Inserimento non valido

Lo spettatore accorto

LA BURLA E’ SERVITA

Al Teatro L’Istrione di Catania ha avuto inizio la nuova stagione di prosa intitolata “Servo di scena”- Prima proposta “Il Casino di campagna” di  A.Von Kotzebue

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Il drammaturgo di origne tedesca, trapiantato nella  Russia di fine settecento, dove studiò e di cui subì il fascino, antiromantico, da Nietzsche venne  considerato un degno rappresentante di quel germanesimo con il quale il filosofo lo identifica :  bonario, incontinente nei piaceri, desideroso di liberarsi, almeno a teatro dell’innata freddezza e del senso del dovere, tollerante e sorridente, capace di scambiare e mischiare il bene con la compassione, felice di un’azione bella e generosa, nvidioso dell’altrui: “ Così essi ( i tedeschi) erano, così era lui”.

Ambientata in campagna, la commedia vede protagonisti due innamorati, Balden e Annetta, decisi a coronare il loro sogno d’amore nonostante il padre abbia imposto una bizzarra condizione:
Annetta andrà sposa a chi comprerà un  designato casino di campagna.   Purtroppo il casino viene  acquistato  tempestivamente da un anziano signore in cerca di pace e serenità ( Lorch), prima che Baden possa intervenire. Vani i tentativi di convincere il vecchio a cedere il casino al giovane innamorato. Disperazione dei due ragazzi che decidono di adottare un marchingegno che convinca Lorch a vendere la casa.
Da questo momento inizia il corpo centrale della commedia: la sarabanda infernale di personaggi  rumorosissimi e persecutori,  inventati dai due innamorati, di equivoci ed imbrogli, per disgustare il proprietario e travolgerlo in un carosello parossistico che sconvolga la pace  agognata del luogo. L’esito scontato si avvale di un finale a coda che salva eticamente l’azione  burlesca ai danni del povero vecchietto .Tutti i salmi finiscono  in gloria, tutti felici e contenti.  L’operazione si conclude con i tre protagonisti in sollucchero insieme agli spettatori.

Commedia alemanna, lontana certamente dalla crudele sapienza dei Fratelli Grimm e dall’ironica beffa del Decamerone. Piuttosto un garrulo, semplice  e ben congegnato divertissement.
“La macchina comica è dotata di un meccanismo allo scoperto. Non ci sono sottotesti, nè  ragionamenti filosofici, né messaggi criptati” come sottolinea il regista Guido Torrisi, che ha volutamente calcato la mano su questa caratteristica, rimpolpando la  carrellata dei personaggi, per chiudere in un crescendo rossiniano, in cui il gioco si allunga in una serie di gags, affidate alla vivace e a tratti  esuberante interpretazione di Valerio Santi e Marina La Placa, rispettivamente nei panni di Balden  e Annetta. Completa il trio Francesco Russo ( Lorch), placido ed ingenuo quanto basta per far sorridere bonariamente il pubblico, travolto dal brio dei due  irrefrenabili  innamorati,  impegnati in  un susseguirsi di travestimenti e performance che non lasciano  respiro, in un clima di genuina e perenne vitalità
Le scene e i costumi evocano la campagna e l’atmosfera fiabesca e giocosa dell’intrattenimento.

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Il Casino di campagna
Regia: Guido Turrisi
Con  Valerio Santi, Marina La Placa, Francesco Russo

Autore: admin

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