Mino ARGENTIERI-L’ordalia. Biblioteca Barbaro a rischio chiusura (un appello da diffondere)

 

L’ ordalia*


BIBLIOTECA BARBARO A RISCHIO CHIUSURA

Un appello rivolto a tutte le categorie e gli operari culturali

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La biblioteca del cinema Umberto Barbaro è stata brutalmente bocciata. Una istanza in cui si chiede un contributo ministeriale per una iniziativa illustrata nei suoi intenti e contenuti meriterebbe una risposta argomentata, oltre che a una possibilità di ricorso e appello. Così avviene in un paese civile, ma non in Italia, dove ci si deve accontentare di un verdetto svelto e sbrigativo: “respinta”. Troppo poco ai fini della trasparenza, dell’informazione e della correttezza. Troppo autoritario. La “ratio” della decisione non può essere considerata alla pari di un segreto. Quindi questa procedura è da discutere ed è certamente inaccettabile, perché –  lo vorremmo sapere- si nega anche un euro per il “Premio Charlie Chaplin” onorato da medaglie concesse alla Biblioteca dalle massime istituzioni democratiche italiane, il Presidente della Repubblica, le Presidenze del Senato e della Camera dei Deputati?

Perché procedere alla cancellazione di qualsiasi aiuto alle riviste cinematografiche (tra cui il nostro trimestrale Cinemasessanta) che tanto faticano a muoversi in un mercato librario sempre più in crisi e racchiuso in pochissimi circuiti concentrati? Perché assestare un colpo letale a pubblicazioni periodiche che contribuiscono all’approfondimento degli studi e della ricerca critica in una fase contraddistinta da tensioni intellettuali decrescenti nei mas media di maggior diffusione, a cominciare dalla tv? Forse perché lo Stato e i suoi rappresentanti contravvenendo alle loro prerogative avrebbero optato per il passaggio “obbligato” della pubblicistica on line quando emeriti  semiologi come Umberto Eco e rispettabili uomini di cultura, anche allo scopo della conservazione, esortano a non abbandonare il doppio binario  della carta stampata e degli altri mezzi di comunicazione?

E perché poi immaginare fantasiosamente che le pubblicazioni on line avrebbero un costo zero dal momento che la realtà dimostra il contrario anche se è innegabile che ci sia un ribasso degli impegni finanziari? Perché, infine, che esistono trattazioni – ad esempio, quelle di taglio saggistico, che hanno bisogno di contenitori e trasmettitori adeguati all’ampiezza e alla complessità del ragionamento e dell’indagine? Un dubbio sorge: che si stia avviando, in nome non di non sa chi di quale autorità e diritto, una guerra alla carta stampata. Lo prova la mancanza di ogni sostegno alla biblioteca Umberto Barbaro, ai ventimila volumi del suo patrimonio, alle centinaia di collezioni di riviste nazionali e straniere messe a disposizione dei cittadini, un bene costruito a prezzo di enorme sacrificio grazie all’entusiasmo e allo spirito di intraprendenza che è proprio dell’ Associazionismo Culturale, non ha marchi politici e ideologici e non bada a interessi commerciali.

Su queste questioni desidereremmo avere precise delucidazioni dalla Direzione Generale Cinema del MiBACT per comprendere in questo modo se si abbia la consapevolezza che si sta sferrando un attacco violento alla cultura e non solo alla biblioteca Umberto Barbaro. Ci domandiamo se non abbia ragione un nostro caro amico, Enzo Natta, che, apprendendo quel che accade, ha abbozzato un paradosso: “E se voi della Barbaro, prendeste libri, giornali e carte e deste fuoco a tutto? Forse appaghereste un desiderio inconfessato di molti” Enzo, ovviamente scherza, ma anche Fahrenheit 451,  film e romanzo, non andavano lontano dalla verità. E neppure Orwell. (*Diari di Cineclub)

-Mino Argentieri è Direttore della Biblioteca Umberto Barbaro e della rivista “Cinemasessanta”

Autore: admin

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