che affiancano queste tre donne distinte ma non dissimili,diverse ma accomunate da paure e vuoti che ancora oggi,noi donne emancipate ci illudiamo di aver superato, quando la realta’ non ci riporta tragicamente indietro di anni….molti di piu’di quelli dell’America di Williams.

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“I blues” di T. Williams Regia Armando Pugliese  Con Elena Sofia Ricci e  MimmoMignemi, MimmoMancini, LorenzoCiambrelli  Musiche Stefano Mainetti   Scene e costumi Andrea Taddei   -Sala Umberto di Roma  fino all’8 Novembre

Autore: admin

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