Francesco NICOLOSI FAZIO- Mafiascismo, mon amour (Crocetta e il fascino della violenza)

 

Accade che….

 

MAFIASCISMO* MON AMOUR

Rosario Crocetta nel 2012.

Crocetta: il fascino discreto della violenza.

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Partiamo da titolo. Nell’acquisto della Grecia da parte della Germania paragoniamo lo spread alla bomba atomica. La manovra bellica tedesca per l’accaparramento della Grecia, ricorda quanto è secolarmente in uso nelle terre di mafia: quando un vicino vuole acquistare un bene, il valore del bene lo si fa deprezzare artatamente con vari atti di vero e proprio terrorismo. Pertanto la violenza mafiosa è pericolosa quanto e più della bomba atomica. In fondo da sempre il potere è violenza. Di certo non è amore. Hiroshima mon amour.

Il potere è violenza e ciò affascina la quasi totalità degli esseri umani. Almeno la violenza economica che, ad esempio. consente ad uomini vecchi e perversi di poter “utilizzare” belle giovani ragazze che, più o meno schiave, sono attratte dal potere economico. Includiamo tra queste giovani vendute e comprate pure le schiave africane che, in attesa di asilo (fuori dai CARA), battono i marciapiedi dell’Europa, attività terminale di una filiera mafiosa di cui “Roma capitale” è soltanto uno dei tanti (e per tanti) lucrosi aspetti.

Non sappiamo come e perché il settimanale l’Espresso ha pubblicato una telefonata tra Crocetta ed un suo amico medico (forse quello dello sbiancamento?). Pare che il medico si auguri (si auspichi?) che la figlia di una notissima vittima di mafia possa fare la fine del padre. Se tale auspicio telefonico fosse partito da un grande boss, era quasi certo che si sarebbe trattato di un ordine ben preciso, ma sicuramente Crocetta non parla al telefono con boss mafiosi.

Anzi ricordiamo che, dopo la sua clamorosa elezione al primo turno con circa il 60% dei voti come sindaco di Gela, il primo gesto di Crocetta fu il licenziamento della moglie di un boss della “stidda”, stranamente dipendente comunale. Nessuno si era mai accorto di questa anomalia. Crocetta se ne accorse immediatamente e poi fu immediatamente nel mirino delle cosche. Poi ci fu Bruxelles ed oggi la Presidenza della Regione Siciliana (questa è la  dicitura istituzionale, non Sicilia).

Un giorno chiesero a Ciccio Ingrassia: “Secondo lei è vero che Andreotti incontrò e baciò Riina?” Il saggio grande attore siciliano, discendente da famiglia patrizia, rispose con grande arguzia: “Non so se Andreotti incontrò Riina, ma sono sicuro che se lo incontrò, lo baciò!” Come dire “Amor con amor si paga”.

Oggi non possiamo affermare che quanto riportato da l’Espresso è vero. Neanche ci chiediamo come è possibile che un giornalista ascolti tali conversazioni, magari solo registrate. Quello che possiamo affermare è che, qualsiasi cosa si siano detti Crocetta ed il suo amico, è permeata da una sorta di autoreferenzialità per il potere, in ogni sua forma e contenuto. Una sorta di ricerca della violenza verbale che ormai è patrimonio di tutti i piccoli e grandi potenti della nostra disperata nazione ed ancor più della nostra devastata Sicilia.

Nulla ci stupisce. E’ nell’ordine del possibile. Il potere si compiace di dimostrarsi violenza, violenza anche mafiosa. E ne siamo in fondo affascinati.


* Non si troverà mai in un vocabolario il termine MAFIASCISMO, tra non molto non sarà neanche consentito nominare il vero ed unico potere mondiale. Ultimi giorni.

Autore: admin

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