Franco LA MAGNA- Dorme sulla collina. Roberto Lanzafame, infaticabile ricercatoredi cinema

 

Dorme sulla collina


ROBERTO LANZAFAME

Infaticabile ricercatore di cinema

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Stroncato da un male incurabile, dopo la malattia che ha coraggiosamente combattuto, si è spento a Catania all’età di 79 anni Roberto Lanzafame. Era un nome noto soltanto ad un numero ristretto di specialisti e studiosi di cinema. Dopo gli studi classici (era stato compagno di classe di Pippo Baudo) e la laurea aveva iniziato ad insegnare francese, ma la passione inveterata e bruciante per la ricerca cinematografica lo aveva presto allontanato dalla professione d’insegnante, abbandonata in età relativamente giovane. Bibliofilo, enciclopedico, dotato di notevole conoscenza in materia di istituzioni religiose (aderiva alla Chiesa evangelica), aveva concentrato il campo della ricerca sulla nascita e lo sviluppo del cinema – in particolare in Sicilia – accumulando negli anni un patrimonio librario di oltre 20.000 volumi, che ora per volontà testamentaria andranno ad arricchire le biblioteche di varie istituzioni, tra cui la “Mario Gromo” di Torino, che istituirà un fondo a lui dedicato. Negli anni ’80 e ‘90 ha curato la bibliografia, la teatrografia e la videografia dei vari atti dei convegni, dedicati al cinema e al teatro, pubblicati dal Teatro Stabile di Catania e di molte altre manifestazioni (tra cui gli Incontri del Cinema di Aci Catena).

Non esiste, tra i pochi studiosi isolani di cinema in Sicilia – docenti, giornalisti o semplici curiosi – nessuno che non abbia abbondantemente attinto alle sue ricerche (magari poi rivendicandone la paternità) che lui con estrema generosità metteva a disposizione degli amici storici e critici del cinema – ma anche di tutti coloro che a lui si rivolgessero – al solo piacere di donare (senza mai averne nulla in cambio, ad eccezione della gratitudine e dell’amicizia) il frutto d’un lavoro meticoloso, quasi da entomologo, riversato in appunti, quaderni, diari, agende, scritti di proprio pugno (non ha mai usato il computer) spesso con grafia minutissima ma insolitamente leggibilissima. Basta sfogliare i rari testi pubblicati sul cinema in Sicilia (generalmente da case editrici locali), per trovare spesso tra i ringraziamenti il suo nome.

Chi ne scrive, amico da decenni, in particolare negli ultimi anni gli è stato vicino (dopo una lunga fase di mancata frequentazione), condividendo spesso con lui la gioia delle piccole scoperte o la rabbia impotente di non riuscire (per l’oggettiva mancanza di fonti) a scovare il titolo di un film o il nome di un attore o di un’attrice o quanti film avesse effettivamente girato una casa di produzione siciliana…   Di Roberto Lanzafame restano purtroppo pochissimi e brevissimi saggi inseriti in pubblicazioni miscellanee, come se la sua passione si esaurisse nell’atto della ricerca pura, della scoperta del dato grezzo, deprivata della fase successiva della corretta elaborazione. Io stesso ho spesso usufruito delle sue ricerche, anche per gli ultimi lavori ancora inediti, dibattendo con lui delle possibili topiche, dei tranelli e degli inganni in cui inevitabilmente a volte noi ricercatori non riusciamo a sfuggire quando la materia è così ostica e oscura, ma proprio per questo così affascinante.

Tuttavia, purtroppo postumi, altri due suoi brevi saggi saranno inclusi a conclusione della mia prossima pubblicazione, una Storia del Cinema Muto a Catania (“La sfinge dello Ionio”, in stampa il prossimo autunno), che non posso non dedicare all’amico carissimo e compagno appassionato di tante impervie ricerche sul cinema in Sicilia. Un lavoro che senza i suoi generosi consigli, i continui suggerimenti e le sue indispensabili ricerche (alle quali ha dedicato l’intera vita), sarebbe apparso senz’altro più povero dei già scarsi titoli di film e dei molti nomi di attori e di attrici isolani e non ormai sprofondati nell’oblio. E un grazie ancora, doverosamente gli devo, per l’apporto decisivo dato alla bibliografia, che lui fino all’ultimo ha tentato di aggiornare continuando a frequentare quello che era rimasto il luogo fetish delle sue sempre più rare ed uniche “scorribande” – la libreria – alla quale tante lo volte lo accompagnavo, perché il suo corpo dilatato lo costringeva ormai a movimenti sempre più limitati e stanchi.

Autore: admin

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