Renata MATTINA- Festa del Cinema di Roma. La lezione di Gianni Amelio (e di altri maestri)


Festa del Cinema di Roma



LA LEZIONE DI GIANNI AMELIO

E di altri ‘maestri’ in concorso o in retrospettiva

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“Parlare della scuola, soprattutto di quella primaria, è un modo per raccontare un Paese, un Paese che cresce (o arretra) insieme alla sua scuola.”
Così Gianni Amelio introduce Registro di classe – Libro primo 1900-1960, documentario che ha realizzato assieme alla montatrice e regista Cecilia Pagliarani e che è nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2015.

“Questo “film d’archivio” vuole raccontare il passato per risvegliare l’attenzione sui giorni nostri, perché certe discriminazioni non muoiono ma
cambiano faccia, e i problemi si ripresentano sotto altre forme,” continua Amelio nelle note di regia al film, che attraverso materiali d’archivio racconta di un’Italia ancora rurale, ancora poco unita, dove la scuola non ha ancora la televisione come supporto per la diffusione di una lingua unitaria, dove il modello educativo ottocentesco sta collassando al confronto con la modernità, dove la scuola è ancora – come dovrebbe essere oggi – in prima linea in una funzione non solo educativa e pedagogica ma di supporto sociale.   Le riflessioni di Amelio vogliono, chiaramente, rispecchiare il passato per riflettere il presente, e forse illuminare il futuro. In attesa che arrivi un “libro secondo”

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Sono tante le vetrine di spettacolo live, in cui registi e attori si raccontano. A cominciare da William Friedkin, premio Oscar nel 1972 per Il braccio violento della legge. Mentre un regista cult come Wes Anderson dialogherà con il premio Pulitzer Donna Tartt avendo come tema la loro comune passione per la cinematografia italiana. Frances McDormand invece duetterà dal vivo con il marito, il regista e sceneggiatore Joel Coen . E Paolo Sorrentino, il regista italiano che più corrisponde allo stereotipo italiano amato oltreoceano, presenterà in anteprima mondiale 15 minuti del suo nuovo progetto.

Americanissimo è stato  il film d’apertura della rassegna, il thriller politico Truth opera prima dello scenoggiatore James Vanderbilt, che ha scritto The Amazing Spider-Man e Zodiac di David Fincher. Il film che ha come protagonisti niente meno che Robert Redford con Cate Blanchett è tratto dal libro Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power, della giornalista e produttrice televisiva Mary Mapes, che da cronista della CBS nel 2004 lanciò il caso Rathergate denunciando il trattamento di favore che il giovane George W. Bush avrebbe avuto quando finì nella Guardia nazionale piuttosto che andare al fronte in Vietnam. L’inchiesta che fu lanciata due mesi prima delle presidenziali americane provocò le dimissioni della Rather e il licenziamento di Mapes.

Si muove su un filo sottile fra spettacolarità e industria da sempre il regista Robert Zemeckis, autore della trilogia Ritorno al futuro. E tanto più lo si può dire nel caso del suo ultimo film che sarà presentato alla Festa del cinema: Walk-3D racconta l’impresa di un grande funambolo, Philippe Petit, che camminò su un filo d’acciaio teso fra le twin towers . Il film interpretato nel film da Joseph Gordon-Levitt si basa sul libro The Walk. Fra le Twin Towers, i miei ricordi di funambolo scritto dal francese Petit e pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie, così come l’altro suo libro, Trattato di funambolismo.

Il cinema italiano è rappresentato dalle prime come quella del nuovo film di Sergio Rubini Dobbiamo parlare ( film su una doppia crisi di coppia con Ragonese e Bentivoglio che sarà presentato il 21 ottobre) e  da Alaska di Claudio Cupellini con Elio Germano. E poi il ritorno dello sceneggiatore Ivan Cotroneo. E il fantasy italiano Lo chiamavano Jeeg Robot. Spazio anche alle retrospettive: particolarmente interessante quella dedicata ad Antonio Pietrangeli, regista ingiustamente dimenticato in Italia, ma non dal MoMa di New York che, dopo la Festa del cinema, gli dedicherà una retrospettiva.

E poi l’antologica del cineasta cileno Pablo Larraín, che ha raccontato ascesa e declino della dittatura di Augusto Pinochet con un punto di vista decisamente inedito in Tony Manero (2008), Post Mortem (2010) e No – I giorni dell’arcobaleno (2012) con Gael García Bernal, che è stato candidato all’Oscar come miglior film straniero. Come lo è ora il suo El Club (2015) , che ha preso l’Orso d’argento a Berlino.

Infine, quasi un festival dentro il festival, ecco Alice nella città (qui i trailer e il programma), la rassegna di film young adult che si tiene in concomitanza della Festa del cinema  di Roma. Quest’anno Il programma della XIII edizione propone 13 opere nel concorso, 3 film fuori concorso e 4 eventi speciali, programmati all’interno dell’Auditorium. Fra gli eventi speciali segnaliamo  Pan – Viaggio sull’isola che non c’è, di Joe Wright con Hugh Jackman, Amanda Seyfried e Rooney Mara. Il film è una nuova trasposizione cinematografica  di Peter Pan  e sarà dato in prima nazionale domenica 18 ottobre. Lo stesso giorno, fuori concorso ci sarà Belle e Sebastien – l’avventura continua diretto da Christian Duguay, secondo capitolo della saga con Belle, il cane dei Pirenei, già protagonista non solo dell’omonimo cartone animato e di un film campione d’incassi nel 2014.

Infine Il piccolo principe, l’adattamento cinematografico del libro di Antoine de Saint-Exupéry diretto da Mark Osborne con le voci italiane di Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann e altri.

Autore: admin

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