Francesco NICOLOSI FAZIO – Trasparenza (ovvero, libertà è partecipazione…ed informazione)

 

 

Libertà è partecipazione

 

 

TRASPARENZA

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A base dell’ informazione

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Lo sciopero degli impiegati al Colosseo ha clamorosamente raggiunto le prime pagine dei giornali e l’apertura dei TG. Grande informazione, ma soltanto dopo. Nessuno si è curato di dare un minimo di informazione prima. Tutti si sono trovati d’accordo nel voler creare un grave danno di immagine all’Italia, nessuno si è curato di dare la minima informazione dello sciopero, se non mediante un fogliettino formato A4 (20×30 cm) posto dinanzi all’enormità del Colosseo. Tutti d’accordo: I sindacati, il ministero/sovrintendenza, il Comune di Roma. Un minimo di decoro civile avrebbe imposto invece un’ampia informazione di servizio a tutela degli utenti, soprattutto sui mezzi della rete.

Ai sindacati il caos è convenuto per poter ottenere un’ampia risonanza e ricevere gli arretrati, motivo dello sciopero. Al ministero il disservizio è convenuto per tirare fuori dal cassetto il provvedimento anti-scioperi, mostrando una rapace capacità di “reazione” (concordata con i media), che fa felice la nuova base del PD. Anche il sindaco Marino ha trovato giovamento dalla figuraccia, potendo finalmente dire: “Mi vergogno”, non parlando del suo operato.

L’evento è emblematico dello stato attuale dell’informazione in Italia. Necessita un grande lavoro per la vera trasparenza, per far giungere ai cittadini, in tempi coerenti, quante più informazioni sia possibile, per esercitare una concreta partecipazione democratica. Dobbiamo aprire ogni strumento possibile a chi può dare informazioni “democraticamente sensibili”, per evitare che, nell’era dell’informazione, si possa ancora speculare partendo da una becera rendita di posizione, incentrata sul segreto e sulla esclusione.

Comincio subito con una informazione di carattere ambientale, utile per un’ampia porzione del territorio etneo. Da anni i fenomeni di vulnerabilità idrogeologica non risparmiano nessun territorio: anche la stabilissima Etna determina emergenze durante le precipitazioni, con fenomeni gravi di allagamenti. La soluzione si trovò negli anni settanta mediante la realizzazione di un’opera idraulica di convogliamento delle acque che fu chiamata “Canale di gronda”. Oggi il Ministero delle Infrastrutture ha finanziato quest’opera che dovrà essere realizzata in tempi brevissimi.

Ecco che nasce l’esigenza di adeguare un progetto degli anni ’70 alle odierne concezioni. Tra queste esigenze oggi non è trascurabile quella ambientale della gestione delle risorse: si chiede solo di non disperdere in mare quanto raccolto a fronte di enormi impegni economici. Basterebbe un invaso che potrebbe avere ben tre funzioni: 1) Salvaguardia del territorio dalle ondate di piena; 2) Abbattimento dei materiali inquinanti; 3) Recupero di irrinunciabili risorse idriche, per milioni di metri cubi.

L’Amministrazione ha mostrato una certa sensibilità all’aspetto ambientale della proposta, magari come immagine ed unica visibilità di un notevolissimo impegno economico, ma i tempi imposti dal Ministero rendono molto difficile una realizzazione a breve.

Questa notizia non è certo uno scoop, ma è un piccolo tassello del puzzle costituito dalla realtà della nostra nazione, che con nuove procedure, che dettano tempi stretti e progetti bloccati, può anche, per assurdo, offrire soluzioni antiquate, che non sembrano poter convivere con il nuovo corso inaugurato dal governo. In ogni caso ci è sembrato opportuno dare divulgazione di un argomento che può offrire elementi di informazione per tutti i cittadini, tecnici e no, siciliani e no, mediante un criterio di tutela dell’informazione.

Sono così anziano da ricordare che per la maturità del 1974 fu proposto un tema che partiva da una bellissima canzone di Giorgio Gaber: “La libertà è partecipazione”. Oggi nell’era di internet possiamo affermare che “La liberta è informazione”.

L’invito è per tutti.

Autore: admin

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