F. LA MAGNA, U. ROSSI- Cinema, Recensioni brevi (” Le regole del caos”, “Fuori d’artificio in pieno giorno”)

 

Cinema Recensioni brevi

 

DUE FILM RECENTI

Le regole del caos

“Le regole del caos” Regia  di Alan Rickman

(f.l.m.) Si conferma, con la perfetta ricostruzione ambientale ed un accurato studio dei costumi, la proverbiale eleganza del cinema britannico, qui planato in pieno XVII sec. alla corte del Re Sole Luigi XIV, che sceglie Versailles come residenza ed ingabbia la nobiltà in estanuanti formalità (argomento trattato dall’esemplare lavoro televisivo di Rossellini). Qui però tema principale è la costruzione dei sontuosi giardini della nuova reggia, una parte dei quali viene inaspettatamente affidata a Sabine De Barra, donna volitiva e poco prona all’etichetta che, proprio con la sua intelligenza e spregiudicatezza, conquista la fiducia di sua maestà e di André Le Notre, sovrintendente principale all’intera costruzione, mostratosi dapprincipio recalcitrante e dubbioso sulle doti professionali della “giradiniera” e poi affascinato e sedotto anche dalla donna. Prima parte lanciata sul crinale d’una antesignanza emancipazione femminile e retta da una non banale sceneggiatura; seconda in precipizio su stucchevoli romanticherie dalla chiusa banale e conseguentemente prevedibile. La Winslet regge bene il ruolo di femminista antelitteram; Alan Rickman (l’ormai famoso e losco prof. Piton di Harry Potter  – passato anche alla regia e altresì cosceneggiatore – interpreta il compassato e ieratico Re Sole.                                                                                                                         Interpreti: Kate WinsletJennifer EhleStanley TucciAlan RickmanHelen McCrory Matthias SchoenaertsSteven WaddingtonPaulina Boneva Danny WebbPauline Moran Adrian ScarboroughPhyllida Law

 

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Fuochi d'artificio in pieno giorno

“Fuochi d’artificio in pieno giorno” ( Bai ri yan huo) Regia Yi Nan Diao

(u.r.) Il cinema cinese sta affrontando molti elementi che prima appartenevano prevalentemente, se non esclusivamente, a quello occidentale. E’ il caso del noir, variazione del poliziesco caratterizzata da storie cupe e personaggi disperati. Fuochi d’artificio in pieno giorno dell’attore, sceneggiatore e regista Yi’nan Diao (1969) appartiene a questo genere cinematografico, nuovo per i cineasti cinesi.

Il film racconta, divisa in due parti, ambientate rispettivamente nel 1999 e nel 2004, la storia dell’ispettore di polizia Zhang Zili impegnato nella caccia ad un feroce omicida che ha ucciso un uomo e ne ha disseminato i resti nelle fabbriche attive in un’area di ben cinquanta chilometri. Inoltre, all’inizio, non riesce a riprendersi sia da un divorzio che non accetta, arrivando sino ad aggredire sessualmente la sua ex, sia dall’aver visto morire in un conflitto a fuoco due suoi colleghi ed averne ammazzato gli assassini. Cinque anni dopo lo ritroviamo che ha abbandonato la polizia, lavora come guardia di sicurezza e si è dato all’alcol. Un giorno incontra alcuni ex- colleghi che stanno indagando su un delitto che ha molte caratteristiche in comune con quello a cui lavorava lui. Si accoda e incontra una giovane vedova che, alla fine, risulterà l’assassina di quel lontano omicidio.

Al regista interessa assai poco la soluzione del caso, quelle che gli stanno a cuore sono le psicologie dei personaggi, il loro naufragare in esistenze prive di prospettive e massacrate dalla sorte. In questo il film si afferma come opera di spessore e intelligenza, tanto da giustificare in pieno i riconoscimenti ottenuti al Festival di Berlino (Orso d’Oro e migliore interpretazione maschile), all’ Asian Film Awards, al Festival di Pechino e a quello di Odessa.

 

-Ringraziamo Umberto Rossi, collega di “Cinemasessanta” e direttore di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

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