Francesco NICOLOSI FAZIO- Da Atene. Democrazia eè Politica (esito e senso del referendum)

 

Da Atene

 

Bruxelles dichiara guerra alla Grecia

DEMOCRAZIA E/E’ POLITICA

Esito e significato profondo del referendum in Grecia

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Nel gran buffet di buffonate dell’EXPO di Milano oltre un centinaio di paesi sono venuti in Europa a farci conoscere le tipicità alimentari delle loro tradizioni. Gli organizzatori, nella foga di spartirsi mazzette e prebende, si sono dimenticati che Milano è in Europa e che l’Unione Europea agisce in direzione diametralmente opposta ai presunti temi della EXPO.

Difatti le normative europee vigenti cancellano le tipicità alimentari europee, impongono aranciate senza le arance, vietano che sui prodotti venga indicata la provenienza, a tutela della “libera concorrenza”. Infine l’Europa sta per consentire agli USA di imporci O.G.M. e carne agli ormoni, sempre per il principio della auto-proclamata “libera concorrenza”. Questo in un tema semplice ed evidente come l’alimentazione.

Possiamo tutti immaginare come l’Europa curi gli interessi degli europei su temi più complessi e più redditizi (in termini di mazzette) come la finanza, la sicurezza (militare e non) e l’immigrazione.

Il risultato del referendum in Grecia ha soltanto posto l’evidenza dei fatti: l’Unione Europea nulla fa nell’interesse di noi poveri cittadini. Domenica 5 luglio 2015 si è verificato un fatto semplice ed acclarato: il popolo greco ha scoperto che “il re è nudo” e lo ha affermato a gran voce.

Non si può spiegare altrimenti il risultato straordinario ottenuto da una forza di estrema sinistra che coagula il 60% di elettori. I greci non sono diventati comunisti, hanno soltanto potuto dire, in modo democratico, quello che essi pensano, tutti, anche quel 40% che, per piaggeria europeistica o per tentata speculazione elettorale, hanno votato sì (speriamo per loro, a malincuore).

Ed ecco ciò che sottende il risultato del referendum greco: la voglia di democrazia che si manifesta in ogni europeo. Siamo stanchi di governi tecnocratici ed imbecilli (non solo in Italia), che sono diventati degli ufficiali giudiziari delle tecnocrazie di Bruxelles (e/o Berlino), sempre enunciando il loro credo: “L’Europa lo vuole!” Un po’ come i crociati che gridavano: “Dio lo vuole!” Per poi perdersi nelle sabbie dei deserti mediorientali.

Ma l’aspetto più ricco per il futuro del nostro continente, nasce dalla semplice considerazione che il referendum voluto da Tsipras ha fatto rinascere non solo la voglia di vera democrazia, ma anche un desiderio di Politica, quella con la “P” maiuscola, che è stata del tutto ridimensionata dopo il crollo del muro di Berlino. Si credeva che, sconfitto il comunismo, avesse vinto la democrazia, invece si è consegnato il destino del mondo nelle mani dei tecnocrati e della grande finanza (inquinata), lasciando il territorio in mano alle mafie locali. Forse si può ripartire con la politica.

E’ solo una speranza di democrazia e di politica. Ma siamo felici lo stesso.

Autore: admin

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